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21 maggio 2014

CGIL CISL e UIL - lettera di richiest per il destino delle funzioni trasferite dalla Regione

Componenti CGIL della RSU

Come è noto entro i primi giorni di settembre la Regione Piemonte dovrà decidere le sorti delle funzioni attualmente trasferite/delegate alle Province Piemontesi.
Pubblichiamo ora la lettera integrale edita dalle segreterie sindacai CGIL CISL E UIL, indirizzata ai candidati Presidenti alla Regione Piemonte:

stralcio parte riferita alle Province:

RIFORME AUTONOMIE LOCALI
Città Metropolitane, Enti di Area Vasta (Legge 56/14)

La Regione dovrà legiferare sul tema delle funzioni regionali attualmente delegate alle Province Piemontesi.
In questa fase riteniamo opportuno confermare alla Città Metropolitana/Ente di Area Vasta le funzioni finora esercitate dalle Province, anche al fine di garantire i posti di lavoro e la continuità di funzioni e di operare l'indispensabile distinzione tra potestà legislativa e amministrativo/gestionale.

clicca per la lettura completa della lettera 

In 105 rispondono all'appello delle Dogane - tabelle retributive

A cura dei componenti CGIL della RSU

In 105 rispondono all'appello delle...Dogane. In un periodo di incertezza che riguarda il futuro dell'Ente, complessivamente 105 persone hanno presentato domanda di comando presso l'Agenzia delle Dogane.
Per tutti è programmato un colloquio.
Presumibilmente i 15 prescelti per le sedi di Cuneo, Levaldigi ed Alba seguiranno un corso di formazine in Torino.
Ricordiamo come il comando non potrà durare oltre 3 anni.

clicca qui per visionare le tabelle retributive

20 maggio 2014

Convocazione RSU ed ordine del giorno

LA RSU È CONVOCATA IL GIORNO MARTEDÌ 27 MAGGIO ORE 11 – 
SALETTA SINDACALE – CUNEO, 
PER DIBATTERE IL SEGUENTE ORDINE DEL GIORNO: 
 
 
1 – PROPOSTA DI REGISTRAZIONE AUDIO SEDUTE RSU E RELATIVA RESA 
PUBBLICA 

2 – MODALITÀ DI SOTTOSCRIZIONE DEI COMUNICATI RSU IN CASO DI 
MANCANZA DELLA MAGGIORANZA ASSOLUTA DEI COMPONENTI RSU.
INDIVIDUAZIONE MODALITÀ PER ILLUSTRARE LE MOTIVAZIONI DEL DISSENSO.

3 - INDIVIDUAZIONE CAUSE DI MALFUNZIONAMENTO DELLA POSTA ELETTRONICA 
CAUSA COSTANTE MANCATO INVIO, DA PARTE DI ALCUNI MEMBRI RSU, 
DELL’AVVISO DI RICEZIONE DELLE E-MAIL INVIATE DA COLLEGHI RSU.

4 - OPERAZIONE TRASPARENZA SINDACALE: RICHIESTA PUBBLICAZIONE AMMONTARE 
MENSILE PENSIONI PERCEPITE DAI SEGRETARI PROVINCIALI IN CARICA 

5 – PRIMO BILANCIO DELLE INIZIATIVE SINDACALI EDITE DAI COMPONENTI RSU 
DALLA PROCLAMAZIONE-ELEZIONE AD OGGI 
 
6 – MANCATA APPROVAZIONE RSU ALL’INVIO DELLA LETTERA CISL CGIL UIL AI
 CANDIDATI PRESIDENTI DELLA REGIONE: INDIVIDUAZIONE MOTIVAZIONI 

7 – PROPOSTA DI MODIFICA ART. 11 REGOLAMENTO RSU CON INSERIMENTO DELLA 
FRASE IN ROSSO GRASSETTO CORSIVO:“LE ASSEMBLEE DEI LAVORATORI SONO 
CONVOCATE :.....SU RICHIESTA DEI COMPONENTI RSU APPARTENENTI AD ALMENO 
DUE SIGLE SINDACALI
 
8 - Mobilità interna. Situazione. 

