Pubblichiamo la lettera che un collega (che preferisce restare anonimo) ha inviato, alcune settimane fa, alle massime cariche dello Stato.
Ill.mo Sig, Ministro,
Ill.mo Presidente del Consiglio,
e, p.c.,
Ill.mo Presidente del Consiglio,
e, p.c.,
Ill.mo Presidente della Repubblica,
Ill.mo Presidente della Camera dei Deputati,
Ill.mo Presidente del Senato della Repubblica,
mi chiamo XX XX e vivo a XX (CN). Mi sono laureato con 110 e lode al Politecnico di Torino, una delle Università più prestigiose d'Italia. Ho conseguito un Dottorato di Ricerca, con periodi di studi all'estero. Ho avuto l'opportunità di andare a lavorare negli Stati Uniti, ma ho preferito restare, perchè voglio vivere in Italia, contribuire alla crescita del mio Paese e fare crescere qui i figli che avrò.
Proprio perchè credo molto nell'utilità del Servizio Pubblico, nella nobilità della sua missione, ho cercato di lavorare per la Pubblica Amministrazione e nel XXXX ho vinto un concorso per il Settore XXX XXXX della Provincia di Cuneo, dove lavoro tutt'ora con orgoglio. Un ente nato prima dello Stato Unitario, nel 1859 con il famoso Decreto di Urbano Rattazzi.
Sto seguendo con molta apprensione per il mio futuro lavorativo l'evolversi della situazione dell'Ente Provincia, a seguito della conversione in legge del DL "Salva Italia".
Volevo quindi chiedervi conto della vostra scelta, soprattutto alla luce di alcuni dati oggettivi:
Ill.mo Presidente della Camera dei Deputati,
Ill.mo Presidente del Senato della Repubblica,
mi chiamo XX XX e vivo a XX (CN). Mi sono laureato con 110 e lode al Politecnico di Torino, una delle Università più prestigiose d'Italia. Ho conseguito un Dottorato di Ricerca, con periodi di studi all'estero. Ho avuto l'opportunità di andare a lavorare negli Stati Uniti, ma ho preferito restare, perchè voglio vivere in Italia, contribuire alla crescita del mio Paese e fare crescere qui i figli che avrò.
Proprio perchè credo molto nell'utilità del Servizio Pubblico, nella nobilità della sua missione, ho cercato di lavorare per la Pubblica Amministrazione e nel XXXX ho vinto un concorso per il Settore XXX XXXX della Provincia di Cuneo, dove lavoro tutt'ora con orgoglio. Un ente nato prima dello Stato Unitario, nel 1859 con il famoso Decreto di Urbano Rattazzi.
Sto seguendo con molta apprensione per il mio futuro lavorativo l'evolversi della situazione dell'Ente Provincia, a seguito della conversione in legge del DL "Salva Italia".
Volevo quindi chiedervi conto della vostra scelta, soprattutto alla luce di alcuni dati oggettivi:
- Il problema del lavoro: Secondo il DL "Salva Italia" entro l'anno le Regioni dovranno assegnare funzioni, beni e personale delle Province a sè stesse oppure ai Comuni. In Piemonte, tuttavia, la Regione ha 2.500 dipendenti, contro i 6.000 delle Province (molti dei quali assunti per far fronte alle competente delegate - senza trasferimento di personale - alle stesse Regioni). Come potrà la Regione Assumere anche solo 2.500 dei 6.000 dipendenti Provinciali, raddoppiando i propri dipendenti? E come potranno i Comuni assorbire i restanti, con tutti i vincoli di bilancio e in merito alle assunzioni che gravano su di loro? A questo di aggiunge il fatto che la Regione, per Legge Regionale, ha deciso di dare priorità al riassorbimento dei dipendenti delle Comunità Montane, da poco soppresse (altri 437 dipendenti). Non vorremmo fare la fine dei dipendenti INPDAP, cui va tutta la mia solidarietà, che verranno riassorbiti solo in misura marginale dall'INPS dopo la fusione tra i due enti, visto che INPS ha dichiarato la propria disponibilità ad accollarsi le funzioni di INPDAP senza assorbirne il personale; tutti gli altri finiranno in liste di mobilità, pagati per 2 anni all'80% e poi licenziati, se non in grado di trovare un altro lavoro. E si tenga conto anche del fatto che trovare lavoro, un lavoro che permetta di mantenersi e non un co.co.co o una finta partita iva a 700€/mese, anche accettando qualsiasi lavoro e non solo quelli per cui abbiamo studiato con tanti sacrifici, non è per nulla facile;
- abolendo le Province non si risparmia nulla: autorevoli economisti dell'Università Bocconi (Prof. Lanfranco Senn e Dott. Roberto Zucchetti), hanno elaborato un approfondito studio, ampio e complesso, che potrete trovare a questo indirizzo: http://www.upinet.it/3734/istituzioni_e_riforme/certetbocconi/. Da questo studio emergono molti aspetti interessanti, tra i quali il fatto che le Province ricevono da Stato e Regioni 11,5 miliardi di € l'anno, ben poco cosa rispetto al bilancio dello Stato, ma sicuramente una cifra non trascurabile in tempo di crisi; Di questi, solo l'1,5% è destinato agli Organi di Rappresentanza (Giunta e Consiglio): appena 122 milioni di € l'anno; gli 11,5 miliardi di € di cui parliamo non verrebbero risparmiati cancellando le Province (o meglio svuotandole di competenze, come previsto dal "Salva Italia"), visto che le funzioni e il personale dovrrebbero essere semplicemente trasferiti ad altri enti: al più si potrebbero risparmiare i 122 milioni di € l'anno spesi per Giunta e Consiglio. E del resto anche il Vostro Governo non stima una riduzione della spesa dello Stato derivante dall'abolizione delle Province: la relazione che ha accompagnato il DL "Salva Italia" in parlamento prudenzialmente non mette a bilancio alcun risparmio da tale "riforma"; E' quanto emerge anche dalla rapida analisi del Dott. Olivieri, pubblicata il 12 dicembre scorso sul sito http://www.lavoce.info/ http://www.lavoce.info/articoli/-istituzioni_federalismo/pagina1002730.html. Emergono poi dallo studio anche altri dati interessanti: 542 milioni di € potrebbero essere risparmiati rendendo le Province più efficienti (ovvero facendo in modo che spendano per la gestione dell'Ente - per fare funzionare la macchina - meno del 25% del proprio bilancio; faccio presente che l'Ente in cui lavoro spende il 21% del proprio bilancio nelle spese di gestione, uno degli Enti più efficienti d'Italia); altri 845 milioni potrebbero essere risparmiati concentrando l'azione della Provincia sul suo "Core business": istruzione, trasporti, gestione del territorio, tutela ambientale, sviluppo economico; ulteriori risparmi potrebbero essere ottenuti da un riassetto della dimensione delle Province, accorpando Entri troppo piccoli per ridurre le spese di gestione; La domanda a questo punto nasce spontanea: perchè si è pensato all'abolizione delle Province e non ad un più generale riassetto delle competenze? Si è voluto dare un facile contentino all'antipolitica di questi tempi?
Devo però dire che non mi sarei aspettato una mossa di questo genere dal vostro governo, oltretutto sospetta di anticostituzionalità. Spero quindi che, tra i vostri molti impegni possiate avere il tempo di rendere conto delle vostre scelte a un vostro sostenitore.
Cordiali saluti,
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