Postata dal collega G.M.
Gent.mi membri della RSU,
scrivo per segnalare due aspetti contrattuali che hanno ricaduta su tutto il personale o su buona parte di esso, e che incidono fortemente sulla qualità del lavoro od anche sui redditi percepiti.
Riguardo il buono pasto sostituivo della mensa, segnalo che l’art. 45 del CCNL 14/9/2000 (norma che riguardava le code contrattuali del CCNL 1/4/2000) stabilisce che “il dipendente è tenuto a pagare, per ogni pasto, un corrispettivo pari ad un terzo del costo unitario risultante dalla convenzione, se la mensa è gestita da terzi”. Dato che, recentemente, è stato definito un accordo con l’Amministrazione per l’aggiornamento del valore del cosiddetto ticket restaurant, ti chiedo di verificare che esistano effettivamente convenzioni con esercizi delle diverse località del territorio provinciale che forniscano un pasto completo a fronte dei 10,5-11,25 euro (che sono il budget per pasto determinato dalla quota a carico del dipendente più quella della Provincia). Se tali circostanze non si verificheranno, sarà disatteso il contratto nazionale (che mi risulta ancora vigente per tali aspetti) e si sarà definito un accordo che comporta oneri per i lavoratori.
Segnalo anche che la nostra Amministrazione effettua risparmi rispetto a quanto previsto dal contratto, vecchio di 7 anni, prevedendo un rimborso di soli 12.50 euro per missioni sopra le 8 ore contro i 22,26 euro fissati come limite dal CCNL (cifra che la Provincia concede solo in deroga e per le trasferte fuori dal territorio provinciale).
Ancora, pur essendo riconosciuto un secondo rimborso del pasto per trasferte superiori a 12 ore, l’Amministrazione non riconosce un secondo buono mensa a chi non presenta richiesta di rimborso.
Qual è il rispetto della norma e, più in generale, dei lavoratori della Provincia con tali applicazioni della norma stessa?
Il discorso che ho iniziato mi da il destro a proseguire la riflessione sui trattamenti di trasferta.
La legge finanziaria del 2006 ha abolito l’indennità di trasferta per i dipendenti statali, abolizione prontamente adottata anche da molti Enti Locali, tra cui la Provincia di Cuneo. E’ ovvio che le economie di bilancio passano per piccoli importi risparmiati su un gran numero di soggetti, in tal caso i soliti dipendenti “fannulloni”, ma bisogna ricordare che buona parte di questi lavoratori ha visto così il proprio stipendio netto ridotto di un buon 10%. Le stesse persone sono esposte ad incidenti legati al loro lavoro, stradali o meno (nel caso che ho vissuto nella mia famiglia siamo stati lautamente risarciti dall’assicurazione della Provincia e dalle coperture INAIL!), oltre che alle multe per eventuali infrazioni del codice della strada e che fino ad oggi l’Amministrazione non ha ritenuto di collegare all’espletamento del lavoro. Non basta questa situazione, giacché ad alcuni colleghi, per poter recuperare le spese vive sborsate nelle trasferte, è chiesto dal responsabile di struttura di compilare la richiesta di rimborso FUORI DALL’ORARIO DI LAVORO, in qualche modo pagando di tasca propria per potere lavorare!
Chiedo quindi all’RSU di intervenire su questi aspetti con la Provincia, ed ancor più di pretendere il rispetto del coinvolgimento previsto dalla norma in tutte le prossime rilevanti decisioni che l’Amministrazione si appresta a prendere (in particolare riguardo la riorganizzazione degli uffici e degli orari).
Ringraziandovi per la disponibilità a superare i particolarismi nell’interesse di tutti ( e perché no, anche dei cittadini!), vi saluto ed auguro buon lavoro
Germano MODENA
A cura di: Valter Giordano,Roberto Bessone,Cristina Lavina,Claudio Bongiovanni,Marino Gandolfo, Ornella Siracusa, Alessandro Mantero, Franco Ferraro,Giampaolo Viale. Se desideri pubblicare un post invia un'e-mail a rsu@provincia.cuneo.it.Puoi inserire il commento ad un post.Verrà a breve pubblicato previa moderazione (controllo identità autore). Voi tutti siete i reali ed unici responsabili del contenuto dei post e dei commenti che inserirete nonché delle loro sorti.
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Hai perfettamente ragione! Chi ti risponde è uno che si trova nella tua stessa situazione e che come te, a fronte di uno stipendio ridicolo se contestualizzato al costo della vita, si è visto decurtare quel 10% di cui parli. Cercherò di portare avanti il problema e se possibile di arrivare a una soluzione. Il fatto che ci si consideri fannulloni, dipende solo dal fatto che chi ci considera tali non ha la minima idea del nostro lavoro e non gli importa di averla! Gli basta e avanza considerare il proprio lavoro ( e soprattutto la propria persona ) come il più importante e insostituibile. Direi come l' unico lavoro degno di portare questo appellativo! Si tratta di quei personaggi che vogliono far credere alla collettività che il "pubblico" non funziona, che siamo solo ed esclusivamente un costo, e che ben si guarda invece di parlare dei "prodigi" frutto delle varie privatizzazioni ( vedi le ferrovie in primis!)che hanno soltanto portato a un aumento dei costi per l'utente e un peggioramento del servizio! Fortunatamente di questo qualcuno già se ne è accorto e il mio sindacato, in questo senso, si sta opponendo con fermezza a questa opera di screditamento e smantellamento del pubblico impiego. Ti ringrazio per la tua lettera e ti auguro buone feste.
RispondiEliminaLivio Sciolla