Un emendamento collegato alla
legge di stabilità in discussione, ha allertato tutti noi ed in particolare
parte dei colleghi del settore
trasporti.
Finora, si è per lo più asserito
che in caso di trasferimento presso ad altri Enti Pubblici di
attività/funzioni tuttora esercitate dalle Province, il personale
addetto ne seguirebbe le sorti.
La regola, potrebbe però non
sempre applicarsi, generando non poche preoccupazioni per la riforma in atto
che investe le Province.
E’ giunta infatti notizia che un
emendamento approvato della Legge di Stabilità (che potrà peraltro subire
variazioni nel corso del suo iter parlamentare)
prevede che la gestione dell’Albo Autotrasportatori (“il conto terzi” in
particolare) “passi” presto (con
d.p.c.m. da emanarsi entro 6 mesi dall’approvazione della legge e della
relativa norma regolatrice) in capo agli uffici della Motorizzazione Civile
facenti capo al Ministero delle Infrastrutture e dei Traporti. E’ stato altresì
annunciato che per l’espletamento delle predette attività ci si avvarrà del
personale in forza agli uffici della Motorizzazione Civile. Non è quindi stato
previsto il parallelo transito (che
avremo auspicato su base volontaria) del personale provinciale attualmente
addetto.
Risultato probabile?
Trasferimento di funzione, senza parallelo trasferimento del personale
impiegato.
E’ quindi comprensibile come i
colleghi addetti all’Albo Autotrasportatori siano, in parte, alquanto
preoccupati, essendo attualmente dediti ad un’attività che potrebbe
presto…..volgere al termine.
La logica non può che prevederne
l’eventuale futuro reimpiego a favore di
altre attività espletate dall’Ente e di altri settori (si vocifera l’impiego,
per alcuni, presso le Risorse Idriche) con relativa applicazione e
programmazione dell’istituto della mobilità interna. Noi, dal nostro canto, non possiamo che augurarci che la citata
norma in discussione, qualora approvata, contenga perlomeno l’opzione, da attivare dal personale provinciale addetto, per l'eventuale trasferimento (su base volontaria) nei ruoli del Ministero.
E’ infatti noto come, a parità di
stipendio percepito, i dipendenti dei Ministeri fruiscano sia di un compenso
incentivante la produttività di entità maggiore rispetto al nostro (valutabile
nell’ordine annuo di 2000-2.500 euro annui) che dell’indennità di
amministrazione pagata su base mensile (secondo le categorie di
appartenenza, ricompresa tra c.a. 250 e 500 euro, oltre ad altri istituti contrattuali).
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