Cerca nel blog

Visite

27 gennaio 2014

ASSEMBLEA CONGIUNTA CSA e CISL





A cura di Claudio Bongiovanni , Franco Ferraro e Mauro Giordana.



Si è tenuta la scorsa settimana la seconda assemblea congiunta organizzata dalle segreterie provinciali CSA e CILS riservata a parte dei dipendenti provinciali. 

Dopo la prima, datata pochi mesi fa, riservata ai soli Capi Cantonieri,  è stato ora il turno (scorsa settimana) degli Agenti di Vigilanza.

Ai lavori dell’assemblea hanno partecipato anche tre colleghi della RSU CISL. 

EDILIZIA SCOLASTICA PRIMA INEFFICIENZA DEL DDL del RIO



A cura di Claudio Bongiovanni e Valter Giordano

Pubblichiamo l’interessante analisi effettuata sul “tema dell’edilizia scolastica”, così come finora prefigurata dal DDL del RIO (passaggio ai Comuni della funzione, con possibile trasferimento di risorse umane e finanziarie da determinare), redatta dal dott. Luigi Oliveri.

Lo studio ci fornisce anche un’ipotesi riguardo ai tempi… che sarebbero previsti (lunghi) per completare la predetta ipotesi di trasferimento così come è al momento delineata (per la lettura clicca su aprifile).

15 gennaio 2014

Si ridiscute di rinnovo del contratto nazionale. Spiragli di progressioni orizzontali.

A cura di Claudio Bongiovanni, Valter Giordano, Maurizio Barra, Franco Ferraro e Mauro Giordana

Come ben saprete l'ingiusto blocco contrattuale dura ormai dal 2009.

Ora, all'orizzonte, si intravedono i primi spiragli per il rinnovo del contratto nazionale previsto per il  2015 .

Intervistato dal quotidiano il Messaggero (19/12/2013), il Ministro D'Alia ha infatti annunciato  l'impegno del governo verso i lavoratori pubblici con il via ai tavoli sindacali previsto per l'inizio 2014 dichiarando "I sacrifici economici sono finiti – dice il ministro - sono d'accordo con chi pensa che il settore pubblico abbia già pagato abbastanza”.

D'Alia ha ricordato come il blocco del contratto fosse stato già previsto dal precedente  governo Monti, così come il blocco del turnover.

Il rinnovo del contratto triennale del pubblico impiego incide  per circa 7 miliardi di euro.

Secondo il Ministro sarà molto importante il rinnovo della parte giuridico-normativa del contratto.

Nell'intervista il ministro rimarca inoltre la necessità di “andare verso il ruolo unico” per facilitare i passaggi tra enti.

Per ciò che concerne il "fronte sindacale",  in data 9/01/2014, le categorie dei lavoratori pubblici di Cgil Cisl e Uil hanno presentato le prime linee guida per i rinnovi contrattuali 2014. Una piattaforma sindacale che nel mese di gennaio inizierà la discussione a livello regionale e territoriale

Una rotta che dovrà però incrociare l’azione del ministro della Pa Gianpiero D’Alia e del nuovo commissario alla spending review Carlo Cottarelli.

Il citato documento si prefigge tra l'altro un nuovo modello di relazioni su due livelli, uno "centrale" e l'altro "periferico". Quest'ultimo mirerebbe  a permettere ai lavoratori di decidere su materie strategiche come l’organizzazione del lavoro, la semplificazione, l’integrazione tra amministrazioni, la reinternalizzazione dei servizi, la valutazione, la qualificazione professionale”.

L'auspicato rinnovo contrattuale definito nel corrente anno (con effetti dal 2015), potrebbe nel nostro Ente consentire di riprendere la trattativa aziendale legata alle progressioni orizzontali di carriera, processo a suo tempo avviato e bruscamente interrottosi per l'osservanza delle disposizioni legislative vigenti.
In tal caso, già nella predisposizione del contratto integrativo 2014 si potrebbe vagliare l'opportunità e la compatibilità di precedere nuove progressioni orizzontali con effetti giuridici posticipati al 31/12/2014 ed economici al 1/1/2015.

