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19 luglio 2012

Province, si lavora sui ripescaggi

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Province, si lavora sui ripescaggi


GIUSTIZIA E SOCIETA'

Di Francesco Cerisano

Governo e parlamento al lavoro sulla spending review. Il 26 luglio la fiducia al senato

Spunta l'ipotesi dei 2.500 kmq che salverebbe 10 enti

Una manciata di chilometri quadrati potrebbe essere decisiva per decretare la sopravvivenza o la soppressione di una provincia. In attesa di conoscere cosa deciderà in proposito il consiglio dei ministri di domani, l'intenso lavoro di mediazione del governo e del parlamento sulla spending review (il dl 95/2012 è atteso in aula al senato per la questione di fiducia il 26 luglio) è proseguito incessante anche nella giornata di ieri. E mentre da un lato sembra certo che la popolazione minima si attesterà a quota 350 mila abitanti, altrettanto non può dirsi per l'estensione territoriale. Per il momento la soglia di 3.000 kmq sembra comunque l'ipotesi più probabile, ma non è da escludere un abbassamento del tetto a 2.500 kmq. Con l'effetto di salvare una decina di province ora a rischio. A beneficiarne sarebbero soprattutto tre regioni, Campania, Lombardia ed Emilia-Romagna che recupererebbero due province a testa. In Lombardia, dove per il momento sono al sicuro solo Milano e Brescia, sarebbero ripescate Bergamo e Pavia. In Campania, Avellino e Caserta andrebbero a far compagnia a Napoli e Salerno, in Emilia-Romagna, oltre a Bologna e Parma si salverebbero anche Modena e Ferrara. Completano la lista delle possibili ripescate Chieti, Frosinone, Pesaro Urbino e Lecce. Per una manciata di kmq in meno, non riuscirebbero a salvarsi dalla soppressione Taranto, Pisa, Treviso e Trapani.

Quale che sia la lista degli enti destinati a scomparire, per la loro effettiva eliminazione si dovrà ancora attendere. Perché verrà dato più tempo ai consigli delle autonomie locali (rispetto ai 40 giorni dalla definizione dei criteri da parte di palazzo Chigi) per esprimersi. Una loro riunione in fretta e furia ad agosto è apparsa a tutti improbabile. E così il parere slitterà a settembre e con esso tutta la restante tabella di marcia che potrebbe concludersi per fine anno. Nelle dieci province in cui sorgeranno le città metropolitane i comuni potranno scegliere se entrare a far parte dell'area metropolitana o confluire in una provincia contigua. Intanto anche l'Anci si prepara a dare battaglia sul dl 95 con un pacchetto di emendamenti in cui si chiede l'eliminazione del taglio al fondo di riequilibrio e correzioni alla normativa sul pubblico impiego. Per discuterne l'Anci ha chiesto un incontro al presidente del senato Renato Schifani e al ministro Piero Giarda.

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