9 – CLIMA AZIENDALE

10 – BLOG E MEZZI DI COMUNICAZIONE

11 - CONTRATTO INTEGRATIVO AZIENDALE 2014:

A) PRESA D’ATTO DELL’AMMONTARE DEL PIANO DI RISPARMI APPROVATO
DALL’ENTE CON DGP N. 43 DEL 4/3/2014 

B) MODALITÀ DI COSTITUZIONE DEL FONDO DA PARTE DELL’ENTE 

C) ANALISI INTERVENUTE VARIAZIONI TRA LA 1° E LA 2° PROPOSTA 
CONTRATTUALE PERVENUTA DALL’ENTE

D) QUANTIFICAZIONE POTENZIALI ECONOMIE DERIVANTI DALLA PROPOSTA
CONTRATTUALE DELL’ENTE (2°) DATATA 7/5/2014 

E) LEGGE 56/2014 E CORRELAZIONE CON ATTI DI ORDINARIA AMMINISTRAZIONE E 
GARANZIA DI SALARIO ACCESSORIO IN CASO DI TRASFERIMENTO DI FUNZIONI 
 
F) CONCLUSIONI

12 -Proposta di indizione assemblea dei dipendenti 
 
13 - INDIVIDUAZIONE MODALITÀ DI INDIZIONE E GESTIONE REFERENDUM DA
PROPORRE AI DIPENDENTI
 
14 - VARIE ED EVENTUALI_ 

(L'ordine del giorno potraà essere libeeramente integrato da parte
dei componenti RSU)

13 marzo 2014

L'accesso al blog va........ dall'avvocato

A cura di Claudio Bongiovanni, valter Giordano, Franco Ferraro, Maurizio Barra e Mauro Giordana.


Come ben sapete, la rsu (componenti CGIL, USB e CSA) ha richiesto all'Ente di ripristinare il collegamento dagli uffici dell'ente al blog sindacale, ritenuto fonte di indiscussa informazione democratica (confronto e pubblicazione consentita a tutti quanti). 
In un momento come l'attuale, dove si decidono le sorti di migliaia di lavoratori provinciali, l'estensione del blocco d'accesso risulta ancor piu' incomprensibile.
Da una decina di giorni, il caso è approdato sul tavolo di un legale. I tempi ristretti di fine mandato condizionano il tutto. 
"Contiamo" che l'accesso al blog verrà ripristinato entro alcuni mesi.
Vi terremo comunque informati sull'evolversi della situazione.

Dai lavori del Consiglio provinciale "aperto".

A cura di Claudio Bongiovanni, Valter Giordano, Cristina Lavina, Gianpaolo Viale, Franco Ferraro, Maurizio Barra e Mauro Giordana. 


Breve Resoconto. 