14 gennaio 2014

Documento RSU Province Piemontesi

Pubblicato da Claudio Bongiovanni, Valter Giordano, Franco Ferrraro, Maurizo Barra e Mauto Giordana

A seguito dell'Assemblea delle RSU delle Province Piemontesi tenutasi in data 8/1/2014 in Torino, pubblichiamo a seguire un documento elaborato dalle RSU delle Province Piemontesi inviato ai Senatori.



Clicca per la lettura delle osservazioni :

Testo osservazioni al DDL del Rio 






Riforma delle Province: Polizia Provinciale - convocazione Corpo Forestale dello Stato

A cura di Claudio Bongiovanni, Valter Giordano, Franco Ferraro, Maurizio Barra e Giordana Mauro

Nel corso della recente assemblea sindacale (per Natalizia) organizzata dalla segreteria sindacale CGIL sono tra l'altre state dibattute le problematiche legate ai profili professionali.

Nel corso del dibattito è stata altresì affrontata la questione dei profili professionali del personale di vigilanza e trattato dell'importante ipotesi di costituzione della polizia provinciale ceh arrecherebbe vantaggi a molte categorie di lavoratori.

Pubblichiamo ora la convocazione del Ministero delle Politiche Agricole in merito all'incontro relativo alle strategie dell'amministrazione del Comando Forestale dello Stato in relazione all'acquisiozione del personale della Polizia Provinciale.


Clicca sul link che segue per visionare il testo della lettera

 lettera inviata al CFS

09 gennaio 2014

Riforma Province: esito incontro Segreterie Regionali F.P. e RSU CGIL CIISL UIL Province Piemontesi


A cura di Claudio Bogiovanni e Valter Giordano
 
Si è tenuta ieri, mercoledì 8 gennaio 2014, in Torino, una riunione tra le RSU CGIL CISL e UIL delle Province Piemontesi e le rispettive Segreterie Regionali della Funzione Pubblica volta a dibattere le problematiche inerenti la riforma delle Province in atto. Numerosa è stata la partecipazione.
In rappresentanza della nostra Provincia, erano presenti ai lavori, oltre agli scriventi Valter Giordano e Claudio Bongiovanni, anche tre colleghi appartenenti alla RSU CISL.
 
In oltre due ore di dibattito si sono registrati ben 15 interventi da parte dei rappresentanti RSU, di cui 14 resi da componenti RSU appartenenti alla CGIL ed uno alla UIL.
 
Ha introdotto i lavori il segretario regionale CISL f.p., evidenziando tra l'altro come quattro siano le linee programmatiche da affrontare al tavolo sindacale da aprire con la Regione Piemonte:  tutela del lavoro dipendente, rispetto delle competenze professionali, processi di riqualificazione del personale se addetto ad altre mansioni, mantenimento del livello dei servizi erogati ai cittadini.
 
I componenti delle RSU delle Province Piemontesi sono intervenuti affrontando due principali differenti tematiche, la prima concernente il quadro generale delineatosi finora con la riforma legislativa in atto, la seconda riguardante per lo più la situazione finanziaria dei rispettivi Enti di appartenenza (alcuni hanno evidenziato per alcune Province Piemontesi: Biella, Asti, Verbano-Cusio-Ossola la grave crisi finanziaria - dissesto/pre dissesto).
 
Che contributo abbiamo fornito noi?
I nostri interventi si sono focalizzati sia sul tema del DDL del RIO in discussione al Senato che sulle modalità di funzionamento del tavolo di confronto sindacale da aprire con la Regione Piemonte.
 
Per ciò che concerne il noto DDL del Rio, forti della collaborazione prestata finora con il coordinamento nazionale delle RSU CGIL delle Province Italiane, abbiamo risollecitato che siano utilizzati tutti i possibili canali (politici/ tecnici ed altro) per emendare perlomeno due commi del testo di legge licenziato dalla Camera riguardanti rispettivamente l'art. 15 comma 3, art. 15 comma 9, lettera D. 
 
