Da tempo, l'indirizzo organizzativo dell'Ente prevede l'impiego, rispetto al recente passato, di un minor numero di dirigenti (con contestuali risparmi di spesa).
Per raggiungere l'obiettivo, l'Ente non è stato lasciato solo. Un grosso aiuto l'hanno forntito i dirigenti stessi.
Ricorderete come molti dirigenti abbiano recentemente preferito e scelto, ed in gran numero, la fatidica agognata pensione al quotidiano lavoro prestato nell'Ente, salvo alcuni stoici lavoratoratori che, avevano ben pensato di unire all'utile (la pensione) , il dilettevole (salario aggiuntivo da incarico retribuito ricevuto post pensione, ovvero erano di fatto usciti "dalla finestra, per immediatamente rientrare dalla porta principale" con un incarico a tempo !).
A suo tempo, le proteste della RSU non mancarano e, grazie agli accorati appelli sindacali, l'Ente pose fine al dilagante "malcostume".
Erano dalla tecnostuttura del tempo, considerati assolutamente indispensabili. Di fatto si sosteneva la tesi di come, nell'Ente, fossero del tutto assenti le professionalità in grado di garantire il servizio prestato dagli ex titolari.
Ma, giorno dopo giorno, riduci e riduci, i dirigenti sono sempre meno numerosi e sopratutto scontenti.
Una prova di tutto ciò è giunta con le polemiche dirigenziali nate a seguito dell 'applicazione del contratto aziendale dirigenziale aziendale, con relativa vivace contestazione manifestata (la Giunta a fronte dell'affidamento di maggiori responsabilità individuali e carichi di lavoro aveva infatti concesso un compenso produttività pari a quello erogato anni addietro, dove il numero di dirigenti era ben maggiore dell'attuale. Quindi, pur la stessa torta era stata tagliata con fette della medesima passata dimensione, senza tener conto che le fette dovevano esser più grandi in quanto a dividere erano un minor numero di "invitati").
E così siamo arrivati ai tempi nostri, con l'annunciata fuga dei Dirigenti, che sta assumendo connotati di una vera e propria emorragia dirigenziale !
Le novità, sul tema, non mancano affatto. C'é chi arriva e subito riparte, chi, narra la leggenda, era convinto dell'investitura dirigenziale e poi aimé, nonostante sponsor vari, ha visto i sogni sfumare all'ultimo istante (ma .....potrebbero riproporsi ora).
Per molti attuali dirigenti vige il motto "meglio altrove, con minori incombenze e minori problemi", il tutto possibilmente condito da una retribuzione più elevata. Per altri, meglio andarsene in luoghi meglio organizzati.
Come cambiano i tempi e velocemente! Fino a pochi anni or sono pareva che tutti quanti i dirigenti in servizio presso Enti esterni, sognassero l'approdo in Provincia !
Ed ora ? Situazione capovolta ! Si sogna l'esodo e l'approdo presso altri lidi !
Ammontano infatti a ben 3 i posti dirigenziali, peraltro tutti quanti ubicati presso l'Area dei servizi alla persona, che, per una ragione, o per un'altra, saranno a breve "liberi". Per non citare quelli lasciati di recente all'Area Agicoltura.
Cosa accadrà ora?
Auspichiamo che la scelta non sia di stampo clientelare.
L'Ente potrebbe optare per:
- una dirigenza affidata ad altro dirigente attualmente in servizio nell'Ente
- una dirigenza con contratto privatistico art. 110 TUEL e a tempo determinato (scelta tra i funzionari attualmente in servizio) che auspichiamo, dovrebbe attuarsi con pubblicazione di avviso selezione (non può andare oltre i 60 giorni dall'insediamento del prossimo mandato Presidenziale)
- l'affidamento temporaneo di mansioni dirigenziali correlate all'emissione dei 3 bandi di concorso relativi alle dirigenze libere (soggiace al pericolo del forzato impiego di dirigenti attualmente collocati in liste di mobilità per esubero ecc.)
