RSU CGIL a cura di Claudio Bongiovanni, Guido Marino, Valter Giordano, Franco Ferraro.
VENETO: LA REGIONE "TOGLIE" COMPETENZE ALLE PROVINCE
Regione Veneto ha fatto troppo presto i conti con l’abolizione delle
Province?
A considerare la natura di alcuni suoi provvedimenti, tutti
volti a togliere competenze agli enti intermedi, si direbbe di sì. Di
fronte a questa «svolta», però, le amministrazioni provinciali hanno
manifestato la loro contrarietà.
Definito da alcune Province Venete il comportamento della Regione
«censurabile e in palese violazione del principio di leale
collaborazione tra istituzioni»
A scatenare le ire dei presidenti
provinciali del Veneto sono stati, in particolare, quattro provvedimenti: quello con
cui la Regione ha sottratto alle Province i tirocini estivi di
orientamento (delibera dello scorso 6 giugno); quello con cui, sempre la
Regione, ha proposto di trasferire ai Comuni le funzioni provinciali in
materia di cave (ddl del 22 maggio); quindi quello con cui le Province
sono state escluse da ogni competenza in materia di gestione del
servizio idrico integrato (legge regionale 17/2012) e, infine, quello
con cui la Regione ha scelto di procedere senza il coinvolgimento degli
enti intermedi sul documento preliminare del cosiddetto «Piano di
gestione dei rifiuti» (deliberazione di giunta del 2 maggio).
I provvedimenti della
Regione sono destinati ad avere ripercussioni pesanti. «In tema di cave
- viene spiegato -, il disegno toglie l’attività ispettiva di controllo;
quindi c’è la questione dei rifiuti, per cui la gestione passerà ai
singoli Comuni, diventando di fatto ingestibile. Senza dimenticare le
tematiche che riguardano il lavoro e la formazione professionale».
A fronte di tutto ciò una domanda posta da un Presidente di Provincia: "Qualcuno per esempio mi
deve dire dove metterò quelle persone che ora lavorano negli uffici che
si vogliono trasferire».
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