Art. 15:
- Comma 3 - La locuzione "adozione di forme di avvalimento e deleghe di esercizio mediante intesa o convenzione" APPARE SUSCETTIBILE DI INTERPRETAZIONI TESE A PRIVATIZZARE ALCUNE FUNZIONI DELLE PROVINCE: A NOSTRO AVVISO VA ELIMINATO O RIFORMULATO FACENDO CAPIRE COSA SI INTENDE ED ESCLUDENDO L'IPOTESI DI PRIVATIZZAZIONE. Ad esempio, sarebbe molto utile aggiungere l'inciso "nell'ambito del diritto pubblico". In ogni caso, si propone di aggiungere, in fondo, "Il personale ivi utilizzato mantiene la contrattualizzazione - di diritto pubblico - dell'ente territoriale cui compete la funzione"
 
- Comma 9 lettera d) – Occorre ripristinare la formulazione del testo approvato dalla Commissione Affari Costituzionali che prevedeva, per gli enti subentranti nelle funzioni trasferite e conseguenti trasferimenti del personale, che gli effetti derivanti dal trasferimento delle funzioni non rilevano "ai fini del patto di stabilità, della disciplina delle spese di personale, compreso il rapporto tra spese correnti e spese di personale, della disciplina sui limiti alle assunzioni in rapporto al turnover".
Con gli attuali limiti vigenti correlati con il rispetto del PATTO DI STABILITA' , quanti Enti sarebbero in grado di assumere personale provinciale? Urge quindi che eventuali trasferimenti non concorrano, come spesa, al calcolo del limite del predetto Patto.
 
Veniamo al tavolo di confronto Regionale. Abbiamo tra l'altro evidenziato come occorra preliminarmente disporre di fondamentali dati, ovvero:
- dello studio redatto dalla Regione Piemonte relativo alla costituzione del "Tavolo Tecnico interno" finalizzato al censimento delle funzioni delegate/trasferite alle Province
- dell'entità dei trasferimenti finanziari attuati dalla Regione a favore delle Province negli ultimi anni
- delle dotazioni organiche di ogni singola Provincia riferite alle unità di personale (comprensive delle relative percentuali di impiego suddivise per singole attività) impiegate proprie a supporto di tali funzioni Regionali, comprensive di una quota percentuale riferita al personale addetto ai servizi generali (di supporto all'Ente)
- calcolo del relativo numero di retribuzioni di fatto oggi "coperte" dal predetti trasferimenti regionali
- necessità di trasparenza e di criteri chiari da applicare ad eventuali trasferimenti verso Regione o altri Enti, che tengono conto delle professionalità e del percorso professionale di ognuno.
 
Abbiamo infine richiesto il coinvolgimento del Prefetto per l'apertura dei tavoli sindacali a livello provinciale al fine di poter anche disporre di tutti i dati relativi ai posti disponibili/liberi afferenti tutto il comparto pubblico (es. agenzie fiscali, tribunali etcc.) chiedendo con forza che i dipendenti provinciali possano optare ed avvalersi di una eventuale priorità di scelta in termini di mobilità esterna rispetto ad istanze presentate da altri lavorativi del comparto pubblico.
 
Nell'ambito delle tutele abbiamo chiesto garanzie anche per i colleghi dei centri per l'impiego (e del personale impiegato presso il settore Lavoro) considerato che ad oggi ancora non si comprendere se a decidere del loro futuro sarà la Regione o lo Stato, Per ciò che concerne l'ambiente abbiamo fatto presente come occorra intervenire affinché sia chiara anche la funzione di tutela e non solo di valorizzazione dell'ambiente.
 
Tra gli altri temi trattati dai nostri colleghi delle RSU Piemontesi  si evidenziano la difficoltà dei rapporti esistenti con i commissari prefettizi designati,  gli esuberi finora dichiarati in varie Province, tutti quanti collegati a pensionamenti attuati con l'applicazione dei criteri pre Fornero (Provincia di Alessandria n. 74 su un totale di 620).
 
