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24 febbraio 2011

lettera di un collega

Riceviamo e pubblichiamo:

Non conosco personalmente il consigliere Piermario Giordano della Lega Nord , né conosco il lavoro che fa , sicuramente mi pare di capire, dalle affermazioni riportate dalla RSU, che conosca molto bene la situazione del personale della Provincia, sicuramente disporrà di una buona rete di informatori che anziché consigliarlo di favorire tra i dipendenti un clima di delazione di ben triste memoria e ancora oggi in auge nei migliori regimi, avrebbero già dovuto loro stessi provvedere alla denuncia, con la benedizione del’Amministrazione, o provvedere il consigliere stesso, così attento ai possibili danni creati da questi fantomatici fannulloni alle casse dall’Amministrazione, in quanto è preciso dover di ogni cittadino denunciare fatti o comportamenti illeciti.

Ed è proprio questo comportamento di buon cittadino che dovrebbe ispirare il nostro consigliere appartenente ad una coalizione maggioritaria, non solo provinciale ma regionale e statale, a non fermarsi solo a stigmatizzare i fannulloni dipendenti pubblici, ma tutti coloro che procurano danni ben maggiori alle finanze italiane (vedi i recenti resoconti della Guardia di Finanza anche solo quelli relativi alla Provincia di Cuneo) e chissà che non trovi anche tra i politici (di qualsiasi colore) qualche fannullone che vive con i soldi dei contribuenti.

Come vecchio dipendente provinciale, mi addolora inoltre vedere che in queste affermazioni non si parla minimamente di coinvolgere i dirigenti, veri responsabili e conoscitori dei dipendenti, ma favorire un clima di anarchia delatoria.

Lo inviterei, tramite codesta RSU a non fermarsi ad una visione superficiale e ormai stereotipata dell’impiegato pubblico ma approfondire meglio le ragioni del come e perché alcuni atteggiamenti dei dipendenti possano sembrare non conformi alle regole.

Non mi dispiacerebbe conoscere il consigliere, magari al bar (naturalmente dopo l’orario d’ufficio), perché essendo ottimista di natura, ritengo che certe affermazioni non siano poi così categoriche e trancianti così come riportate, avulse da tutto il contesto della riunione.


Rosso Mauro, nonostante tutto, dipendente provinciale felice.

Lettera alla Presidente

Gent.le Presidente,
le Sue dichiarazioni apparse sugli organi di stampa, riguardo al fatto che in provincia in pratica si lavora un giorno si e un giorno no, hanno generato nei dipendenti e non solo, ancora una volta sconcerto e incredulità.
Non riusciamo a comprendere le motivazioni che L’hanno spinta, ancora una volta, a tali asserzioni. Speriamo che siano dovute a una strumentalizzazione politica volta alla continua ricerca di consensi presso l’opinione pubblica, come già successo a suo tempo.
Citando le parole del liberale Luigi Einaudi “conoscere per deliberare”, Le facciamo presente che a livello europeo, infatti, mentre l’orario lavorativo è pressoché uguale (in Francia 35 ore settimanali), la retribuzione invece, risulta essere tra le più basse rispetto a Francia, Germania e Gran Bretagna (dati Eurispes).
A livello nazionale, precisiamo che i dipendenti degli Enti Locali (Provincie - Comuni) risultano essere i peggio pagati del pubblico impiego; senza contare che per tre anni avranno lo stipendio bloccato con una drastica perdita del potere d’acquisto.
In questo sistema pubblico l’anomalia consiste nel fatto che i politici italiani risultano essere i più pagati a livello europeo.
Ci preme precisare, rispetto al punto in cui Lei dice: “…che il problema non è un giorno in più o in meno …, ma sono i 32 giorni di ferie…”, che i giorni di ferie sono 28 sia nel pubblico che nel privato, e ribadire che il diritto alle ferie annuali, è sancito costituzionalmente, artt. 32 e 36 della Cost.. Le direttive 93/104/CE e 2000/34/CE concernenti l’organizzazione dell’orario di lavoro, hanno previsto un limite legale minimo alla durata delle ferie stabilendo che il lavoratore ha diritto ad un periodo annuale di ferie retribuite non inferiore a 4 settimane e in Italia con il D. Lgs n. 66 del 2003 e s.m.i. (D. Lgs. 213/2004) sono state recepite.
Nelle Sue affermazioni recita “che i contratti nazionali dovrebbero superare questi “finti” privilegi…”. Non si tratta di privilegi, bensì di diritti costituzionali garantiti a tutti i lavoratori pubblici e privati.
Se di privilegi veri e non finti si deve parlare, allora occorre ricordare quelli di cui gode la classe politica italiana. Ma nessuna corrente politica di ambo gli schieramenti (se non con sporadici tentativi che non trovano mai consenso alle Camere) è mai riuscita a portare avanti l’eliminazione degli stessi!
Bisognerebbe far presente che agli inizi della Repubblica le funzioni dei politici erano a titolo gratuito e non certo con lauti stipendi odierni e tanto meno con tutti quei benefici che conservano anche dopo aver cessato dalla carica.
Infine, Sig.ra Presidente, vogliamo ricordarLe che all’interno della Provincia i dipendenti stanno dando il massimo impegno di fronte al continuo aumento delle competenze ed offrono la migliore collaborazione in questa fase difficile dovuta alla riorganizzazione dell’Ente ed in cambio vorrebbero essere rispettati e valorizzati per il servizio reso.
In compenso, vengono adottate dall’Ente scelte che vanno nella direzione opposta, infatti non è stato fatto nessun piano di miglioramento del clima; non sono mai stati definiti i profili professionali e le mansioni; mai equiparati gli stipendi tra le varie categorie (esempio un cantoniere proveniente dall’ANAS guadagna 1.500 € a fronte di un 1000 € percepite da un Cantoniere provinciale); non esiste il rispetto delle relazioni sindacali.
Ribadiamo che con dichiarazioni di questo calibro, non si fa altro che accrescere il clima di demotivazione e insofferenza già presenti all’interno della Provincia.
Riteniamo doveroso un recupero della moralità, dell’onestà e della saggezza, da parte di tutti, e soprattutto da parte della classe politica italiana che ultimamente con i suoi atteggiamenti è riuscita a rendere “normali” condotte che fino a poco tempo fa venivano considerate vergognose.
Cordiali Saluti.
RSU della Provincia di Cuneo

