RSU CGIL: Claudio Bongiovanni, Valter Giordano, Guido Marino, Paolo Armando e Franco Ferraro
Da il sole 24 ore
Patroni Griffi: restano 40 province e dieci grandi città
L'esito generale della riorganizzazione delle Province, ha spiegato il ministro della Pubblica amministrazione, Filippo Patroni Griffi nel corso della conferenza stampa al termine del Consiglio dei ministri - «porterà a un numero, con qualche unità di approssimazione, intorno alle 40 Province e alle 10 città metropolitane». Il riordino delle Province, ha aggiunto, «deve avvenire con legge dello Stato e per i tempi conteremmo di concludere la normativa entro l'anno. Questo significa avere maggiore elasticità sui tempi intermedi, visto che la riforma incide fortemente sul territorio».
Il premier: il contagio è in corso, non da oggi
Il contagio è in corso, non da oggi. Lo ha ricordato il premier Mario Monti nella conferenza stampa successiva al consiglio dei ministri. «Non abbiamo nessuna intenzione di fare nuove manovre - ha chiarito - . Siamo sulla via programmata per il conseguimento degli obiettivi di bilancio. Non vi é l'esigenza di nuove manovre». Il Professore ha poi aggiunto: «dobbiamo fare di tutto, come stiamo facendo, con grande senso di responsabilità da parte dei cittadini e le forze politiche per uscire dalle difficoltà con le nostre forze». Infine, un messaggio ai partiti: non devono allentare «l'impegno e il ritmo decisionale».
«Con Napolitano non si è discusso del decreto di agosto»
«L'incontro con il Capo dello Stato - ha spiegato il presidente del Consiglio - è stato uno dei periodici incontri che abbiamo in cui riferisco delle attività del governo. Abbiamo parlato delle prospettive della situazione politica non di emergenze finanziare o dl agosto».
«Non vogliamo la patrimoniale»
Patrimoniale, al di sopra dei 250mila euro? «Io non l'ho sentita questa voce - ha risposto Monti -. Non rientra nelle intenzioni, né nei programmi del governo italiano».
«Deluso da andamento spread, pesano incertezze e quadro politico»
Monti non ha nascosto che c'é «delusione» nel Governo «per l'andamento dello spread e quindi dei tassi di interesse». In conferenza stampa il premier ha individuato due ragioni per cui i mercati continuano a penalizzare l'Italia: «le insufficienze nella governance dell'Eurozona», le cui recenti decisioni «devono tradursi in meccanismi operativi» e «l'incertezza del quadro politico» nazionale.
«Confido nel senso di responsabilità dei sindacati»
«C'è una tenuta del sistema sociale - ha poi osservato il Professore - e mi auguro che quel senso di responsabilità che è finora prevalso anche nell'atteggiamento sociale e sindacale, a differenza di quello che stiamo vedendo in altri Paesi come la Spagna, mi auguro possa continuare per non aggravare una situazione complessa».
Nota di palazzo Chigi: le tre ragioni per non accorpare le festività
Il Cdm ha deciso di non procedere all'accorpamento delle festività per tre ragioni. Anzitutto - spiega una nota di palazzo Chigi - perché, secondo le stime della Ragioneria generale, la misura non dà sufficienti garanzie di risparmio. Inoltre, perché a differenza di quanto indicato dal decreto legge del 2011 nella parte in cui fa riferimento a «diffuse prassi europee», non esistono in Europa previsioni normative di livello statale che accorpino le celebrazioni nazionali e le festività dei Santi Patroni. In alcuni Paesi (ad esempio la Germania, l'Austria e la Spagna) - rileva la nota del Governo - la celebrazione delle festività dei Santi Patroni rientra nell'autonoma determinazione delle autorità locali che le fanno coincidere col giorno a questi dedicato nel calendario gregoriano. Nei Paesi anglosassoni - ad esempio in Irlanda e in Scozia - i Santi Patroni delle principali città sono riconosciuti e celebrati, con giornate festive stabilite a livello statale. Infine, si è deciso di non procedere all'accorpamento perché l'attuazione della misura nei confronti dei lavoratori privati violerebbe il principio di salvaguardia dell'autonomia contrattuale, con il rischio di aumentare la conflittualità tra lavoratori e datori di lavoro.
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