- mobilità esterna tramite ricorso alla prestazione di dirigenti attualmente in servizio presso altri enti (chiarmente precluderebbe avanzamenti professionali a cascata sul personale interno)
Ricorderete come molti dirigenti abbiano recentemente preferito e scelto, ed in gran numero, la fatidica agognata pensione al quotidiano lavoro prestato nell'Ente, salvo alcuni stoici lavoratoratori che, avevano ben pensato di unire all'utile (la pensione) , il dilettevole (salario aggiuntivo da incarico retribuito ricevuto post pensione, ovvero erano di fatto usciti "dalla finestra, per immediatamente rientrare dalla porta principale" con un incarico a tempo !).
A suo tempo, le proteste della RSU non mancarano e, grazie agli accorati appelli sindacali, l'Ente pose fine al dilagante "malcostume".
Erano dalla tecnostuttura del tempo, considerati assolutamente indispensabili. Di fatto si sosteneva la tesi di come, nell'Ente, fossero del tutto assenti le professionalità in grado di garantire il servizio prestato dagli ex titolari.
Ma, giorno dopo giorno, riduci e riduci, i dirigenti sono sempre meno numerosi e sopratutto scontenti.
Una prova di tutto ciò è giunta con le polemiche dirigenziali nate a seguito dell 'applicazione del contratto aziendale dirigenziale aziendale, con relativa vivace contestazione manifestata (la Giunta a fronte dell'affidamento di maggiori responsabilità individuali e carichi di lavoro aveva infatti concesso un compenso produttività pari a quello erogato anni addietro, dove il numero di dirigenti era ben maggiore dell'attuale. Quindi, pur la stessa torta era stata tagliata con fette della medesima passata dimensione, senza tener conto che le fette dovevano esser più grandi in quanto a dividere erano un minor numero di "invitati").
E così siamo arrivati ai tempi nostri, con l'annunciata fuga dei Dirigenti, che sta assumendo connotati di una vera e propria emorragia dirigenziale !
Le novità, sul tema, non mancano affatto. C'é chi arriva e subito riparte, chi, narra la leggenda, era convinto dell'investitura dirigenziale e poi aimé, nonostante sponsor vari, ha visto i sogni sfumare all'ultimo istante (ma .....potrebbero riproporsi ora).
Per molti attuali dirigenti vige il motto "meglio altrove, con minori incombenze e minori problemi", il tutto possibilmente condito da una retribuzione più elevata. Per altri, meglio andarsene in luoghi meglio organizzati.
Come cambiano i tempi e velocemente! Fino a pochi anni or sono pareva che tutti quanti i dirigenti in servizio presso Enti esterni, sognassero l'approdo in Provincia !
Ed ora ? Situazione capovolta ! Si sogna l'esodo e l'approdo presso altri lidi !
Ammontano infatti a ben 3 i posti dirigenziali, peraltro tutti quanti ubicati presso l'Area dei servizi alla persona, che, per una ragione, o per un'altra, saranno a breve "liberi". Per non citare quelli lasciati di recente all'Area Agicoltura.
Cosa accadrà ora?
Auspichiamo che la scelta non sia di stampo clientelare.
L'Ente potrebbe optare per:
- una dirigenza affidata ad altro dirigente attualmente in servizio nell'Ente
- una dirigenza con contratto privatistico art. 110 TUEL e a tempo determinato (scelta tra i funzionari attualmente in servizio) che auspichiamo, dovrebbe attuarsi con pubblicazione di avviso selezione (non può andare oltre i 60 giorni dall'insediamento del prossimo mandato Presidenziale)
- l'affidamento temporaneo di mansioni dirigenziali correlate all'emissione dei 3 bandi di concorso relativi alle dirigenze libere (soggiace al pericolo del forzato impiego di dirigenti attualmente collocati in liste di mobilità per esubero ecc.)
- mobilità esterna tramite ricorso alla prestazione di dirigenti attualmente in servizio presso altri enti (chiarmente precluderebbe avanzamenti professionali a cascata sul personale interno)
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