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08 maggio 2012

Sardegna: esito referendum , abolite 4 Province


Rassegna stampa a cura di Guido Marino, Franco Ferraro, Gianpaolo Viale, Cristina Lavina, Valter Giordano, Diego Reineri e Claudio Bongiovanni

link diretto all'articolo che segue tratto da: sardegnaoggi

Abolite quattro province: come cambia l'isola

L'abolizione di quattro province è una delle maggiori novità derivanti dall'esito dei referendum regionali. I sardi che si sono recati alle urne, con percentuali vicine al 97% hanno bocciato la divisione dell'isola in otto enti intermedi. Ma ora cosa accadrà? Perché si concretizzi il voto degli elettori saranno necessari alcuni passaggi istituzionali e l'abrogazione delle province di Medio-Campidano, Carbonia-Iglesias, Ogliastra, Olbia-Tempio dovrebbe avvenire tra circa venti giorni.

CAGLIARI - L'esito del voto è indiscutibile: il quorum del 33,3% è stato superato (ha votato il 35,5% degli aventi diritto) ed il "Sì" ha vinto con percentuali altissime, arrivando a sfiorare il 97% in alcuni quesiti. Come quelli riguardanti l'abrogazione delle Province di recente formazione. L'assetto provinciale della Sardegna sarà destinato a cambiare. La volontà degli elettori tuttavia per essere messa in pratica necessita di alcuni passaggi istituzionali: sarà compito del governatore, Ugo Cappellacci, varare una legge per dimezzare il numero delle Province. Dovrà farlo tramite un decreto, entro 5 giorni dalla proclamazione del risultato ufficiale da parte della Corte d'Appello, che si esprimerà entro i prossimi 15 giorni. L'abrogazione avrà effetto immediato dal giorno successivo a quello della pubblicazione sul Bollettino ufficiale della Regione (Buras). A giugno dunque si dovrebbe tornare a una Sardegna con quattro province, quelle storiche: Cagliari, Sassari, Nuoro, Oristano.
L'eliminazione delle "nuove Province" non comporterà solo la decadenza degli organi politici, ma anche di quelli amministrativi. A riguardo si pongono alcuni interrogativi. Probabilmente spetterà al Consiglio regionale decidere il destino dei contratti dei dipendenti, che potrebbero essere suddivisi tra Regione, amministrazioni locali e vecchie Province.
Ma i sardi, seppure a titolo consultivo, si sono espressi per l'abolizione delle Province storiche (il 65,98%). Cagliari, Oristano, Nuoro e Sassari rimarranno al proprio posto: per una riforma di questi enti occorre una norma costituzionale.
Ma gli elettori hanno anche eliminato la norma che disciplina l'equiparazione dell'indennità dei consiglieri regionali all'80% di quelli dei componenti del Parlamento. Dovrà essere l'Aula di via Roma a dettare le nuove norme decidendo quale sarà il nuovo 'compenso'.

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