A cura di Claudio Bongiovanni,
Valter Giordano, Franco Ferraro, Maurizio Barra e Mauro
Giordana.
Pubblicato Lunedì 27 Ottobre 2014, ore 16,32 su
“lospiffero.it”
Il vicepresidente Reschigna mette a dieta piazza Castello. Si
parte dal personale, con una riduzione del 10 per cento. Entro due anni risparmi
per 15,4 milioni. Ma la giunta assicura: "Non ci saranno licenziamenti", solo
blocco del turn over e incentivi alla pensione
La Regione taglia 250 dipendenti in due anni. È quanto
previsto dal piano di riequilibrio finanziario illustrato stamani in giunta dal
vicepresidente Aldo Reschigna, che prevede la riduzione del costo del
personale del 10 per cento di qui al 31 dicembre 2016. Il risparmio previsto è
di 15,4 milioni all’anno a partire dal 2017, sugli attuali 152,4 milioni
attuali. Così, mentre la politica è nella bufera tra Rimborsopoli e
firme false, col rischio concreto che anche la giunta di centrosinistra
finisca gambe all’aria, Sergio Chiamparino e la sua squadra continuano a
lavorare per rimettere in sesto i disastrati conti di un ente sull’orlo del
baratro.
Come ha spiegato Reschigna “l’operazione sarà ottenuta senza
licenziamenti”, ma semplicemente con il blocco del turn over: quindi senza
rimpiazzare chi va in pensione, cercando di tappare i buchi attraverso la
riorganizzazione interna dei settori. Gli stessi settori che, come già annunciato dal
numero due di piazza Castello, sono
destinati a passare dagli attuali 131 a un numero che sarà “sensibilmente”
inferiore a cento, con relativa sforbiciata anche alle posizioni apicali della
burocrazia regionale. Nello specifico, la riduzione del personale sarà
perfezionata attraverso due operazioni distinte: non sarà sostituito chi andrà
in pensione (circa 90 dipendenti) e si ricorrerà ad una dichiarazione di
eccedenza, da discutere con i sindacati, che consentirà a circa 160 persone di
accedere alla pensione secondo i meccanismi in vigore prima della “riforma
Fornero”.
Attualmente il costo del personale della Regione
Piemonte è superiore alla media delle altre regioni e copre circa il 2 per
cento della spesa corrente complessiva, contro una media che viaggia tra l’1,2 e
l’1,7 per cento della maggioranza delle altre regioni. Reschigna ha ribadito,
inoltre, quanto già comunicato di fronte al Consiglio regionale, ovvero che dal
prossimo anno la Regione non integrerà neanche di un euro i fondi nazionali per
la sanità e stesso discorso varrà per il trasporto pubblico locale, anche se a
partire dal 2017. Inoltre è stato annunciato un taglio del 10 per cento sui
costi di comunicazione di presidente e assessori, dove al momento il 50 per
cento dei dipendenti è esterno, quindi non dipendente regionale.
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