- mappa esuberi
- grado di soddisfazione percepito - risultati questionario people satisfaction
comunicato stampa:
Uno studio lacunoso ed impreciso in assenza di obiettivi precisi e che punta solamente sui numeri, tutti quanti nel segno, ovviamente negativo:
- Introduce il pericoloso concetto di eventuale privatizzazione di gran parte del settore viabilità.
- Denuncia che vi è un potenziale soprannumero di personale dipendente quantificabile in n.26 unità (su un totale di 750, già ridotti di 100 unità con la gestione Costa).
- Riduce le Aree Organizzative da cinque a tre.
- Riduce i centri di responsabilità tra i funzionari provinciali (circa n. 20).
Evidenziamo come la Provincia di Cuneo abbia un dato inequivocabilmente positivo: il rapporto tra spese di personale e spese correnti si attesta al di sotto del 19%, dato che colloca l'ente tra le prime dieci province d'Italia.
La ditta Maggioli che ha redatto lo studio di riorganizzazione rileva un indice di soddisfazione dei dipendenti pari a 5,4/10 punti (la media nazionale si attesta a 6,8/10), con un profondo stato di demotivazione e di rassegnazione.
Ma nonostante ciò, il dovere civico dei dipendenti è altissimo (pochissime sono le assenze per malattia).
Negli anni scorsi, con l'Amministrazione Costa, l'obiettivo era di ridurre la forza lavoro in cambio di un accrescimento della produttività dell'Ente. Questo avveniva distribuendo le medesime risorse disponibili del fondo incentivante tra un numero inferiore di dipendenti con l'inevitabile crescita individuale generalizzata riferita alla distribuzione del salario accessorio.
Ora tutto ciò non solo non viene più predicato ma è stato cancellato; infatti molti compensi percepiti dal personale provinciale sono stati tagliati (es. progetti Obiettivo collegati con il pagamento di quote della produttività individuale ed incentivi per l’utilizzo dei mezzi pubblici) ed i risparmi di spesa ottenuti sono stati dall’Ente utilizzati per l'affidamento di prestazioni e servizi inerenti i lavori che potevano essere eseguiti internamente.
Lo studio presentato confronta dati statistici che non sono affatto omogenei.
Anziché esaminare prioritariamente la situazione delle Province Piemontesi, riporta dati confrontati con quattro Province sparse in Italia.
Non identifica i processi chiave per il perseguimento degli obiettivi strategici dell'Ente, non rileva i benefici diretti per il cittadino, né i risparmi di spesa o crescita di efficienza, ma si basa semplicemente su dati numerici.
E' assente la mappa dei processi organizzativi reali, la definizione delle metriche della prestazione di ogni singolo processo nonché la misura degli scostamenti tra obiettivi strategici e situazione attuale.
Non identifica soprattutto le mansioni né i profili professionali necessari per ogni fase dei processi produttivi.
Lo studio di riorganizzazione prevede perfino, come già sopra riportato, un'ipotesi di aziendalizzazione (privatizzazione di fatto) di parte del settore Viabilità. Ricordiamo come sul tema, la Presidente Gancia abbia sempre rassicurato la RSU e le Organizzazioni sindacali che le voci di privatizzazione erano del tutto infondate.
Il numero di 26 unità di personale in esubero nell'ente è di per sé assai contestabile. Come già riferito, molti servizi appaltati all’esterno, potrebbero essere svolti dal personale interno. Il dato inoltre, non risulta attendibile in quanto non considera i pensionamenti dei dipendenti intervenuti nel corso dell’anno che già di per sé annullano il presunto dato di esubero.
Spiace che l'ente, anziché programmare percorsi di crescita professionale per i dipendenti, preferisca ricorrere al probabile affidamento di una nuova dirigenza a favore di un tecnico esterno professionalmente preparato, (che si vocifera già in pensione) anziché bandire una procedura concorsuale.
Ciò blocca inesorabilmente la crescita e le possibile aspirazioni di oltre 150 funzionari attualmente in servizio presso l’ente che già vedono drasticamente ridurre i centri di responsabilità.
In conclusione, riteniamo che a seguito della suddetta proposta di riorganizzazione, non possa che inevitabilmente aumentare il livello di demotivazione dei dipendenti provinciali, già ora particolarmente negativo.
Pare di trovarci di fronte all’ennesimo tentativo di riorganizzazione che potrebbe sfociare nella disorganizzazione.
A Riguardo gli scriventi si rendono disponibili ad un confronto sul miglioramento della proposta di riorganizzazione, solamente a seguito di obiettivi ben definiti da parte dell’Ente.
Evidenziamo come la RSU sia giunta, dopo molti mesi di contrattazione a stipulare il Contratto Integrativo Aziendale riferito all’anno 2010. Ciò è avvenuto dopo l’approvazione dei dipendenti nel corso dell’assemblea del 25/11/2010 (contando però, una larga astensione dei partecipanti al voto).
La firma di tale contratto è quindi avvenuta (di fatto senza possibilità di contrattazione) grazie alla forte assunzione di responsabilità della RSU e della massima disponibilità dei dipendenti a fronte della situazione di crisi in atto.”
OO.SS. CGIL, CISL, RDB.
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