Il segretario regionale UIl f.p. ha evidenziato come oggi (per chi legge), sul tema delle Provincie,  vi sarà un'importante riunione a Roma organizzata dalle segreterie sindacali CGIL CISL e UIL.
Si è anche impegnato affinché:
- siano tenuti in debito conto tutti gli odierni interventi,
- si superino i limiti del patto di stabilità (vedasi quanto da noi dichiarato precedentemente) per ciò che concerne eventuali trasferimenti di personale provinciale presso altri enti
- ha ribadito come sia importante la partecipazione nostra (RSU) ai tavoli sindacali che si apriranno
Ha comunque evidenziato come nessuno mai avrebbe pensato che i dipendenti provinciali si sarebbero un giorno trovati a vivere questa situazione.
 
Ha chiuso i lavori il segretario Regionale CGIL f.p. ribadendo anche la necessità dei rinnovi contrattuali, impegnandosi per la tutela dei dipendenti provinciali spesso "vessati" da una campagna di stampa talvolta denigratoria, segnalando come occorra dare adeguate risposte sia ai lavoratori che ai cittadini, ribadendo come i dati numerici, la fotografia delle funzioni trasferite dalla Regione Piemonte, la relativa dotazione organica del personale addetto, l'entità dei trasferimenti attuati dalla Regione,  siano elementi imprescindibili.
Ha infine evidenziato il fondamentale contributo reso nella stesura di proposte di emendamenti al DDL del RIO proposti anche dal coordinamento nazionale delle RSU CGIL delle Province d'Italia.
 
Cordiali saluti
Claudio Bongiovanni e Valter Giordano
 
 


01 dicembre 2013

Situazione Tavolo regionale sullo stato delle Province Piemontesi

A cura di Claudio Bongiovanni e Valter Giordano



Il Tavolo Regionale Sindacale collegato alla riforma delle Province in atto ha finora registrato due incontri: il primo a giugno, il secondo a luglio 2013. 

Ha annoverato la partecipazione dell’Assessore Regionale agli enti locali, delle segreterie sindacali cgil cisl e uil funzione pubblica e dei relativi segretari regionali e confederali (luglio), nonché di una delegazione di rappresentanti rsu delle Province Piemontesi (tra cui gli scriventi Valter Giordano, Claudio Bongiovanni ed un membro della nostra rsu cisl).

E’ notizia di questi giorni che il fronte sindacale sta per inviare alla Regione richiesta per un nuovo incontro.  

Ci siamo lasciati a luglio con la nota posizione della Regione propensa a “reinternalizzare” unicamente le funzioni precedentemente trasferite afferenti il settore agricoltura. Il fronte sindacale, compatto, aveva richiesto di trattare di tutte e quante le funzioni trasferite.

Nel frattempo il quadro relativo al futuro delle Province è in gran parte mutato, le problematiche per la Regione oggi non mancano, così come lo stato delle relazioni sindacali è divenuto in Regione meno “trnquillo” (sindacati rompono le trattative – vedasi articolo da lospiffero.com -  piano di riorganizzazione della pianta organica – mobilità interna, precari…. varato dalla Regione Piemonte).  

Per dovere di cronaca segnaliamo come nel corso degli ultimi mesi si siano tra l’altro registrate riunioni tecniche tra la Regione e le Province Piemontesi (con la partecipazione di “nostri” dirigenti) afferenti in particolare le tematiche del Lavoro e della Formazione Professionale cui è seguito l’inoltro, da parte delle Province, delle dotazioni organiche dei rispettivi settori.

Settore trasporti………in fibrillazione

A cura di Claudio Bongiovanni e Valter Giordano



Un emendamento collegato alla legge di stabilità in discussione, ha allertato tutti noi ed in particolare parte dei colleghi  del settore trasporti.

Finora, si è per lo più asserito che in caso di trasferimento presso ad altri Enti Pubblici di attività/funzioni  tuttora  esercitate dalle Province, il personale addetto ne seguirebbe le sorti.