31 gennaio 2011

Approvato decreto contro la magistratura

A cura di Claudio Bongiovanni, Roberto Bessone, Cristina Lavina, Rosanna Giordano, Franco Ferraro. Nicola Garassino, Barra Maurizio.

Anche il ministro Brunetta è in lotta con la magistratura, infatti, la scorsa settimana è stato emanato un decreto per fermare l'operato della magistratura che sta intevenendo ed è intervenuta per condannare quelle amministrazioni dello Stato che applicano la riforma Brunetta in modo illegittimo.
La norma approvata dal governo, vuole fornire un'interpretazione 'autentica' della cosiddetta riforma Brunetta e tenta di stoppare l'operato della Magistratura che giustamente è intervenuta, ed interviene, condannando quelle amministrazioni che applicano illegittimamente la riforma, salvaguardando quindi i diritti dei lavoratori pubblici ed il sistema di relazioni sindacali, sanciti dai contratti nazionali e messi in discussione dalla cosiddetta 'riforma'".
Questa è la fase dell'attacco alle funzioni della Magistratura da parte del Governo, e Brunetta vuole anche mettersi in luce agli occhi del suo capo invece di prendere atto del fallimento della sua legge, messa in discussione dagli stessi colleghi del Ministro che si affrettano a non applicarla e che per ironia della sorte non si applica, come per le altre amministrazioni, allo stesso Ministero della Funzione Pubblica, il Ministro Brunetta si cimenta contro coloro che vorrebbero amministrazioni veramente funzionanti ed efficaci e che forse oggi si interrogano sui risultati della riformetta per fare la rima con il ministro.
Non resta che augurarsi che i successivi passi del provvedimento (le intese, il confronto in Parlamento e il parere della Conferenza delle regioni e delle autonomie locali) blocchino questo provvedimento.

24 gennaio 2011

riorganizzazione dell'Ente

    In data odierna, si è tenuto un incontro di informazione, a seguito di procedura di concertazione, relativo al nuovo organigramma della struttura e al regolamento degli uffici e dei servizi.
    Il nuovo organigramma dell'ente, differente rispetto alla proposta presentata dalla ditta Maggioli, ha sicuramente tenuto conto delle osservazioni tecniche formulate dalla RSU.
    L'esubero di 26 unità all'interno dell'Ente non è più preso in considerazione.
    Nel dettaglio, la riorganizzazione prevede come già preannunciato, l'istituzione di n°3 Direzioni, al di sotto delle quali sono previsti n°14 settori (2 in più della proposta Maggioli) a capo dei quali sono preposti gli attuali dirigenti con l'attuale personale.
    Rimangono confermate tutte le Posizioni Organizzative esistenti, tenuto conto che quelle che si sono rese vacanti negli anni scorsi, non vengono prese in considerazione.
    Dubbi e perplessità rimangono riguardo alle attuali responsabilità di servizio che al momento non sono individuate e probabilmente lasciate alla gestione da parte del dirigente.
    Il Regolamento degli uffici e dei servizi verrà licenziato con alcuni e lievi suggerimenti proposti dalla RSU.
 
       Cordiali Saluti RSU    

PEO

Componenti RSU CISL

Con la data del 31 dicembre 2010 sono state completate le valutazioni per le progressioni economiche orizzontali.
Anche quest’anno, purtroppo, ci sono state lamentele da parte di molti colleghi che si sono visti esclusi dall’attribuzione della PEO.
Un motivo di tale insoddisfazione deriva dal budget esiguo distribuito. Si è verificato infatti che alcuni Settori (quelli con pochi dipendenti) hanno avuto un budget insufficiente per poter attribuire potenzialmente la PEO a qualunque categoria, verificandosi così una netta disparità di trattamento tra i Settori stessi, ma soprattutto l’impossibilità tecnica (e quindi una discriminazione) per alcuni di poter comunque ambire alla PEO.
In ogni caso , per coloro che sono stati premiati, comunichiamo che il probabile pagamento (con decorrenza luglio 2010) avverrà nel mese di febbraio.

Programmato nuovo incontro sindacale

Riorganizzazione e regolamento dei servizi

E’ programmato per lunedì 24 gennaio (pomeriggio) un incontro tra la delegazione di parte pubblica e le OO.SS..

Tema della convocazione, l’informazione che l’Ente di prefigge di fornire in merito:

- alla riorganizzazione in atto
- alla definizione del nuovo regolamento dei servizi

Seguirà apposito post relativo all’esito dell’incontro.

Riforma Brunetta: ...in tanti si defilano!

