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09 maggio 2012

comunicato intesa lavoro pubblico


componenti cisl rsu - Bessone-Scarzello-Punzi-Fea-Rosso

COMUNICATO
Lavoro pubblico: definita l’Intesa tra sindacati, Governo, Regioni e Autonomie locali

“Passo importante, più forza a contrattazione e trasparenza. Ma i salari pubblici devono ripartire”

“L’Intesa definita oggi rappresenta un passo importante perché stabilisce che la riorganizzazione del pubblico impiego si fa insieme ai lavoratori pubblici, con più contrattazione, più partecipazione e più trasparenza” così si può commentare l’Intesa sul lavoro pubblico che la Cisl e le altre sigle sindacali hanno messo a punto oggi con Governo, Regioni e Autonomie locali.

Il documento,  “prende le mosse dall’intesa del 4 febbraio 2011”, e stabilisce i principi di fondo che dovranno rientrare nella legge delega sul pubblico impiego. Per portare ad una revisione profonda della c.d. “Riforma Brunetta” .“E’ un accordo di alto profilo che rimette i lavoratori al centro delle relazioni sindacali nel pubblico impiego”. “La contrattazione è definita come la fonte deputata per determinare retribuzioni e rapporti di lavoro, c’è un pieno riconoscimento del ruolo delle Rsu, la mobilità è riportata alla concertazione e a percorsi di formazione e qualificazione professionale. Si pone anche la premessa per risolvere in modo positivo il contenzioso che per mesi abbiamo sostenuto, in particolare nella scuola, in difesa delle prerogative contrattuali su importanti aspetti dell’organizzazione del lavoro e della gestione del personale”.

Si riapre adesso una stagione di coinvolgimento dei lavoratori pubblici nella trasformazione dei servizi: “La trasparenza, sulla quale abbiamo insistito molto in questi mesi, diventa finalmente la pietra angolare su cui costruire il controllo vero della spesa pubblica, mentre la valutazione e i premi di produttività per i lavoratori si collegano alla performance organizzativa degli enti: vale a dire a quanto l’amministrazione riesce a rispondere ai bisogni delle persone e delle imprese. Superando in questo modo criteri grossolani come le tre fasce o le pagelle”.

“Il punto però ora è far ripartire le retribuzioni dei dipendenti pubblici e della scuola”. “L’Intesa recepisce il principio secondo cui parte dei risparmi di spesa pubblica che i lavoratori contribuiscono a generare debbano andare ai salari. Su questo ci aspettiamo concretezza e rapidità. Da parte del Governo, ma anche da parte di governatori, sindaci e presidenti di provincia”.



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