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19 novembre 2008

"in congedo... obbligatorio" ?

Il recente decreto Brunetta concede all'ente la possibilità di collocare in pensione coloro che hanno maturato 40 anni di contributi.

Ebbene, sembra che questa possibilità venga applicata all'interno del nostro Ente.

E dire che nel nostro Ente, fino a poco tempo or sono, si registravano casi in cui il dipendente in servizio "invocava" la proroga, superando anche i 70 anni di anzianità.....!Ora, inevitabilmente, siamo ci troviamo innanzi ad un radicale cambio di direzione operato dal legislatore.
Il credo prevalente di molti ex colleghi provinciali era per lo più quello di tentare di rimanere in servizio il più a lungo possibile, specie nel nostro Ente, dove , a detta di chi stà al di fuori, si vive talmente bene che perfino i dirigenti pensionati invocavano il ritorno con gradito benefit sotto le spoglie di briciole di incarichi retribuiti.

Ma ecco che dopo una serie di conti, il vento per il lavoratore provinciale con notevole anzianità alle spalle, ha, improvvisamente, mutato direzione. Più esperto sì, ma meno motivato, e sopratutto, più oneroso, a parità di qualifica d'impiego, rispetto al neo assunto.

L'imperativo prevalente dell'Ente è ora quello di dover assolutamente ridurre le spese di personale per rientrare nei parametri previsti dai tagli imposti dalle varie leggi finanziarie succedutesi negli ultimi anni.

Quali gli effetti immediati?
Qquestione di poco tempo e le lettere di congedo dovrebbero raggiungere tutti quanti i colleghi interessati, c.a. una decina in tutto l'Ente.

Fortunati o sfortunati ? Lasciamo ad ognuno di voi, e sopratutto agli interessati ,la soluzione del dilemma.

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