Da "Il Corriere della Sera" di mercoledì 28 marzo 2012
» I Pubilizo impiego «Si applicano norme ad hoc, con la mobilità». Domani il vertice con i sindacati
Il ministro Patroni Griffi:
«Lo statale? Non si licenzia»
ROMA 41 pubblico impiego è un capitolo
a parte. I sindacati plaudono alla
presa di posizione del ministro della
Pubblica amministrazione, Filippo
Patroni Griffi, che in una lettera al
Messaggero segnala che il licenziamento
per motivi economici non
«può trovare applicazione nel pubblico»,
in quanto in questi casi c`è «una
disciplina ad hoc»: scatta, infatti, una
serie di procedure «che portano alla
mobilità dei lavoratori presso altre
amministrazioni e alla eventuale collocazione
in disponibilità con trattamento
economico pari all`8o% dell`ultimo
stipendio per due annualità». La
legge, insomma, esiste già e, quindi,
la riforma del lavoro, per quel che riguarda
l`articolo i8, non si deve estendere
al pubblico impiego, dice in sostanza
il ministro che sembra più che
altro intenzionato a disinnescare una
delle possibili forti ragioni di contestazione
nel corso del dibattito parlamentare
sul provvedimento. Visto
che già il Pdl, come ha ribadito ieri la
senatrice Simona Vicari, «ritiene necessario
fare uno scatto in avanti e approvare
la riforma prima dell`estate,
estendendo le norme dell`articolo 18
anche al pubblico impiego. Su questo
punto il Pdl è stato chiaro». L`appuntamento
per chiarire la situazione, è,
comunque, per giovedì, quando i sindacati
dovrebbero incontrare Patroni
Griffi a Palazzo Vidoni.
Quello del ministro «è stato un
chiarimento opportuno», hanno chiosato
i responsabili di categoria di
Cgil, Cisl, Uil, mentre tra gli economi-
sti ha fatto sentire una voce dissonante
Tito Boeri, per il quale le leggi che
hanno introdotto e regolato i licenziamenti
individuali nel settore pubblico
prevedono che valga comunque lo
stesso regime in vigore per i dipendenti
privati. La riforma, «quindi, inevitabilmente
coinvolge anche i lavoratori
pubblici, a meno che venga scritto
esplicitamente che non si applica a
loro». Ci vorrebbe insomma, per Boeri,
«un dispositivo ad hoc».
I sindacati, però, non vogliono cedere.
Per Michele Gentile, della Cgil,
la discussione nasconde «il fatto che
qualcuno ha un`idea proprietaria, privatistica,
della pubblica amministrazione.
Si vuole colpire il lavoro pubblico
per colpire il pubblico». Gianni
Baratta della Cisl sostiene che
l`art.i8 nel pubblico impiego
«non è una priorità, casomai va
gestito il riequilibrio in una logica
di mobilità contrattata, o, per
usare un termine del ministro, guidata».
Quanto alla Uil, Paolo Pirani
ritiene che sia «giusto chiarire come
stanno le cose: Patroni Griffi fa una
puntualizzazione sulle differenze normative
tra pubblico e privato».
Pirani, come Baratta e Gentile, si
sofferma però con più attenzione sulla
parte della riforma messa a punto
da Elsa Fornero che riguarda la revisione
dei contratti e le nuove regole
per l`ingresso nel lavoro, indirizzate a
ridurre la precarietà per i giovani e i
meno giovani. L`apprendistato diverrà,
in quest`ottica, il rapporto privilegiato,
mentre verrà in pratica cancella-
to l`utilizzo a dismisura degli stage e
verranno decisamente depotenziati i
contratti a progetto e i co.co.co, che
potrebbero facilmente diventare rapporti
di impiego subordinato. Per
non parlare dei contratti a tempo determinato
non rinnovabili oltre i tre
anni. Nei ministeri, i giovani che sbarcano
il lunario lavorando in queste
forme di impiego provvisorie sono
molti. Come si concilierà la nuova
normativa con quella che prevede, oltre
al blocco della contrattazione, il
freno al turn-over nelle scuole, come
nei ministeri e negli enti locali?
Oggi, osserva Pirani, «c`è un uso
improprio nella Pubblica amministrazione
dei precari, c`è la reiterazione
per molti anni dei contratti a tempo
determinato, dei co.co co che sono rimasti
solo lì e c`è la spesa notevole,
pari a 1,2 miliardi secondo la Corte
dei Conti, per le consulenze. Quindi,
di fatto, c`è già un aggiramento delle
norme inaccettabile». Anche per la
Cgil le priorità sono «precarietà, ammortizzatori,
nuovo modello contrattuale
e rinnovi contrattuali».
Secondo i dati più recenti nella Pubblica
amministrazione, tra statali, dipendenti
degli enti locali e via dicendo,
i lavoratori a tempo determinato
erano a fine 2009 quasi 95 mila, mentre
i collaboratori (Co.Co.Co) circa 49
mila e gli interinali 12 mila. A fronte
di quasi 3,4 milioni dipendenti a tempo
indeterminato.
Stefania Tamburello
chiarimento
Cgìl, Cisl e Uil: un chiarimento
necessario e opportuno
dopo la confusione sulla
riforma dell`articolo 18
Vale per i pubblici
Ma Boeri: inevitabilmente
coinvolge anche i lavoratori
pubblici, a meno che venga
scritto esplicitamente
O RIPRODUZIONE RISERVATA
Filippo Patroni
Griffi, ministro
della Pubblica
amministrazione
Nessun commento:
Posta un commento
posta a rsumembri@gmail.com