A cura di Valter Giordano, Claudio Bongiovanni, Cristina Lavina, Maurizio Barra, Nicola Garassino, Franco Ferraro, Rosanna Giordano

Una Riforma, quella Brunetta, che definirla zoppa è ormai un eufemismo: è forse giunta l’ora di ….”sopprimerla”!

Nel nostro Ente, si sa, è divenuta un vero e proprio culto da perseguire con estrema puntualità (vedi post che segue).

In origine la citata riforma doveva essere applicata a tutta la Pubblica Amministrazione.

La riforma Brunetta, sta però, “camin” facendo, perdendo alcuni pezzi.

Non si applica più a tutti quanti.

Alcuni Settori della Pubblica Amministrazione ne sono incredibilmente esclusi.

Pochi sono infatti a conoscenza del fatto che il sistema di premialità voluto dal Ministro della Funzione Pubblica (che in nome della trasparenza nella pubblica amministrazione esclude il 25% dei lavoratori, "fannulloni" per legge a prescindere dal loro rendimento), fin dalla sua origine non coinvolge i lavoratori della Presidenza del Consiglio dei Ministri (e quindi nemmeno quelli della “Funzione Pubblica”), di cui è titolare il Ministro Brunetta.

Ma non è finita qui.

Dal 25 gennaio 2011 entrerà in vigore il Codice dell'amministrazione digitale, pubblicato in Gazzetta Ufficiale lunedì scorso, che estromette anche il Ministero dell'Economia e le Agenzie Fiscali dal sistema meritocratico previsto dalla cosiddetta "Riforma Brunetta".

Per quali ragioni si è avvertita la necessità di esclude dal sistema di valutazione i citati settori? Perché queste disuguaglianze? “Va a finire” che si applicherà solamente agli Enti Locali ed alla Sanità? “Chi vivrà….vedrà”, nel frattempo alzeremo le opportune”barricate”.

Segue post con la proposta del nostro Ente in termini di valutazione della performance organizzativa

La misurazione della nostra performance nei desideri dell'Ente

A cura di Valter Giordano, Claudio Bongiovanni, Cristina Lavina, Maurizio Barra, Nicola Garassino, Franco Ferraro, Rosanna Giordano

Come è noto, il nostro Ente è particolarmente ansioso di varare l’applicazione della riforma Brunetta.

Ecco pertanto i criteri che l’Ente attualmente propone per la differenziazione delle valutazioni (pervenuti a fine dicembre 2010), che dovranno in ogni caso essere discussi.

Cinque sono i “gironi” varati. Ai fini della valutazione della performance organizzativa il personale verrebbe di fatto collocato in ben cinque fasce (dal “girone paradiso a quello dei dannati” - fannulloni per il nostro Ministro Brunetta).

Crediamo fermamente che la riforma Brunetta debba nel nostro Ente, attendere la sua futura concreta ed eventuale applicazione (tale è infatti l'interpretazione prevalente della normativa).

CRITERI PER LA DIFFERENZIAZIONE DELLE VALUTAZIONI

Personale

Livelli di perfomance

Descrizione

Risorse destinate al trattamento accessorio

Punteggi

45% - 20%

Fascia 1

Eccellente

Prestazione ampiamente superiore agli standard.

Manifestazione di comportamenti ben più che soddisfacenti ed esemplari per qualità.

52% - 32%

da 90 a 100/100

30% - 40%

Fascia 2

Buono

Prestazione mediamente superiore agli standard.

Manifestazione di comportamenti stabilmente soddisfacenti.

30% - 40%

da 78 a 89/100

20% - 30%

Fascia 3

Adeguato

Prestazione mediamente in linea con gli standard.

Manifestazione di comportamenti mediamente soddisfacenti.

Nessuna necessità di interventi.

16% - 24%

da 66 a 77/100

5% - 10 %

Fascia 4

MIGLIORABILE

Prestazione solo parzialmente rispondente agli standard.

Manifestazione di comportamenti vicini ai requisiti della posizione.

Necessità di migliorare alcuni aspetti specifici.

2% - 4%

da 30 a 65/100

//

Fascia 5

INADEGUATO

Prestazione non rispondente agli standard.

Manifestazione di comportamenti lontani dal soddisfacimento dei requisiti di base della posizione e punti di debolezza gravi.

0%

minore/uguale 29/100

21 gennaio 2011

Al via la Previdenza Complementare

A cura di Valter Giordano

Notizia a carattere nazionale di cui "pochi ne parlano".

Prende finalmente il via, non senza annosi ritardi, la previdenza complementare per i lavoratori degli Enti Locali e della Sanità. E' stata infatti recentemente annunciata la costituzione del "Fondo Perseo".

Obiettivo primario che si pone è quello di garantire un reddito adeguato (in correlazione con gli anni di versamenti effettuati) a tutti coloro che in futuro cesseranno l'attività lavorativa.

Purtroppo, siamo già alle soglie dell'entrata a regime del cosiddetto sistema contributivo che determinerà una netta riduzione dell'importo della pensione "obbligatoria" erogata a favore di molti lavoratori pubblici.

Come ben sappiamo, il rapporto tra pensione ed ultima retribuzione è drasticamente destinato a diminuire rispetto al precedente sistema retributivo, con una percentuale destinata a raggiungere il 50-60% del valore dell'ultima retribuzione.

Un rischio previdenziale che potrebbe non risparmiare neppure coloro che rientrano nel cosiddetto sistema misto (parte retributivo e parte contributivo).

Cliccando due volte sull'immagine che segue puoi prendere visione dell'articolo redatto sull'argomento dal quotidiano Italia Oggi.


