Questo post è dedicato ad un target specifico, costituito non dagli amici ed ai colleghi che con simpatia hanno compreso, gradito e sostenuto la mia azione sindacale in azienda iniziata a fine 2002 in un contesto particolarmente difficile, bensì a tutti coloro cui "risulto particolarmente antipatico ( li ....capisco eccome ! )". Tutto ciò è inevitabile quando si è rei di "aver rotto le uova nel paniere" contribuendo a rompere " il vecchio sistema" caratterizzato da privilegi (per pochi eletti) e da scarsa trasparenza.
Trasparenza e competenza sono infatti fattori basilari di ogni politica sindacale.
Quanto alla trasparenza operativa del singolo sindacalista ho sempre ritenuto che debba inevitabilmente coinvolgere anche la sfera privata limitatamente a ciò che attiene le retribuzioni percepite a titolo di salario accessorio e le eventuali progressioni di carriera (senza aiuti di sorta).Alcuni di coloro a cui "risulto fortemente antipatico", hanno però smarrito, nel corso della campagna elettorale sindacale, il senso di obiettività, diffondendo errate notizie riguardo al mio personale percorso professionale.
Per fortuna e per l'ennesima volta, le falsità vengono alla luce. Si sono però rese necessarie due vertenze legali approdate entrambe in tribunale ed oltre 3 anni di contenzioso. Altri hanno "mai fatto di peggio" ?
Ma entriamo ora nel dettaglio della vertenza legale e del processo inerente l'affidamento della titolarità di P.O. progetti culturali ed educativi, evidenziando però, a titolo di premessa, che, quando nel 2002 intrapresi l'impegno sindacale, già avevo maturato 2 anni e mezzo di esperienza in posizione dirigenziale (di cui 1,5 in Provincia presso il settore Cultura).
Ma entriamo ora nel dettaglio della vertenza legale e del processo inerente l'affidamento della titolarità di P.O. progetti culturali ed educativi, evidenziando però, a titolo di premessa, che, quando nel 2002 intrapresi l'impegno sindacale, già avevo maturato 2 anni e mezzo di esperienza in posizione dirigenziale (di cui 1,5 in Provincia presso il settore Cultura).
Prima dell'espletamento della selezione, la CISL, a mezzo del suo segretario, ne invocò perfino la sospensione, per le molteplici problematiche emerse nel corso delle precedenti prove. Ma tutto ciò risultò vano.
Venne così il giorno in cui si tenne la selezione. L'esito, per lo scrivente, fu, ovviamente scontato e ampiamente previsto: per una manciata di centesimi di punto, mi classificai al 2° posto.
I conti, però "non tornavano". Per quanto era emerso nelle fasi di concertazione sindacale con l'Ente, i punti da attribuire per l'anzianità di servizio resa erano stabiliti in un massimo di 20, così come gli anni da conteggiare in un numero massimo di 10. Ero quindi certo di aver vinto con oltre 4 punti di vantaggio sul secondo classificato e che la commissione era incorsa un un clamoroso errore.
Purtroppo non ottenni mai spiegazioni di sorta sulle modalità applicative adottate nell'attribuzione del punteggio anzianità e pertanto dovetti inevitabilmente avviare la vertenza legale.
I conti, però "non tornavano". Per quanto era emerso nelle fasi di concertazione sindacale con l'Ente, i punti da attribuire per l'anzianità di servizio resa erano stabiliti in un massimo di 20, così come gli anni da conteggiare in un numero massimo di 10. Ero quindi certo di aver vinto con oltre 4 punti di vantaggio sul secondo classificato e che la commissione era incorsa un un clamoroso errore.
Purtroppo non ottenni mai spiegazioni di sorta sulle modalità applicative adottate nell'attribuzione del punteggio anzianità e pertanto dovetti inevitabilmente avviare la vertenza legale.
Oggetto del contendere il punteggio da attribuire per l'anzianità di servizio prestata e gli anni da conteggiare, inspiegabilmente assenti in ben 9 bandi di selezione e poi successivamente comparsi. Da notare come tutti i bandi di selezione hanno fatto riferimento alla medesima "madre", ovvera alla D.G.P. istitutrice delle modalità di selezione. (pertanto i criteri applicabili dovevano essere logicamente i medesimi per tutte le selezioni).
Clicca per "toccare con mano" quanto pare inverosimile: punteggi prima "assenti e poi comparsi".

Dopo la prima vertenza contro l'Ente, conclusasi in tribunale (assai protrattasi per i lunghi tempi della vertenza sicché il vincitore nominato già aveva presentato domanda di trattamento di quiescenza ), ne è immediatamente seguita una seconda.
Un collega, presentò improvvisamente ricorso contestando il limite di punti 20 attribuiti per l'anzianità di servizio resa (adducendo che il limite di punti da attribuire non era stato fissato dal bando e che pertanto potevano essere attribuiti in misura maggiori di 20), invocando quindi per sé l'affidamento della titolarità di P.O..
Un collega, presentò improvvisamente ricorso contestando il limite di punti 20 attribuiti per l'anzianità di servizio resa (adducendo che il limite di punti da attribuire non era stato fissato dal bando e che pertanto potevano essere attribuiti in misura maggiori di 20), invocando quindi per sé l'affidamento della titolarità di P.O..
Il ricorso legale è stato recentemente respinto nel corso del processo da poco tempo concluso.
Il dispositivo della sentenza specifica che i requisiti/punteggi da attribuire, pur non pubblicati nel bando, erano desumibili dai verbali di concertazione redatti, che costituivano integrazione alla D.G.P. regolante le modalità di selezione (veniva indicati i punti di anzianità attribuibili per l'anzianità di servizio resa pari ad un massimo di 20).
Senza rancore, questa spiegazione vuole essere una semplice precisazione per gli oppositori della rivoluzione sindacale attuata nell'Ente.
Dispositivo della sentenza: clicca su ogni pagina per il dettaglio.










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