Nella giornata del 5 marzo 2014 è stato convocato un Consiglio provinciale aperto, focalizzato sul disegno di legge Delrio dal titolo“Disposizioni sulle città metropolitane, sulle Province, sulle Unioni e fusioni di Comuni” al fine di analizzare e porre ai voti un proprio ordine del giorno sull’argomento che rilevi le criticità del disegno così come intrapreso anche in altre province.
Alla discussione hanno preso parte amministratori del territorio, presidenti e responsabili di associazioni ed autorità. Presenti anche il presidente dell’Unione Province Piemontesi, Massimo Nobili, ed il segretario, Marco Orlando
Il segretario dell’Unione Province Piemontesi Marco Orlando ha analizzato ed illustrato le modifiche normative e le relative ricadute organizzative, a partire dai tempi di approvazione prolungati a fine marzo in conseguenza dell’effetto navetta tra Senato e Camera.
La prima conseguenza del disegno di legge è la mancata abolizione delle Province, possibile unicamente tramite revisione costituzionale del titolo V.
Possiamo, quindi, parlare di superamento dell’attuale forma di governo delle Province con la conseguente trasformazione in Enti territoriali ad area vasta, con modifica delle circoscrizioni territoriali, volte a consentire alle nuove Città metropolitane di potersi espandere.
Altri temi trattati sono stati la specificità delle Province a territorio totalmente montano e confinante con uno Stato estero, le modalità di elezione indiretta del Consiglio e la differente rappresentatività dei comuni con elevata popolazione rispetto ai piccoli centri, la concentrazione del potere esecutivo nelle mani del presidente della Provincia e di eventuali consiglieri delegati, la conseguente abolizione della Giunta.
Al momento le funzioni fondamentali che rimangono in capo alle province sono
n       Pianificazione territoriale provinciale di coordinamento, nonché valorizzazione dell’ambiente, per gli aspetti di competenza
n       Pianificazione dei servizi di trasporto in ambito provinciale, autorizzazione e controllo in materia di trasporto privato, in coerenza con la programmazione regionale, nonché costruzione e gestione delle strade provinciali e regolazione della circolazione stradale ad esse inerente;
n       Programmazione provinciale della rete scolastica, nel rispetto della programmazione regionale ed edilizia scolastica sottoposta all’accordo con i comuni
n       Raccolta ed elaborazione dei dati, assistenza tecnico-amministrativa agli enti locali
Per quanto riguarda le altre funzioni il disegno di legge impone allo Stato e alle Regioni, entro 3 mesi dalla sua approvazione, di individuare le funzioni diverse da quelle strettamente fondamentali e assoggettarle a un processo di riordino. In parte saranno mantenute dalle stesse province ed in parte riassegnate a Regioni, Comuni o Unioni di Comuni. Certamente in un periodo così breve la riassegnazione sarà difficilmente realizzabile, in considerazione del fatto che a suo tempo la delega delle funzioni alle province aveva comportato circa tre anni per la completa attuazione.
Tutta una serie di ostacoli difficilmente superabili in tempi così brevi riguarderanno anche l’elezione dei nuovi organi di governo che dovranno avvenire entro 30 giorni dalle elezioni comunali del 25 maggio 2014 con eventuali altri 15 giorni per possibili ballottaggi, l’approvazione delle modifiche statutarie entro 6 mesi dall’elezione dei nuovi organi.
Fino al riordino delle funzioni non fondamentali, a opera delle leggi dello Stato e della Regione, le nuove Province continuano a esercitare le attuali funzioni.
In ultimo il problema più grande è la ricollocazione del personale. Infatti al momento non si riesce ad immaginare cosa potrebbe succedere se la Regione, le Unione dei comuni o i comuni dovessero integrare nelle loro piante organiche tutte le unità lavorative trasferite senza avere le necessarie coperture finanziarie. Infatti è noto a tutti che le province hanno uffici centralizzati quali acquisti, ragioneria, patrimonio, personale che non possono essere frazionati tra Comuni e Unioni di comuni in quanto perderebbero di funzionalità ed efficienza.
Gli interventi dei consiglieri che abbiamo ritenuto più interessanti sono stati quelli del consigliere Riccardo Cravero (Pdl), “va valorizzato – ha detto – e noi abbiamo un compito gravoso, ovvero favorire e ricercare come prioritaria l’ipotesi della mobilità esterna tra enti”.
D’accordo anche Stefano Dho (Pd-Impegno civico): “Sono a favore dell’ordine del giorno: per dire che la Provincia c’è e deve continuare ad esistere. Propongo, per il personale, di creare un’organizzazione bipartisan di amministratori ed organizzazioni sindacali a tutela dei lavoratori”.
In chiusura Piermario Giordano (Lega Nord): “Istituiamo un tavolo tecnico sulla mobilità delle pubbliche amministrazioni”.

Centri per l'impiego: proclamato lo stato di agitazione nella vicina Provincia di Torino

A cura di Claudio Bongiovanni, valter Giordano, Franco Ferraro, Maurizio Barra e Mauro Giordana



Ricorderete del recente post pubblicato con cui abbiamo dato notizia che presso la vicina Provincia di Torino era stato pubblicato un bando di mobilità interna al fine di reperire ben 60 unità di personale dipendente da  destinare presso  i Centri per l'Impiego (settore Lavoro - funzione trasferita). 


Il risultato?

Le unità che al momento hanno presentato domanda di trasferimento sommano a circa 20.

....Nel frattempo CGIL, CISL e UIL hanno decretato lo stato di agitazione dei Centri per l’Impiego anche per le problematiche legate alle carenze di organico ed ai carichi di lavoro.

Seguiremo l’evolversi della situazione.

17 febbraio 2014

Ex dipendenti Regionali in ..........servizio in Provincia

A cura di Claudio Bongiovanni, valter Giordano, Franco Ferraro, Maurizio Barra e Mauro Giordana.

Agricoltura, turismo, formazione professionale, risorse idriche. 

