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20 luglio 2012


RSU CGIL: Claudio Bongiovanni, Valter Giordano, Guido Marino, Paolo Armando e Franco Ferraro

Fonte lettera 43

Addio a 64 province

Si salva chi ha 350 mila abitanti o un'area di 2.500 kmq.

Via 64 Province su 107: dovranno essere accorpate
Nel mirino della spending review sono finite 50 di Regioni a statuto ordinario e 14 di Regioni a statuto speciale.
In base ai criteri definiti venerdì 20 luglio dal Consiglio dei ministri i nuovi enti dovranno avere almeno 350 mila abitanti ed estendersi su una superficie territoriale non inferiore ai 2.500 chilometri quadrati.
NE RESTANO 43. Sono solo 43 le Province destinate a sopravvivere: 26 in Regioni a statuto ordinario, sette in Regioni a statuto speciale e le 10 province delle aree metropolitane che verranno soppresse con la nascita delle città metropolitane entro il primo gennaio 2014.
C'è da ricordare tuttavia che nelle Regioni a Statuto speciale varranno le prerogative previste dai rispettivi Statuti.
In Sardegna, per esempio, la legge costituzionale dell'Isola prevede tre Province: Cagliari, Sassari e Nuoro.
IL FRIULI NON CI STA. In Friuli Venezia Giulia, è il presidente della Provincia di Udine, Pietro Fontanini, a ricordare che «è la Regione che deve decidere sia per quanto riguarda l'estensione sia per ciò che attiene al numero di abitanti». «Ora», ha affermato il presidente dell'Upi, l'Unione delle Province d'Italia, Giuseppe Castiglione «parte un processo di riforma istituzionale dal quale ci auguriamo esca una Italia più efficiente, con una amministrazione più moderna».

La riforma cambierà il volto dell'Italia

In ogni modo la riforma delle Province è destinata a comportare un cambio storico della cartina geografica italiana, con nuovi enti che nasceranno, alcuni anche 'riesumando', o almeno ricordando da vicino, antiche suddivisioni del territorio italiano.
Basti pensare che tra le nuove Province che potrebbero nascere dall'accorpamento di quelle esistenti c'è la Provincia romagnola che riunirebbe Cesena, Forlì, Rimini e Ravenna che sono già al lavoro per un'unica Provincia.
ARRIVA LA 'PROVINCIA DEL GUSTO'. Parma, Piacenza, Modena e Reggio Emilia, invece, potrebbero far parte di una sorta di Provincia del buon gusto capace di riunire tutte le migliori Indicazioni geografiche protette (Igp) del Paese, dal parmigiano al prosciutto, all'aceto.
In alcuni territori il taglio delle attuali Province sarà drastico: basti pensare alla Toscana, dove, delle attuali 10 Province, solo Firenze ha i requisiti non solo per rimanere, ma per trasformarsi in città metropolitana. Le altre nove dovranno accorparsi per dare vita - è probabile - a due nuove amministrazioni provinciali.
LOMBARDIA: RESISTONO IN QUATTRO. In Lombardia, su 12 Province attuali, solo quattro (Milano, Brescia, Bergamo e Pavia) hanno i requisiti per rimanere in vita (Milano si trasformerà in città metropolitana), le altre dovranno in qualche modo accorparsi.
Le nuove Province eserciteranno le competenze in materia ambientale, di trasporto e viabilità; perderanno invece alcune funzioni tra le quali quelle che riguardano il mercato del lavoro e l'edilizia scolastica.

Venerdì, 20 Luglio 2012

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