La regola, potrebbe però non sempre applicarsi, generando non poche preoccupazioni per la riforma in atto che investe le Province.

E’ giunta infatti notizia che un emendamento approvato della Legge di Stabilità (che potrà peraltro subire variazioni nel corso del suo iter parlamentare)  prevede che la gestione dell’Albo Autotrasportatori (“il conto terzi” in particolare) “passi” presto (con  d.p.c.m. da emanarsi entro 6 mesi dall’approvazione della legge e della relativa norma regolatrice) in capo agli uffici della Motorizzazione Civile facenti capo al Ministero delle Infrastrutture e dei Traporti. E’ stato altresì annunciato che per l’espletamento delle predette attività ci si avvarrà del personale in forza agli uffici della Motorizzazione Civile. Non è quindi stato previsto  il parallelo transito (che avremo auspicato su base volontaria) del personale provinciale attualmente addetto.

Risultato probabile? Trasferimento di funzione, senza parallelo trasferimento del personale impiegato.

E’ quindi comprensibile come i colleghi addetti all’Albo Autotrasportatori siano, in parte, alquanto preoccupati, essendo attualmente dediti ad un’attività che potrebbe presto…..volgere al termine.

La logica non può che prevederne l’eventuale  futuro reimpiego a favore di altre attività espletate dall’Ente e di altri settori (si vocifera l’impiego, per alcuni, presso le Risorse Idriche) con relativa applicazione e programmazione dell’istituto della mobilità interna.  Noi, dal nostro canto,  non possiamo che augurarci che la citata norma in discussione, qualora approvata, contenga perlomeno l’opzione, da attivare dal personale provinciale addetto,  per l'eventuale  trasferimento (su base volontaria) nei ruoli del Ministero.

E’ infatti noto come, a parità di stipendio percepito, i dipendenti dei Ministeri fruiscano sia di un compenso incentivante la produttività di entità maggiore rispetto al nostro (valutabile nell’ordine annuo di 2000-2.500 euro annui) che dell’indennità di amministrazione pagata su base mensile (secondo le categorie di appartenenza, ricompresa tra c.a. 250 e 500 euro, oltre ad altri istituti contrattuali).

A PROPOSTI DI PREPENSIONAMENTI…..O MEGLIO DI ESUBERI.

A cura di Claudio Bongiovanni e Valter Giordano



Dalla Province di Asti, Alessandria e Novara giungono notizie in merito ai prepensionamenti in via di definizione di molti dipendenti provinciali (es. Provincia di Asti 44 su un totale di 333 dipendenti). 

In realtà formalmente, e sostanzialmente,  non si tratterà di prepensionamenti ma di dichiarazioni di esubero.  In taluni casi parrebbe che i dipendenti interessati siano stati contattati dal proprio settore personale, abbiano dato il proprio assenso firmando “una liberatoria” (correlata anche con i tempi obbligatori del preavviso). Conseguentemente, i posti in esubero saranno Individuati nell’ambito dei settori dove i predetti dipendenti prestano la propria attività lavorativa.

Tutto ciò pone però un evidente limite: i posti che si liberano con i cosiddetti prepensionamenti/esuberi non potranno essere ripristinati. I dipendenti che rimangono dovranno svolgere le stesse funzioni con meno risorse e in numero inferiore a prima.

Nel nostro Ente il numero di colleghi interessati è valutabile tra i 40 le 50 unità. Per le casse dell’Ente si tratterebbe di risparmiare annualmente circa 1,5-2 milioni di euro.

Le pensioni dovranno però pur essere da qualcuno erogate (stato). Complessivamente  lo  “stato”  risparmierà c.a. un 30% dovuto al fatto che “la pensione”, di norma, è di importo inferiore rispetto alla retribuzione ed inoltre non viene erogata la produttività annuale.

Nel nostro Ente cosa accadrà? ….vi terremo informati.

Al di là della predetta casistica dei prepensionamenti-esuberi, si segnala infine come da ricerca condotta, non risultano Province, in Italia, che abbiano dichiarato esuberi di sorta di personale.