19 gennaio 2011

Nuovo Ingresso RSU

Comunichiamo che è entrata a far parte della RSU Rosanna Giordano (RSU RDB) in sostituzione dell'ex collega Livio Sciolla, da poco trasferitosi presso altro Ente grazie all'istituto della mobilità volontaria.
Un benvenuto ed un augurio di buon lavoro a Rosanna
Un sincero ringraziamento a Livio, esempio di correttezza e di lealtà.

15 dicembre 2010

Ci riprova ! "Farsa" di un nuovo ricorso annunciato

Negli scorsi giorni il segretario del CSA è purtroppo nuovamente assunto alle cronache sindacali dell'ente. Apposito post da noi redatto "continuano ...le legnate" ha illustrato il suo operato. Non pago, ha deciso, in questi giorni, di tenere delle assemblee presso i centri per l'impiego, ovviamente proseguendo con la sua nota linea, che è quella di evitare di tenere assemblee che mettano fianco a fianco agenti stradali ed impiegati dei centri per l'impiego (in caso contrario "il gioco" non funziona). Pur relegato a tavoli di contrattazione separati a lui esclusivamente riservati, è riuscito a "SPACCIARE" l'idea che la RSU, nell'approvare il contratto integrativo aziendale 2010 SI SIA OPPOSTA a riconoscere l'indennità di sportello a favore dei dipendenti dei centri per l'impiego. Ma chi se l'è bevuta? Tutto ciò è semplicemente irrealistico e completamente FALSO.
Per poter erogare tale indennità a favore del personale dei centri dell'impiego erano nel complesso necessari c.a. € 35/40.000, somma che mai l'ente ha messo a disposizione del sindacato(infatti nonostante la richiesta avanzata dalla RSU, E NON DAL SEGRETARIO DEL CSA, l’ente ha risposto di non aver i soldi necessari). I dati finanziari, possono ancor oggi essere verificati in quanto piu' volte oggetto di appositi comunicati sindacali. Si dice che ora il segretario CSA ne abbia studiata "una delle sue", l’ennesima. Parrebbe aver promesso a tutti gli iscritti CSA ed a tutti coloro che aderiranno, un nuovo ricorso contro l'Ente per ottenere, a favore del personale dei centri per l'impiego, l’ indennità di sportello relativa all'anno 2010. Il" raccolto" (tessere) pare essere stato copioso. Ma alcuni, fortunatamente, non "l'hanno bevuta".E dire che da tempo invochiamo serietà da parte di tutti. Lo impone peraltro il difficile momento sindacale che viviamo. Se tutto ciò che si dice è veritiero non possiamo che essere allibiti. Chi si inventa e propone nuovi ed irrealistici ricorsi (neppure la matematica lo aiuta), dovrebbe , come minimo, avere il semplice pudore di non sottoscrivere il contratto integrativo aziendale 2010 (tanto più che è valido anche senza la sua firma).L'incredibile è che:
- prima (in ordine di tempo, ovvero negli scorsi giorni) parrebbe aver dichiarato di esser pronto a presentare un nuovo ricorso contro l'ente per ottenere l'indennità di sportello (disagio) a favore del personale dei centri per l'impiego
- successivamente, mercoledì 15 dicembre, ha personalmente firmato il nuovo contratto integrativo 2010.
DOV'E' LA COERENZA? PERCHE' ACCUSARE SEMPRE QUALCUNO?
PERCHE' HA FIRMATO ?
Ci pare tutto questo, un modo scorretto di agire.
Alla luce di quanto sopra esposto, la RSU sta valutando la possibilità di un azione legale nei confronti del Segretario CSA per diffamazione.

14 dicembre 2010

Lettera su nuovo regolamento di organizzazione degli uffici e dei servizi


R.S.U. AZIENDALE
PROVINCIA DI CUNEO

Cuneo, 13/12/2010

Prot. n. 26/2010.

Al Presidente della Provincia

Al Segretario Generale

Al Dirigente Settore Personale

Oggetto: Nuovo regolamento di organizzazione degli uffici e dei servizi

In riferimento alla seduta di concertazione che si tiene in data odierna, le scriventi segreterie sindacali CGIL, CISL, UIL, RDB e la RSU ritengono propedeutico all'avvio dei lavori la consegna della documentazione degli atti di organizzazione così come specificato con lettera di prot. n°0090159/2010 del 09/12/2010.

Parallelamente è altresì indispensabile la consegna del materiale inerente la descrizione del contenuto descrittivo dei profili professionali esistenti in Provincia che ha già trovato concreta applicazione nei confronti del personale agenti stradali e capi cantonieri.

Si rimane pertanto in attesa dell'inoltro della documentazione richiesta al fine di poter riprendere, con le debite conoscenze, la fase di concertazione del regolamento di organizzazione degli uffici e dei servizi.

Distinti Saluti

Cuneo, 13/12/2010

OO.SS. CGIL FIRMATO

CISL FIRMATO

UIL FIRMATO

RDB FIRMATO

RSU FIRMATO (14 SU 15 COMPONENTI)


13 dicembre 2010

REBUS "3x2"

A cura di Valter Giordano, Claudio Bongiovanni, Cristina Lavina, Maurizio Barra, Nicola Garassino, Franco Ferraro e Livio Sciolla

REBUS ……….3 X 2

Non una “poltrona” per due, ma due “poltrone” per tre ?

Non è ancora “decollato” che già il piano di riorganizzazione dell’Ente pare in fase di “atterraggio”. Si mormora infatti che già sia a rischio… la possibile nomina di uno dei tre “Capi Area” (collegata alla stipula di un contratto dirigenziale a tempo determinato).

