Articolo tratto dal ilsole24ore.it
di Marco Rogari con un articolo di Antonello Cherch
13 maggio 2012
Scardinare l'impalcatura amministrativa modellata da oltre un secolo sulle Province. Il premier Mario Monti
ne aveva parlato esplicitamente al momento del varo del piano di
spending review. E ora il Governo ha deciso di accelerare. Non a caso di
Province si è parlato anche nell'incontro di sabato al Quirinale tra il
capo dello Stato, il premier, il ministro della Pubblica
amministrazione, Filippo Patroni Griffi e il sottosegretario alla
Presidenza, Antonio Catricalà.
Il dossier è a uno stato avanzato. L'obiettivo minimo è eliminare
almeno più di un terzo degli enti, ma la speranza e di tagliarne la
metà. Con una sorta di effetto a cascata, ovvero l'accorpamento di una
serie di strutture collegate: dalle Prefetture fino agli ex
Provveditorati scolastici passando per gli Uffici territoriali del
Governo.
Resta da stabilire a che punto dovrà essere fissata l'asticella.
L'ipotesi di partenza è tagliare le Province con popolazione inferiore
ai 400mila abitanti, anche se è più probabile che ci si fermi a quota
350mila. Ma non è da escludere del tutto un intervento più soft
(eliminazione delle Province con meno di 250mila abitanti), che
interesserebbe sostanzialmente un terzo degli enti. Al dossier stano
lavorando vari ministri: da Anna Maria Cancellieri
a Patroni Griffi. Da decidere è anche lo strumento. Due le opzioni: un
disegno di legge o una delega. In ogni caso questa operazione si dovrà
raccordare al piano di spending review, in particolare alla seconda fase
della revisione della spesa: quella per il biennio 2013-2014 che
dovrebbe essere definita in autunno e scattare insieme alla prossima
legge di stabilità.
Naturalmente il taglio delle Province rappresenta la tappa finale del
processo già avviato dal Governo con il decreto "Salva-Italia"
attraverso il quale è stata già prevista la soppressione delle giunte
provinciali e la riduzione del numero dei componenti del Consiglio della
Provincia. Un intervento, quest'ultimo, per il quale il Governo il 6
aprile scorso ha varato un apposito disegno di legge che riguarda le
modalità di elezione dei consiglieri.
In attesa di definire il piano-province, continua la corsa contro il
tempo dei ministeri per allestire entro il 31 maggio i singoli programmi
di razionalizzazione della prima fase di spending review,
che dovrà garantire 4,2 miliardi di risparmi per rinviare il previsto
aumento autunnale dell'Iva. «Rinviare l'aumento dell'Iva previsto a
ottobre è un impegno politico del governo. E noi abbiamo comprato
tempo», ha detto il ministro Giarda aggiungendo ironicamente: «Leggete
bene le carte», il commissario Enrico Bondi «è un mio dipendente».
Nella cosiddetta prima fase potrebbero essere anticipate anche alcune
misure da collocare nel secondo pacchetto di interventi (quello per il
biennio 2013-14). A partire dalla soppressione di almeno cinque
dipartimenti della Presidenza del Consiglio (nel mirino, tra gli altri,
gioventù, programmazione e sviluppo economico), da accorpare ad altri
dicasteri o da eliminare del tutto. Gli stessi dicasteri dovrebbero
provvedere in molti casi alla riduzione dei dipartimenti interni e delle
direzioni generali. Con la fase due della spending review dovrebbe
scattare anche il restyling del super-ministero dello Sviluppo e di
quello delle Infrastrutture.
Parallelamente scatterà il programma di razionalizzazione immobiliare: scure sugli affitti e riduzione del numero di uffici in uso a strutture centrali e locali. Tutta l'operazione dovrà amalgamarsi con il piano al quale sta lavorando da tempo il ministro Patroni Griffi: giro di vite sugli enti inutili, nuova stretta sulle auto blu, freno al personale statale "comandato" presso altre amministrazione e piano-taglia oneri burocratico a carico degli stessi uffici pubblici.
Parallelamente scatterà il programma di razionalizzazione immobiliare: scure sugli affitti e riduzione del numero di uffici in uso a strutture centrali e locali. Tutta l'operazione dovrà amalgamarsi con il piano al quale sta lavorando da tempo il ministro Patroni Griffi: giro di vite sugli enti inutili, nuova stretta sulle auto blu, freno al personale statale "comandato" presso altre amministrazione e piano-taglia oneri burocratico a carico degli stessi uffici pubblici.
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