Rappresentano alcuni settori che registrano la presenza di  ex dipendenti della Regione Piemonte che a seguito del trasferimento delle funzioni dalla Regione al nostro Ente, sono di fatto “transitati” nei ruoli della nostra Amministrazione. 

Nel tempo si è così registrata “l’annessione” di n. 51 colleghi presso il Settore Agricoltura, 3 presso il turismo, 5 presso la formazione professionale, alcune unità presso il settore risorse idriche. Alcuni di essi, non sono più in servizio bensì in “pensione”. In questa delicata fase, dove è in gioco il futuro delle Province e quello dei dipendenti provinciali, pare estremamente logico che molti di costoro “tifino” per il ritorno “alla casa madre”, ovvero presso la Regione Piemonte. Occorre essere obiettivi. Come dar loro torto?

Rimandato il "Trasloco" del settore Agricoltura

A cura di Claudio Bongiovanni, valter Giordano, Franco Ferraro, Maurizio Barra e Mauro Giordana.

Come è stato ampiamente reso noto, il tema delle funzioni trasferite dalla Regione Piemonte alle Province Piemontesi è stato al centro del dibatto di due specifici incontri sindacali tenutesi tra la CGIL, la CISL la UIL e la Regione Piemonte a giugno e luglio 2013 (con nostra partecipazione,vedi precedente post pubblicato) dove era peraltro già emersa la precisa volontà della Regione Piemonte di reinternalizzare la funzione Agricoltura con il conseguente trasferimento nei ruoli regionali del personale provinciale addetto.
 
Sull'intera questione, nei mesi successivi, era, per i più,  calato il "silenzio". Sotto “traccia”, in realtà, la Regione già studiava le possibili modalità del......"trasloco".
 
Per questa ragione, la segreteria CGIL FP richiedeva all'Ente (mese di settembre 2013) di assicurare trasparenza nelle procedure di mobilità interna, di rendere pubbliche le posizioni di lavoro che la Provincia intendeva "ricoprire"  specie nell'ambito del Settore Agricoltura.
Nessun sindacalista, nessuna segreteria sindacale locale interveniva sull'argomento.Silenzio totale.
Successivamente alla citata richiesta inoltrata dalla CGIL, il settore Agricoltura acquisiva due nuove unità di personale amministrativo di categoria D1 (la prima ad ottobre 2013 la seconda a gennaio 2014), nessuna di carattere tecnico (agronomi etc.).
 
Ma torniamo ai giorni nostri. Una ventina di giorni fa (a seguito assemblea del 8/1/2014 delle RSU CGIL CISL UIL delle Province Piemontesi), veniva infine reso noto che si sarebbe aperto un tavolo sindacale tra la CGIl, la CISL UIL e la Regione Piemonte, per dibattere nello specifico delle funzioni trasferite alle Province e delle sorti del relativo personale addetto. Ad oggi, nessuna riunione sindacale si è, sul tema, ancora tenuta.
 
Noi, a differenza di altri sindacalisti, non temiamo il detto latino "Verba volant, scripta manent", che tradotto significa le parole volano gli scritti rimangono e pertanto regolarmente pubblichiamo degli aggiornamenti.
Che il trasferimento del settore Agricoltura fosse “programmato” era ampiamente risaputo. Le prove di tutto ciò?
Un emendamento al bilancio di previsione 2014 della Regione Piemonte, discusso e respinto in Commissione il 31 gennaio 2014, riguardava per l’appunto la proposta di reinternalizzazione il Settore Agricoltura delle Province Piemontesi.
 
Le prove di ciò?
Vuoi sapere “cosa si è detto” delle altre funzioni trasferite dalla Regione?
Collegati al sito del Consiglio Regionale del Piemonte: http://www.cr.piemonte.it/seduteconsiglio/appl/search/index.php 
 
CLICCA SU VIDEO SEDUTE/INTERVENTI (scritta in rosso centrale sotto la dicitura i lavori del Consiglio)
a) individua la seduta n. 405 del 31 gennaio 2014 ore 10
b) nella colonna centrale di riferimento alla predetta seduta clicca guarda
c) posizionati con la barra del tempo ad 1 ora e 46 minuti.
d) buona breve visione
 
Che succederà ora con le imminenti elezioni in Regione?
Vi terremo....informati.