Quale il problema? L’estensione agli Enti Locali delle nuove disposizioni sugli incarichi dirigenziali a tempo determinato introdotte con la riforma Brunetta e la determinazione del numero di dirigenti a tempo determinato che l’Ente può annoverare (sentenze Corte Costituzionale del 12/11/2010 n. 324, e della Corte dei Conti - Sezione Regionale di controllo per il Veneto, Deliberazione del 15 novembre 2010).

In estrema sintesi, parrebbe ora che dato il numero totale di dirigenti a tempo indeterminato previsto dalla dotazione organica di ogni ente, occorra applicare una percentuale definita (8-10%) per determinare l’esatto numero di contratti a tempo determinato che l’ente può sottoscrivere (nel nostro Ente la matematica ci porta ad ottenere il numero di due).

Considerato che due dirigenze a tempo determinato già sono state affidate, come si potrà procedere ora all’assunzione esterno di un terzo nuovo dirigente con contratto a tempo determinato? Che farà il nostro Ente?

La soluzione parrebbe ovvia: o si sacrifica uno dei due attuali dirigenti a tempo determinato o si rinuncia ad effettuare una nuova assunzione dirigenziale esterna, salvo altre …..nuove future sentenze ed interpretazioni.

Segnaliamo infine come della suddetta percentuale di calcolo, essenziale per stabilire il numero di dirigenze a tempo determinato affidabili dall’ente, non vi sia traccia in seno al nuovo regolamento di organizzazione dei servizi che ci è stato recentemente inviato dall’amministrazione e che come segnalato sarà oggetto di concertazione sindacale.

RSU IN CARICA FINO AL PROSSIMO RINNOVO ELETTORALE

A cura di Valter Giordano, Claudio Bongiovanni, Cristina Lavina, Maurizio Barra, Nicola Garassino, Franco Ferraro e Livio Sciolla

Come è noto la RSU avrebbe dovuto “scadere” il 30/11/2010.

Ribadiamo a tutti quanti i colleghi la nostra espressa volontà di poter al più presto rieleggere la nuova RSU alla luce del mutato quadro nazionale (riferimento all’ultimo triennio) che ha visto l’emanazione di numerose "pesanti" leggi che hanno minato il comparto pubblico ed i nostri diritti.

Con nota del 26 novembre 2010 l’ARAN ha ribadito che le RSU non decadono (la fatidica data era fissata al 30/11/2010) e proseguono nello svolgimento delle loro funzioni fino al prossimo rinnovo elettorale mantenendo invariate tutte le prerogative alle stesse riconosciute dalle disposizioni contrattuale e legislative vigenti.

Grava infatti “sul tutto” la definizione dell’Accordo quadro sulla definizione dei nuovi comparti ed Aree di Rappresentanza a livello nazionale.

11 dicembre 2010

Riorganizzazione: necessaria chiarezza - accesso agli atti

R.S.U. AZIENDALE

PROVINCIA DI CUNEO


Cuneo lì 09/12/2010

Prot. n...../2010


Al Presidente della Provincia di Cuneo


All'Assessore al Personale


Ai componenti del Nucleo di Valutazione

Ai Consiglieri Provinciali

Oggetto: richiesta accesso atti.


Come è noto, in data 29 novembre 2009 è stato presentato lo studio di riorganizzazione redatto dalla ditta Maggioli, un documento che a nostro parere contiene non poche "ombre" ed incongruenze. Dubbi e perplessità sono particolarmente numerosi, riferiti sia al dimensionamento degli organici (n. 26 potenziali esuberi) che ai centri di responsabilità.

Uno studio, quello redatto, che emette dei verdetti precisi, che certamente si fonda sulla ricostruzione della mappa dei processi reali presenti nell'ente.


Tale mappa implica, necessariamente, il censimento di tutti quanti gli aspetti che concorrono a definire la prestazione complessiva di ogni singolo processo e sotto processo presente nell'ente. Ciò avviene in termini di costo, tempo, qualità del servizio, adeguatezza alle politiche pubbliche che guidano l'azione dell'amministrazione, con l'individuazione di parametri legati all'efficienza (ad es. in termini di risorse umane utilizzate, di materiali impiegati ecc.), all'efficacia ed alla trasparenza (anche in termini di accesso agli atti).

Riteniamo che lo studio di riorganizzazione presentato debba necessariamente individuare le indispensabili fasi in cui si articolano i vari processi presenti nell'ente (non ne troviamo però traccia).


L'individuazione delle competenze professionali richieste alle risorse umane impiegate nelle singole fasi di ogni processo (associate al possesso di determinati profili professionali ed all'appartenenza a specifiche categorie B, C e D) completano il quadro degli elementi ritenuti necessari per varare ogni riorganizzazione del lavoro.

Nel nostro caso, la riorganizzazione, così come prospettata risulta talmente precisa e puntuale che non si limita a specificare l'esubero complessivo di ben n. 26 unità di personale. Si spinge ben oltre, individuando perfino, all'interno dei vari settori provinciali perfino, la specifica tipologia di lavoratore in esubero: n.3 unità appartenenti alla categoria D, 9 alla cat. C e 14 alla cat. B.


