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01 dicembre 2013

Settore trasporti………in fibrillazione

A cura di Claudio Bongiovanni e Valter Giordano



Un emendamento collegato alla legge di stabilità in discussione, ha allertato tutti noi ed in particolare parte dei colleghi  del settore trasporti.

Finora, si è per lo più asserito che in caso di trasferimento presso ad altri Enti Pubblici di attività/funzioni  tuttora  esercitate dalle Province, il personale addetto ne seguirebbe le sorti.

La regola, potrebbe però non sempre applicarsi, generando non poche preoccupazioni per la riforma in atto che investe le Province.

E’ giunta infatti notizia che un emendamento approvato della Legge di Stabilità (che potrà peraltro subire variazioni nel corso del suo iter parlamentare)  prevede che la gestione dell’Albo Autotrasportatori (“il conto terzi” in particolare) “passi” presto (con  d.p.c.m. da emanarsi entro 6 mesi dall’approvazione della legge e della relativa norma regolatrice) in capo agli uffici della Motorizzazione Civile facenti capo al Ministero delle Infrastrutture e dei Traporti. E’ stato altresì annunciato che per l’espletamento delle predette attività ci si avvarrà del personale in forza agli uffici della Motorizzazione Civile. Non è quindi stato previsto  il parallelo transito (che avremo auspicato su base volontaria) del personale provinciale attualmente addetto.

Risultato probabile? Trasferimento di funzione, senza parallelo trasferimento del personale impiegato.

E’ quindi comprensibile come i colleghi addetti all’Albo Autotrasportatori siano, in parte, alquanto preoccupati, essendo attualmente dediti ad un’attività che potrebbe presto…..volgere al termine.

La logica non può che prevederne l’eventuale  futuro reimpiego a favore di altre attività espletate dall’Ente e di altri settori (si vocifera l’impiego, per alcuni, presso le Risorse Idriche) con relativa applicazione e programmazione dell’istituto della mobilità interna.  Noi, dal nostro canto,  non possiamo che augurarci che la citata norma in discussione, qualora approvata, contenga perlomeno l’opzione, da attivare dal personale provinciale addetto,  per l'eventuale  trasferimento (su base volontaria) nei ruoli del Ministero.

E’ infatti noto come, a parità di stipendio percepito, i dipendenti dei Ministeri fruiscano sia di un compenso incentivante la produttività di entità maggiore rispetto al nostro (valutabile nell’ordine annuo di 2000-2.500 euro annui) che dell’indennità di amministrazione pagata su base mensile (secondo le categorie di appartenenza, ricompresa tra c.a. 250 e 500 euro, oltre ad altri istituti contrattuali).

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