Mobilità interna, nella vicina Provincia di Torino pubblicato bando da ....60 posti

 
A cura di Claudio Bongiovanni, valter Giordano, Franco Ferraro, Maurizio Barra e Mauro Giordana
 
E' notizia di questi giorni. Ci fa ......riflettere anche sul tema del coinvolgimento della forza sindacale.
 
La vicina Provincia di Torino ha infatti pubblicato un bando di mobilità interna al fine di reperire ben 60 unità di personale dipendente da  destinare presso  i Centri per l'Impiego (settore Lavoro - funzione trasferita).
 
I predetti Centri per l’Impiego stanno infatti per esere coinvolti nella c.d. Youth Guarantee, una misura nazionale, finanziata con svariate centinaia di migliaia di euro del Fondo Sociale Europeo, rivolta a tutti i giovani under 25 o under 30, inoccupati o in cerca di nuova occupazione, misura che richiede nuove risorse umane da impiegare.
Il bando recita che il personale prescelto godrà di un breve periodo formativo/informativo sulle tematiche del lavoro, da svolgersi in una struttura adeguata e di un periodo di affiancamento utile a fornire i primi elementi necessari alle attività da svolgersi.

Dal punto di vista sindacale.....
- Il  trasferimento  avrà   luogo secondo la procedura indicata nel verbale di concertazione sui criteri generali per la mobilità interna volontaria nella Provincia di Torino.
 
- inoltre ....ai sensi dell’art. 3, comma 4, del Regolamento per la mobilità interna e dell’art. 21, comma 4 della L. 42/2009- si potrà prescindere dall’esito negativo dei pareri del dirigente di servizio e del direttore d’area responsabili delle strutture cui il personale istante è assegnato nel caso in cui il trasferimento sia ritenuto necessario per l’attuazione del programma.

DDL del Rio in discussione al Senato: il coordinamento RSU CGIL delle Province Italiane richiede audizione

A cura di Claudio Bongiovanni, valter Giordano, Franco Ferraro, Maurizio Barra e Mauro Giordana
 
  Da tempo abbiamo reso nota la nostra partecipazione al coordinamento nazionale delle RSU CGIL delle Province Italiane. Della questione della presentazione degli emendamenti dal DDL del RIO già abbiamo ampiamento relazionato.
In questi giorni si è aggiunta una nuova inziativa del nostro coordinamento.
Clicca su "Scopri quale".
 

06 febbraio 2014

Trasferimenti di risorse Regionali

A cura di Claudio Bongiovanni, Valter Giordano, Maurizio Barra, Franco Ferraro e Mauro Giordana
Come è noto, CGIL CISL e UIL hanno recentemente richiesto la convocazione di un tavolo regionale sindacale deputato a dibattere delle sorti del personale dipendente provinciale impiegato a supporto delle attività/funzioni di area vasta trasferite alle Province dalla Regione Piemonte.
Come annunciato con precedente post, in preparazione proprio della predetta riunione abbiamo assunto anche l’impegno di analizzare l’andamento temporale dei trasferimenti Regionali effettuati a favore del nostro Ente e di tutte le Province Piemontesi, con studio-files che ti alleghiamo alla presente e-mail.
Preliminarmente occorre segnalare come il quadro nazionale annovera Regioni con ben differenti situazioni finanziarie (per alcune sono note le problematiche esistenti).
Ne consegue che, in alcune situazioni, disponibilità limitate di risorse finanziarie potrebbero concorrere a condizionare il numero complessivo di risorse umane “provinciali” (impiegate attualmente a diretto supporto di funzioni trasferite) assumibili dalle varie Regioni.
Nel nostro caso, pare evidente come qualsiasi ragionamento da parte della Regione Piemonte volto a determinare il numero complessivo di “unità di personale provinciale” che potrebbe transitare nei propri ruoli sarà inevitabilmente influenzato anche da tre principali fattori concernenti rispettivamente:
- il “peso politico dell’attività/funzione” (es. ammontare di risorse gestite e relativa tipologia di beneficiari)
- l’ammontare del trasferimento annuale determinato dalla Regione Piemonte a favore della Provincia di Cuneo per l’esercizio delle funzioni trasferite
(stimabile, al momento, per il 2014, in c.a. € 1.500.000)


- dal numero di risorse umane che il predetto trasferimento regionale annuale finanzia (entità trasferimento/costo medio di unità di personale quantificabile in c.a. € 40.000).