Parimenti, la possibile riduzione dei centri di responsabilità prospettata dallo studio non evidenzia i necessari ed indispensabili criteri posti dall'ente a fondamento dell'istituzione, mantenimento e soppressione dei suddetti centri di responsabilità (anche in termini di servizi). La valutazione da parte delle OO.SS. della mappa/censimento delle funzioni e delle responsabilità attribuite tuttora dall'ente ai vigenti titolari di Posizione Organizzativa ed vari responsabili dei servizi si rende pertanto estremamente necessaria.


Nell'ottica della trasparenza operativa che ogni Pubblica Amministrazione deve fornire, si richiede pertanto l'inoltro di copia della seguente documentazione:


- Mappa dei processi produttivi presenti nell'ente completa dell'individuazione delle varie fasi che li compongono e del dettaglio delle competenze richieste al personale dipendente impiegato nel singolo output produttivo (Individuazione profilo professionale e categoria d'appartenenza B, C e D);


- Copia dei singoli dati/modelli di attribuzione funzioni e responsabilità conferiti ai titolari di Posizione Organizzativa redatti dall'ente e dal dirigente di riferimento, riferiti al momento dell'istituzione e/o dell'affidamento della titolarità, anche quale imprescindibile elemento per la verifica della corretta applicazione della determinazione del valore economico (determinato dal Nucleo di valutazione sulla base di apposita scheda redatta dal dirigente di reiferimento) delle singole P.O.;


- Copia della mappa delle funzioni e delle responsabilità attribuite ai titolari di posizione organizzativa ed ai responsabili di servizio con riferimento alla data del 23 settembre 2009 (momento di presentazione dello studio di riorganizzazione). Ciò costituirà fondamento per evitare possibili futuri contenziosi in tema di mutamenti di mansioni alla luce delle professionalità finora acquisite.


Nelle more della consegna della documentazione richiesta si richiede il blocco immediato di ogni eventuale processo di mobilità forzata delle 26 unità di personale individuate dallo studio in presunto esubero. Si rimane altresì in attesa del pronto avvio del tavolo di concertazione in merito alla definizione del nuovo regolamento di organizzazione (recentemente inviatoci a titolo di semplice informazione), considerato che la disciplina della mobilità interna del personale dipendente ne costituisce parte integrante.


Cordiali saluti


SEGRETERIE SINDACALI:


CGIL CISL UIL RDB

D. Botta S. Giordanengo La Motta


RSU

Collega "segnala" la RSU al Garante per la Privacy.

Come tutti i colleghi ben sanno, la RSU vive un difficilissimo momento sindacale. Siamo infatti quotidianamente impegnati a fronteggiare le più svariate "sorprese" programmate dall'ente (approvazione nuovo regolamento dei servizi, riorganizzazione, mobilità ecc.).

Ci spiace ora dover constatare come le nostre energie debbano essere anche destinate a fronteggiare improvvisi contenziosi generati da coloro che rappresentiamo.

E' con profonda sorpresa ed amarezza che abbiamo appreso che un nostro collega si è direttamente rivolto al Garante della Privacy (tramite l'invio di una e-mail) lamentando il fatto che riceve le nostre e-mail nonostante abbia, da pochi giorni, posto il proprio diniego alla ricezione.

Evidenziamo come la RSU abbia scritto più volte al collega , assicurandolo che entro pochi giorni il problema sarebbe stato tecnicamente risolto, ma non è stato sufficiente.

Ricordiamo che per l'invio dell'e-mail la RSU, inseriva semplicemente tra i destinatari il gruppo "dipendenti" e tutti quanti ricevevano automaticamente l'e-mail della RSU. Ora siamo stati costretti a richiedere un nuovo gruppo di invio, con l'esclusione del collega che ha fatto la segnalazione al Garante della Privacy.

Come risultato finale, tutto ciò comporterà un nuovo costante lavoro di aggiornamento dati, con inserimento dei nominativi dei nuovi colleghi e con esclusione di coloro che lasciano l'ente o che non desiderano ricevere le nostre e-mail (pregasi segnalarlo).

RSU

Contratto integrativo 2010 - Riassunto Assemblea parte 1°

ASSEMBLEA DEI DIPENDENTI DEL 25 NOVEMBRE 2010

TITOLO: “TRASPARENZA SINDACALE E PROPOSTA DI DISTRIBUZIONE DELLE RISORSE DEL FONDO INCENTIVANTE”

Sintesi redatta da Valter Giordano. (costituita da n. 3 parti)

Innanzitutto un ringraziamento ai c.a. 260 partecipanti all’assemblea.

Questa breve sintesi è redatta al fine di consentire a tutti quanti i colleghi di poter prendere visione dei dati e delle principali considerazioni emerse.

Ricordo come il Contratto integrativo aziendale 2010 sia stato approvato dall’assemblea non senza molte astensioni.

Il presente lavoro di compone di tre parti che saranno oggetto di differnti post.

PARTE PRIMA: CLIMA E RISORSE DEL FONDO INCENTIVANTE LA PRODUTTIVITA’. IPOTESI DI CONTRATTO INTEGRATIVO 2010.

Clima aziendale. Tutti quanti i sindacalisi presenti hanno concordato che si registra un pessimo clima (vi è stato un giro di opinioni personali).

Ricordo che sul tema del miglioramento del clima la rsu ha inviato all'ente apposita richiesta di varo di un progetto specifico.

Ho quindi presentato delle specifiche tabelle riepilogative dei dati in nostro possesso, che ho redatto per facilitare a tutti quanti la comprensione dei numeri esposti.

RISORSE ED ISTITUTI CONTRATTUALI

La prima tabella che segue illustra la costante riduzione del fondo incentivante la produttività di questi ultimi anni. Rispetto allo scorso anno il “taglio” di risorse è infatti pari a c.a. € 200.000,00. Un trend di riduzione che pare inarrestabile.

