Rassegna stampa a cura di Guido Marino, Franco Ferraro, Gianpaolo Viale, Cristina Lavina, Valter Giordano, Diego Reineri e Claudio Bongiovanni
link diretto all'articolo che segue tratto da: sardegnaoggi
Abolite quattro province: come cambia l'isola
L'abolizione di quattro province è una delle maggiori novità
derivanti dall'esito dei referendum regionali. I sardi che si sono
recati alle urne, con percentuali vicine al 97% hanno bocciato la
divisione dell'isola in otto enti intermedi. Ma ora cosa accadrà? Perché
si concretizzi il voto degli elettori saranno necessari alcuni passaggi
istituzionali e l'abrogazione delle province di Medio-Campidano,
Carbonia-Iglesias, Ogliastra, Olbia-Tempio dovrebbe avvenire tra circa
venti giorni.
CAGLIARI - L'esito del voto è indiscutibile: il
quorum del 33,3% è stato superato (ha votato il 35,5% degli aventi
diritto) ed il "Sì" ha vinto con percentuali altissime, arrivando a
sfiorare il 97% in alcuni quesiti. Come quelli riguardanti l'abrogazione
delle Province di recente formazione. L'assetto provinciale della
Sardegna sarà destinato a cambiare. La volontà degli elettori tuttavia
per essere messa in pratica necessita di alcuni passaggi istituzionali:
sarà compito del governatore, Ugo Cappellacci, varare una legge per
dimezzare il numero delle Province. Dovrà farlo tramite un decreto,
entro 5 giorni dalla proclamazione del risultato ufficiale da parte
della Corte d'Appello, che si esprimerà entro i prossimi 15 giorni.
L'abrogazione avrà effetto immediato
dal giorno successivo a quello della pubblicazione sul Bollettino
ufficiale della Regione (Buras). A giugno dunque si dovrebbe tornare a
una Sardegna con quattro province, quelle storiche: Cagliari, Sassari,
Nuoro, Oristano.
L'eliminazione delle "nuove Province" non comporterà solo la
decadenza degli organi politici, ma anche di quelli amministrativi. A
riguardo si pongono alcuni interrogativi. Probabilmente spetterà al
Consiglio regionale
decidere il destino dei contratti dei dipendenti, che potrebbero essere
suddivisi tra Regione, amministrazioni locali e vecchie Province.
Ma i sardi, seppure a titolo consultivo, si sono espressi per
l'abolizione delle Province storiche (il 65,98%). Cagliari, Oristano,
Nuoro e Sassari rimarranno al proprio posto: per una riforma di questi
enti occorre una norma costituzionale.
Ma gli elettori hanno anche eliminato la norma che disciplina
l'equiparazione dell'indennità dei consiglieri regionali all'80% di
quelli dei componenti del Parlamento. Dovrà essere l'Aula di via Roma a
dettare le nuove norme decidendo quale sarà il nuovo 'compenso'.
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