Puoi farti un’idea della situazione cliccando

sui documenti allegati alla presente e-mail:
- pagina 1, andamento dei trasferimenti alle singole Province periodo dal 2011 al 2014 (dato previsionale)
- pagina 2  situazione relativa all’esercizio finanziario 2013, comprensiva dell’individuazione, per ogni Provincia Piemontese, del riparto del “fondo unico Regionale” correlato con l’esercizio delle predette funzioni trasferite.
- pagina 3 e 4 situazione esemplificativa dei trasferimenti correlati alla funzione trasferita agricoltura (scelta in quanto l’unica tra tutte le funzioni delegate che individua un preciso trasferimento di risorse finanziarie legate al pagamento delle retribuzioni del personale addetto). Per obiettività, occorre altresì evidenziare come il predetto versamento operato dalla Regione ha nel corso degli anni concorso a finanziare non solamente le retribuzioni delle 51 unità originariamente trasferite in Provincia, ma ha incluso, al suo interno, anche il pagamento di alcune “monetizzabili”, con evidenti benefici per le finanze dell’Ente.
La situazione è però drasticamente mutata nel corso dell’ultimo triennio, con un pagamento regionale che nel 2013 ha “coperto” c.a. n. 19 unità di personale impiegato. 
- pag. 5 e 6 entità dei trasferimenti relativi all’annualità 2010 suddivisi anche per materia
Ti illustra al capitolo 149827 il previsto stanziamento Regionale per il 2014 (include quello delle Province e dei Comuni).
Completeranno l’analisi, e saranno oggetto di prossima pubblicazione mediante apposito post, alcuni indispensabili correlati documenti riferiti:
- alla vigente Dotazione organica Regione Piemonte
- all’estratto della relazione dei revisori dei conti della Regione al bilancio 2014 riferita alle spese del personale dipendente programmate

Un cordiale saluto
Caludio Bongiovanni, Valter Giordano, Maurizio Barra, Franco Ferraro e Mauro Giordana

02 febbraio 2014

Proposte Emendamenti dei Senatori Piemontesi al DDL del Rio

A cura di
Claudio Bongiovanni, Valter Giordano, Franco Ferraro, Maurizio Barra, Mauro Giordana

Gentile collega,
come ben saprai, da tempo stiamo attentamente seguendo l‘evolversi della riforma delle Province in atto. 
Per farlo, potevamo scegliere tra due differenti percorsi.
Il primo ci avrebbe condotti a ad assistere in maniera compassata e “passiva” agli eventi. Avremo così potuto ripetere a chi sul tema ci poneva domande e quesiti, che, semplicemente non c’erano sostanziali novità e certezze, e che conseguentemente non vi era necessità di fare assemblee di sorta (mentre, presso le altre Province, fioccavano le iniziative e gli incontri).
Noi, però, abbiamo scelto una via differente, optando per un atteggiamento “attivo”,  mirato a mettere “in campo” un’azione sindacale finalizzata comunque  ad esercitare il ruolo che ci compete per tentare, in qualche modo di far sentire la nostra voce, pur consci che sarebbe stato difficile incidere sull’intera vicenda.
Con il prezioso aiuto di alcuni sparuti colleghi RSU si è dapprima tentato di far nascere il coordinamento delle RSU Piemontesi ottenendo, purtroppo, poche adesioni. Si è poi guardato a Firenze. Abbiamo così proposto, con successo, di aderire al coordinamento Nazionale delle RSU delle Province d’Italia.
Una riuscitissima manifestazione “sotto” le finestre della Prefettura ci ha anche permesso di capire che nell’affrontare il percorso non eravamo soli. Con l’adesione al coordinamento nazionale delle RSU CGIL delle Province Italiane abbiamo infine allargato gli orizzonti ben oltre i confini regionali, dibattendo e condividendo varie problematiche con altri componenti RSU (su tutti la componente RSU CGIL della Provincia di Torino), redigendo infine, anche proposte di modifica al DDL del RIO che, ai più, parevano una perdita di tempo, una scommessa a perdere.
Dall’assemblea delle RSU CGIL CISL e UIL delle Province Piemontesi tenutasi lo scorso otto gennaio 2014 in Torino (di cui abbiamo inviato tramite e-mail apposito resoconto) è poi nata una proposta finale congiunta (che abbiamo pubblicato sul blog), trasmessa a vari Senatori, contente auspicate modifiche da apportare al DDL del RIO approvato dalla Camera. Altre RSU delle Province Italiane hanno accolto la suddetta proposta inoltrandola ad altri Senatori di riferimento del proprio territorio.
Alcuni giorni or sono, i Senatori piemontesi del Partito Democratico,  a cui va indirizzato il nostro sincero ringraziamento, ci hanno comunicato di aver presentato al Senato una serie di emendamenti (vedi file allegato alla presente e-mail)  accogliendo le sollecitazioni e i temi di merito emersi proprio dalla citata Assemblea delle RSU CGIL CISL e UIL delle Province Piemontesi cui abbiamo partecipato in data 8 gennaio (vedasi nostri specifici interventi).
La scorsa settimana, come avevamo anticipato, ci siamo altresì fatti carico di redigere uno studio relativo ai flussi dei trasferimenti finanziari storici operati dalla Regione Piemonte a favore di tutte quante le Province Piemontesi, documento che, unitamente al censimento sia delle funzioni/attività trasferite che del numero di colleghi ad esse dedito, sarà fondamentale per definire anche nel nostro Ente una strategia partecipata (con coinvolgimento di tutti i colleghi) propedeutica all’apertura del tavolo sindacale di confronto con la Regione Piemonte.
La tua collaborazione è come sempre indispensabile se realmente vogliano in qualche modo tentare di far sentire la nostra voce!  Proviamoci !
Un cordiale saluto da:
Claudio Bongiovanni, Valter Giordano, Franco Ferraro, Maurizio Barra, Mauro Giordana