RISORSE DISPONIBILI (clicca sull'immaine per leggere i dati)









La tabella che segue illustra la distribuzione delle risorse tra i vari istituti contrattuali. Da notare come la quota vincolata al finanziamento delle progressioni orizzontali sia alquanto elevata (c.a. 1/3 del fondo). La somma stanziata per il raggiungimento obiettivi risulta invece bassa (24%) a confronto con altri enti.

DISTRIBUZIONE RISORSE TRA GLI ISTITUTI CONTRATTUALI

clicca sull'immagine per leggere i dati














PROGRESSIONI ORIZZONTALI


clicca sulla tabella per leggere i dati








Per quanto attiene le progressioni orizzontali si è raggiunto un compromesso tra quanto richiesto dal sindacato (c.a. € 105.000, pari a c.a. un 20% di progressioni) e quanto concesso dall’ente (74.000,00).

Ricordo che l’ente inizialmente offriva c.a. € 50.000,00.

Tutti quanti i partecipanti all’assemblea sono stati concordi nel ritenere inacettabile (rispetto alle originarie previsioni sindacali datate 2008’) che un congruo numero di colleghi non possa affatto ottenere i benefici della progressione orizzontale al termine della prospettata terza selezione.

Tutto ciò senza poter contare su tempi e finanziamenti certi per poterla in futuro ottenere (ciò ha generato un alto numero di astensioni nell’approvazione del contratto annuale).

E’ stato ricordato come il progetto originario redatto dalla rsu, prevedeva, tra l’altro:

- progressione orizzontale per tutti quanti i dipendenti, da realizzarsi entro il 2011.

- mantenimento per gli appartenenti alla cat. B e C di € 1.150 pro capite a titolo di produttività legata al raggiungimento obiettivi (in caso contrario essendo differente l’ammontar dello scatto percepito tra le differenti categorie, specie a favore della cat. D, si sarebbe corso il rischio, in futuro, di ridurre la quota annualmente erogata per la produttività legata al raggiungimento obiettivi)

- specifici progetto obiettivo erano previsti a favore di coloro che già risultavano apicali all’interno della propria categoria di appartenenza.

- il finanziamento parziale, da parte dei titolari di P.O., della progressione orizzontale ottenuta

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10 dicembre 2010

continuano ......le "legnate"!

Dopo il clima di incertezza scatenato dall'Ente a seguito della proposta di riorganizzazione, che potrebbe incidere sulla professionalità dei dipendenti e dar luogo alla mobilità, ecco altre due pesanti tegole: la proposta di un nuovo regolamento di organizzazione degli uffici e dei servizi, e l'ordine di servizio per il personale addetto alla viabilità: il contenuto del primo documento è ritenuto in gran parte inaccettabile e anche in contrasto con i diritti dei lavoratori e con le norme contrattuali; il secondo, anch'esso inaccettabile per la definizione delle mansioni e delle responsabilità previste per i cantonieri e capi cantonieri, non è stato neppure concertato con le OO.SS.

Per questi motivi le segreterie sindacali CGIL – CISL - UIL - RDB e la RSU in data 07.12.2010 hanno richiesto un incontro di concertazione che l'Amministrazione ha fissato per il 09.12.2010; la comunicazione giunta nella stessa mattinata del 9 dicembre, non ha dato il tempo necessario per poterci organizzare con le OO.SS.. Conseguentemente abbiamo richiesto un rinvio della seduta da tenersi la prossima settimana.

Nonostante quanto sopra, la riunione si è comunque tenuta con il CSA, che a suo tempo non aveva neppure richiesto l'incontro in tema di riorganizzazione.

Spiace dover evidenziare la completa cecità del segretario del CSA che ha giudicato, a differenza nostra, positiva la proposta di regolamento presentata dall'Ente, inviando ai soli cantonieri, il comunicato che testualmente riportiamo:

"cari colleghi; ieri alle 17,00 all'incontro di concertazione relativo al "regolamento di organizzazione degli uffici e dei servizi" le organizzazioni sindacali territoriali cigl, cisl, uil e le rsu non si sono presentate. Il CSA territoriale era presente per l'Amministrazione erano presenti il dott.xxxx (dir. personale) e la Dott.ssa xxxx (segr. generale). Sono stati illustrati i punti salienti del suddetto regolamento che nel suo insieme non presenta, a pare nostro, anomalie anzi chiarisce i vari istituti regolatori dell'attività interna dell'Ente.(logicamente andrà in vigore dopo la sua approvazione) nelle prossime settimane vi illustrerò il contenuto che risulta interessante al titolo IV "organizzazione e gestione del personale". Anticipo che la discussione è stata profiqua, secondo me anche sul piano relazionale, in special modo con la Segretaria Generale dott.ssa xxxxxxxx di cui abbiamo apprezzato nel modo di porsi, la competenza e la schiettezza nel esternare le propie convinzioni. A presto saluti sinceri a tutti

il segretario CSA yyyyyy "

Ci chiediamo: Con quali competenze giudica il documento? E ……da che parte sta?

Ma ci rendiamo conto di ciò che condivide il segretario CSA? Condivide la riorganizzazione e quindi la mobilità e gli esuberi!

