Non si arresta l'onda che colpisce il pubblico impiego. Ormai è di moda, ed usuale da parte di tutti, "parlare di fannulloni" nella Pubblica Amministrazione.
Nel "giro" di pochi giorni giungerà in Aula al Senato il ddl 847 un'opera realizzata dal ministro Brunetta che delega il Governo a modificare la disciplina relativa al rapporto di lavoro dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni, allo scopo di ottimizzare la produttività del lavoro.
Credevamo tutti che il "tiro all'inerme piccione" fosse una esclusiva prerogativa del Ministro e dell'attuale coalizione di governo. Sbagliavamo !
Pure l'attuale opposizione di governo non non fa nulla per difenderci !
A titolo esemplificativo dobbiamo segnalare come il PD abbia deciso di astenersi in Aula dal voto finale della delega relativo al citato ddl 847.
Nel "giro" di pochi giorni giungerà in Aula al Senato il ddl 847 un'opera realizzata dal ministro Brunetta che delega il Governo a modificare la disciplina relativa al rapporto di lavoro dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni, allo scopo di ottimizzare la produttività del lavoro.
Credevamo tutti che il "tiro all'inerme piccione" fosse una esclusiva prerogativa del Ministro e dell'attuale coalizione di governo. Sbagliavamo !
Pure l'attuale opposizione di governo non non fa nulla per difenderci !
A titolo esemplificativo dobbiamo segnalare come il PD abbia deciso di astenersi in Aula dal voto finale della delega relativo al citato ddl 847.
Il provvedimento, per il quale è atteso il via libera dalla Commissione Affari costituzionali del Senato nella giornata del 13 novembre, prevede anche interventi sulla dirigenza e consta di 6 articoli. In sintesi ecco il contenuto:
L’articolo 1 prevede la delega al Governo ad emanare, entro nove mesi dalla data di entrata in vigore della legge, una modifica della disciplina del rapporto di lavoro per adeguarla alle esigenze di efficienza, efficacia e produttività, nell’ottica della convergenza del mercato del lavoro pubblico con quello del lavoro privato.
Con l’articolo 2 si delega il Governo a perseguire un’azione di rilancio della pubblica amministrazione e di miglioramento dell’organizzazione degli uffici pubblici, accompagnandola con specifiche misure volte a creare un ambiente di lavoro più produttivo, a garantire l’efficienza ed il rendimento complessivo delle amministrazioni pubbliche ed a ridurre in modo significativo i costi. per questo è stabilito che debbano essere riservate alla legge le seguenti materie:
1) organizzazione degli uffici;
2) criteri generali, metodologie, procedure e finalità della valutazione del personale;
3) individuazione degli strumenti premiali e di incentivazione della produttività;
4) regime della responsabilità e delle relative sanzioni disciplinari, in conformità con quanto previsto da specifiche disposizioni del decreto legislativo n. 165 del 2001;
5) criteri generali in materia di progressione professionale a carattere concorsuale.
È inoltre introdotta:
- l’individuazione di appositi criteri di regolazione della contrattazione integrativa, al fine di consentire il pieno raccordo tra situazione economica e finanziaria e rendimento complessivo delle singole amministrazioni,
- un rafforzamento dei controlli sui contratti collettivi integrativi e sull’impatto degli stessi per la collettività, attraverso l’adozione di uno schema standardizzato di relazione tecnica contenente i contenuti minimi ai fini della valutazione degli organi di controllo, in ordine alle compatibilità economico-finanziarie derivanti dalle attività negoziali della contrattazione collettiva integrativa ed il potenziamento delle amministrazioni addette ai controlli.
- un riordino dell’ARAN, volto al rafforzamento della rappresentatività delle esigenze datoriali e dell’indipendenza dalle organizzazioni sindacali, nonché al potenziamento del potere di rappresentanza delle regioni.
L’articolo 3 contiene la delega al Governo per la revisione della disciplina del sistema di valutazione delle performances delle strutture pubbliche e del personale dipendente.
L’articolo 4 individua i princìpi e i criteri direttivi ai quali il Governo, in virtù della delega ad esso conferita all’articolo 1, deve attenersi per l’adozione di un decreto legislativo avente ad oggetto misure intese a favorire il merito, nonché ad introdurre meccanismi di premialità nel lavoro pubblico.
L’articolo 5 muove dall’esigenza di rivisitare la normativa viegente in materia di dirigenza, al fine di favorire una migliore e più efficiente organizzazione del lavoro pubblico.
Si riparla di attribuire e garantire al dirigente pubblico piena autonomia nella gestione delle risorse umane, nonché la competenza esclusiva nell’organizzazione degli uffici e dei servizi, nella valutazione del personale e nell’utilizzo dell’istituto della mobilità individuale.
L’articolo 6 delega il Governo ad emanare uno o più decreti legislativi finalizzati a modificare la disciplina delle sanzioni disciplinari e delle responsabilità.(13 novembre 2008)
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