27 gennaio 2014

CONTRATTO INTEGRATIVO 2014



 A cura di Claudio Bongiovanni, Valter Giordano, Franco Ferraro, Mauro Giordana e Maurizio Barra
Come è noto, il Consiglio Provinciale ha recentemente approvato il bilancio di previsione 2014 dell'Ente.
 Presto toccherà alla Giunta Provinciale approvare il PEG (Piano Esecutivo di Gestione).
 Dal punto di prettamente contrattuale seguirà la costituzione del Fondo Incentivante la produttività relativo all’anno 2014,  propedeutico alla sottoscrizione del contratto integrativo aziendale 2014, il cui ammontare sarà determinato da due componenti:

a) ciò che tecnicamente “ci spetta di diritto da contratto nazionale”

b) dalla componente  "aggiuntiva".

Quest'ultima, cresciuta fino a “toccare” la cifra di c.a. 1 milione di euro, si è drasticamente ridotta nel corso degli ultimi anni.

Sulla falsariga di quanto accaduto lo scorso anno, la predetta somma ad integrazione del Fondo Incentivante la produttività 2014 sarà dall'Ente determinata  in stretta connessione con quanto previsto dal Piano di Risparmi (continuità con quello già predisposto lo scorso anno).

Per ciò che concerne gli obiettivi assegnati e le responsabilità gestionali attribuite, stante l'approssimarsi del termine del mandato elettivo, non potranno che essere "parziali", suscettibili di conferma o revisione in corso d'anno.

Alla luce della/dei:

- certezza dello stanziamento delle risorse del Fondo Incentivante la Produttività 2014,
- tempi di pagamento previsti per la produttività (ricadenti nel 2015),
pare evidente come la tempistica legata alla sottoscrizione del nuovo contratto integrativo 2014 risulterà condizionata sia dallo stato del rinnovo del contratto nazionale del comparto Enti Locali (vedi sul tema, post già pubblicato) che dall'evolversi della riforma delle Province in atto. 

Il coinvolgimento dei lavoratori dell'Ente, con preliminare approvazione da parte dell'assemblea dei lavoratori ,a ciò deputata, pare a nostro avviso elemento imprescindibile per garantire un minimo di democraticità sindacale nell'Ente.

RIFORMA PROVINCE: CONSEGUENZE ECONOMICHE ….DA EVENTUALE TRASFERIMENTO DI RISORSE UMANE



A cura di Claudio Bongiovanni, Valter Giordano, Franco Ferraro, Mauro Giordana e Maurizio Barra
Mai, come ora, i processi di mobilità interna assumono una grande importanza (sul tema ricordiamo come la segreteria sindacale CGIL FP si sia da tempo espressa richiedendo all’Ente di rendere pubbliche le posizioni di lavoro che intende ricoprire con tale modalità).