OOSS CGIL CISL UIL RDB

RSU

04 dicembre 2010

Comunicato stampa: riorganizzazione

RIPUBBLICHIAMO IL COMUNICATO STAMPA DEL 2 DICEMBRE 2010 - seguono specifici post relativi:

- mappa esuberi
- grado di soddisfazione percepito - risultati questionario people satisfaction

comunicato stampa:
Nella giornata di lunedì 29 novembre 2010 la Provincia di Cuneo ha presentato i risultati dell'ennesimo studio di riorganizzazione aziendale appaltato dall'Ente (costi che complessivamente raggiungono ormai circa €100.000,00).

Uno studio lacunoso ed impreciso in assenza di obiettivi precisi e che punta solamente sui numeri, tutti quanti nel segno, ovviamente negativo:


- Introduce il pericoloso concetto di eventuale privatizzazione di gran parte del settore viabilità.


- Denuncia che vi è un potenziale soprannumero di personale dipendente quantificabile in n.26 unità (su un totale di 750, già ridotti di 100 unità con la gestione Costa).


- Riduce le Aree Organizzative da cinque a tre.


- Riduce i centri di responsabilità tra i funzionari provinciali (circa n. 20).


Evidenziamo come la Provincia di Cuneo abbia un dato inequivocabilmente positivo: il rapporto tra spese di personale e spese correnti si attesta al di sotto del 19%, dato che colloca l'ente tra le prime dieci province d'Italia.


La ditta Maggioli che ha redatto lo studio di riorganizzazione rileva un indice di soddisfazione dei dipendenti pari a 5,4/10 punti (la media nazionale si attesta a 6,8/10), con un profondo stato di demotivazione e di rassegnazione.

Ma nonostante ciò, il dovere civico dei dipendenti è altissimo (pochissime sono le assenze per malattia).


Negli anni scorsi, con l'Amministrazione Costa, l'obiettivo era di ridurre la forza lavoro in cambio di un accrescimento della produttività dell'Ente. Questo avveniva distribuendo le medesime risorse disponibili del fondo incentivante tra un numero inferiore di dipendenti con l'inevitabile crescita individuale generalizzata riferita alla distribuzione del salario accessorio.


Ora tutto ciò non solo non viene più predicato ma è stato cancellato; infatti molti compensi percepiti dal personale provinciale sono stati tagliati (es. progetti Obiettivo collegati con il pagamento di quote della produttività individuale ed incentivi per l’utilizzo dei mezzi pubblici) ed i risparmi di spesa ottenuti sono stati dall’Ente utilizzati per l'affidamento di prestazioni e servizi inerenti i lavori che potevano essere eseguiti internamente.


Lo studio presentato confronta dati statistici che non sono affatto omogenei.

Anziché esaminare prioritariamente la situazione delle Province Piemontesi, riporta dati confrontati con quattro Province sparse in Italia.


Non identifica i processi chiave per il perseguimento degli obiettivi strategici dell'Ente, non rileva i benefici diretti per il cittadino, né i risparmi di spesa o crescita di efficienza, ma si basa semplicemente su dati numerici.


E' assente la mappa dei processi organizzativi reali, la definizione delle metriche della prestazione di ogni singolo processo nonché la misura degli scostamenti tra obiettivi strategici e situazione attuale.


Non identifica soprattutto le mansioni né i profili professionali necessari per ogni fase dei processi produttivi.


Lo studio di riorganizzazione prevede perfino, come già sopra riportato, un'ipotesi di aziendalizzazione (privatizzazione di fatto) di parte del settore Viabilità. Ricordiamo come sul tema, la Presidente Gancia abbia sempre rassicurato la RSU e le Organizzazioni sindacali che le voci di privatizzazione erano del tutto infondate.


Il numero di 26 unità di personale in esubero nell'ente è di per sé assai contestabile. Come già riferito, molti servizi appaltati all’esterno, potrebbero essere svolti dal personale interno. Il dato inoltre, non risulta attendibile in quanto non considera i pensionamenti dei dipendenti intervenuti nel corso dell’anno che già di per sé annullano il presunto dato di esubero.


Spiace che l'ente, anziché programmare percorsi di crescita professionale per i dipendenti, preferisca ricorrere al probabile affidamento di una nuova dirigenza a favore di un tecnico esterno professionalmente preparato, (che si vocifera già in pensione) anziché bandire una procedura concorsuale.

Ciò blocca inesorabilmente la crescita e le possibile aspirazioni di oltre 150 funzionari attualmente in servizio presso l’ente che già vedono drasticamente ridurre i centri di responsabilità.


In conclusione, riteniamo che a seguito della suddetta proposta di riorganizzazione, non possa che inevitabilmente aumentare il livello di demotivazione dei dipendenti provinciali, già ora particolarmente negativo.


Pare di trovarci di fronte all’ennesimo tentativo di riorganizzazione che potrebbe sfociare nella disorganizzazione.


A Riguardo gli scriventi si rendono disponibili ad un confronto sul miglioramento della proposta di riorganizzazione, solamente a seguito di obiettivi ben definiti da parte dell’Ente.


Evidenziamo come la RSU sia giunta, dopo molti mesi di contrattazione a stipulare il Contratto Integrativo Aziendale riferito all’anno 2010. Ciò è avvenuto dopo l’approvazione dei dipendenti nel corso dell’assemblea del 25/11/2010 (contando però, una larga astensione dei partecipanti al voto).


La firma di tale contratto è quindi avvenuta (di fatto senza possibilità di contrattazione) grazie alla forte assunzione di responsabilità della RSU e della massima disponibilità dei dipendenti a fronte della situazione di crisi in atto.”


OO.SS. CGIL, CISL, RDB.

RSU Provincia di CuneO