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02 dicembre 2012

Riordino delle Province, tutti contro tutti


News sindacali da BESSONE-SCARZELLO-PUNZI-FEA-ROSSO

 
Riordino delle Province, tutti contro tutti
Avellino- Riordino delle Province, nuova tappa in commissione in vista della scadenza del 6 dicembre, data ultima per la presentazione degli emendamenti. «Le Province chiedono a gran voce una prova di serietà e di coerenza. E’ chiaro a tutti, perfino al Governo, che ci sono molti nodi su cui è necessario intervenire». Il presidente dell’Unione delle Province d’Italia, Antonio Saitta, nel corso di un’audizione in Commissione Affari Costituzionali del Senato sul decreto legge 188 di riordino delle Province e Città Metropolitane.

 «Chiediamo al Parlamento di trovare le soluzioni opportune, migliorando il decreto sul riordino in modo che sia più rispettoso delle prerogative espresse dalle comunità locali. Opportunamente modificato, il decreto dovrà essere approvato, o si rischia di innescare nuovo caos. Il Parlamento deve intervenire sul testo del Governo, modificando alcune delle questioni che per i territori restano dirimenti, a partire da alcuni accorpamenti troppo forzati che stanno creando grosse difficoltà nelle comunità, dalle norme che cancellano i livelli democratici eletti, che non riteniamo ammissibili, fino al chiarimento delle funzioni attribuite alle Province».

 «Ribadiamo al Parlamento l’assoluta necessità di procedere con urgenza all'approvazione del decreto di riordino delle Province e di definizione delle città metropolitane», incalza l’Anci. Si dice ottimista Enzo Bianco, relatore per il Pd in Commissione Affari Costituzionali al Senato del decreto legge 188 sulle Province, al termine dell’audizione di Province, Comuni e Regioni. Sul fronte delle pregiudiziali di costituzionalità, che potrebbero essere ripresentate nell’aula di Palazzo Madama da Pdl e Lega, Bianco ha spiegato che «ciò potrebbe accadere soltanto se non venissero ascoltate alcune loro richieste, di cui però ci si sta già occupando».


Giudizio positivo infine sull’audizione. «Abbiamo ascoltato con interesse le parti e le rimostranze di alcune Province che hanno chiesto di fermare la conversione del decreto, chiedendo anche di rivedere i criteri sulle scelte dei comuni capoluogo, in special modo per quanto riguarda il criterio della scelta dei comuni capoluogo in base al maggior numero di abitanti. Ma la maggior parte di questi problemi non sono insormontabili e possono essere risolti».Sul fronte locale, intanto, il consigliere provinciale Antonio Felice Caputo invita, «anche per controdedurre al recente pronunciamento del Consiglio Provinciale Sannita che, respingendo l’idea del Molisannio, ha auspicato la difesa ad oltranza della città di Benevento quale nuovo capoluogo, di inserire nell’ordine del giorno del consiglio straordinario un deliberato da inviare al ministro competente».

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