 La riforma delle Province in atto potrebbe infatti incidere sulle sorti delle funzioni/attività attualmente espletate dalla Provincia e, parallelamente, sul destino di molti lavoratori. Il dibattito in corso, individua, tra le varie ipotesi legate ai possibili trasferimenti di risorse umane,  due principali percorsi che prevedono l’approdo presso:
-        -  I Comuni
-         -  Le Regioni
con esiti, come vedremo, che potranno essere, dal punto di vista economico, dissimili.

Se lo stipendio  base risulta essere pressoché eguale presso i Comuni, le Regioni e le Province (medesimo comparto di contrattazione- Enti Locali), ben differente è la situazione in termini di  salario accessorio erogato.

Per un quadro di sintesi della situazione, dobbiamo partire considerando l’ammontare del salario medio accessorio erogato nelle tre tipologie di Enti esaminati.

Presso la Provincia di Cuneo, ammonta a c.a. € 4.600 medie pro capite ed è semplicemente ottenuto dividendo il totale del fondo incentivante la produttività per il numero di dipendenti in servizio (importo che include tutti gli istituti contrattuali e anche il finanziamento delle progressioni orizzontali).

Per ciò che concerne i Comuni, è arcinoto come l’entità del salario accessorio pro capite medio da essi erogato sia  sostanzialmente inferiore a quello pagato dalle Province. 

Ma veniamo alla Regione Piemonte che più da vicino ci interessa.
Qui, per l’analisi finanziaria dobbiamo “partire” dall’ultimo contratto integrativo aziendale sottoscritto (per la visione completa del contratto regionale clicca: aprifile1 e successivamente aprifile2) che è relativo all’annualità 2012 (siglato a marzo 2013).

Con i soliti calcoli ne deduciamo che il salario medio accessorio pro capite erogato dalla Regione Piemonte ammonta a c.a. € 15.700, con una differenza, rispetto a quello erogato dal nostro Ente (€ 4.600) di ben c.a. € 11.100.

Altro fondamentale parametro che potrebbe incidere “sulle tasche” dei dipendenti eventualmente trasferiti concerne l’ipotetica futura sede di lavoro. Per i Comuni, è di facile individuazione. Se l’Ente destinatario è la Regione Piemonte, interessata alla gestione di funzioni/attività di area vasta,  la sede di lavoro deputata alla gestione rimarrà, molto probabilmente, e per la stragrande maggioranza dei dipendenti interessati, quella di Cuneo.

Alla luce delle considerazioni fatte e degli elementi ad oggi in nostro possesso,  l’eventuale possibile trasferimento di risorse umane, dalla Provincia di Cuneo presso i Comuni, potrebbe comportare un vero e proprio “salasso” per molti con:
-       -   un salario accessorio percepito tendenzialmente inferiore all’attuale pagato dalla Provincia,
-      - cambio della sede di lavoro (Città) con possibili maggiori (o del tutto nuovi) oneri di trasporto da sostenere rispetto ad oggi,
-        -  un possibile “peggioramento della qualità di vita” correlato anche con il maggior tempo necessario per raggiungere la nuova sede di lavoro.

Parimenti, in taluni limitati casi, colleghi  attualmente costretti al “pendolarismo” (tragitto casa-lavoro) potrebbero giudicare interessante il passaggio nei ruoli dei Comuni, soluzione che permetterebbe loro di avvinarsi al proprio luogo di residenza, riducendo o annullando del tutto gli onerosi costi di viaggio.

Differente il discorso per quanto attiene l’ipotesi legata al possibile trasferimento di risorse umane presso la Regione Piemonte sia per il trend legato al salario accessorio che per quanto attiene l’ipotesi legata alla sede di lavoro.

Invitiamo sul tema del trasferimento delle risorse umane anche a visionare il post che segue relativo  al futuro dell’edilizia scolastica.

Verrà inoltre presto pubblicata anche l’analisi relativa al  trend relativo dei trasferimenti finanziari operati dalla Regione Piemonte a favore delle Province Piemontesi per l’espletamento delle funzioni trasferite/delegate.