A cura di Claudio Bongiovanni e Valter Giordano,
link diretto all'articolo tratto dal sole24ore.it
Il decreto che riorganizzava le province italiane non sarà convertito
in legge. E' quanto è emerso dalla seduta della commissione Affari
costituzionali che si è tenuta questa sera, preceduta da una riunione
ristretta dal presidente di commissione Carlo Vizzini, il ministro per i
Rapporti con il Parlamento Piero Giarda, il ministro della Pubblica
amministrazione Filippo Patroni Griffi e il sottosegretario Antonio
Maraschini.
Commissione e governo hanno preso atto della quantità di emendamenti e
subemendamenti presentati al provvedimento e hanno ritenuto che non
fosse possibile approdare in aula domani pomeriggio come stabilito dal
calendario del Senato. "Il destino di questi mesi è di perdere occasioni
importanti - ha commentato Vizzini - è stato fatto uno sforzo per
trovare le condizioni complessive per approvare questo provvedimento
atteso ma non è andato a buon fine".
"Il governo - ha commentato Patroni Griffi - ha fatto
quello che poteva. Oggi ha preso atto della situazione". A questo punto
sarà necessario probabilmente escogitare una norma che coordini le
disposizioni sulle province previste dal decreto salva Italia e dalla
spending review. Ma sulla possibilità che questa norma sia inserita
nella legge di stabilità Patroni Griffi non risponde: "Probabilmente ci
sarà qualche intervento del governo ma ora non so rispondere".
Per il senatore dell'Idv Pancho Pardi non c'è possibilità di convertire il decreto soprattutto "per l'enorme quantità di emendamenti presentati dal centrodestra" ma il capogruppo del Pdl in commissione Gabriele Boscetto si difende: "C'erano tutta una serie di situazioni che andavano messe a posto e i nostri emendamenti tendevano a metterle a posto, non erano gratuiti".
Tuttavia nel corso della seduta di questa sera sia Boscetto che il senatore della Lega Roberto Calderoli hanno rilevato che il tempo da qui alla fine anticipata della legislatura non fosse sufficiente per convertire in legge il decreto.
"Abbiamo fatto un giro di opinioni - ha raccontato il senatore del Pd Enzo Bianco - alla luce del mutato scenario politico. Nonostante lo sforzo di governo e relatori si è deciso di non continuare e di attendere le valutazioni dei capigruppo domani. Noi non siamo in grado di andare avanti, abbiamo perso una grande opportunità".
Nessun commento:
Posta un commento
posta a rsumembri@gmail.com