Sono apparse sul BLOG opinioni con riferimenti zoologico che richiedono una risposta.
Nella lunga e pittoresca serie di affermazioni di opinionisti si riscontrano comunque almeno due cose degne di nota. La prima è che, ricorrendo all’attacco individuale (come da loro inveterata abitudine) hanno dimostrato di non avere più argomenti seri a sostegno delle loro idee e la seconda è quella che si è scoperta, all’interno dell’Area Servizi alla Persona, l’esistenza di almeno una PO al di sopra di ogni sospetto sull’essere stata creata e mantenuta in vita “ad personam”.
1 -“INGORDI” !
Il Ministero, in forza del D.P.C.M. 14/12/2000 passa alla Provincia, per l’erogazione delle retribuzioni ai suoi ex dipendenti per la parte fissa del salario più 3 miliardi di vecchie Lire e per la parte accessoria più di 150 milioni delle vecchie Lire. Dunque saremmo ingordi perché chiediamo che almeno una parte di quei soldi venga spesa per i suoi destinatari?
Ingordi perché cerchiamo di fare capire che il personale ex ministero lavoro, in forza dei predetti trasferimenti finanziari, è a costo zero per tutto il rimanente personale e tutto il resto sono balle?
Prendiamo atto del fatto che, secondo gli apologeti del nulla, solo in due non siamo stati accettati “sindacalmente parlando”.
Peccato però che qualcuno ci abbia votati e che solo qualche rappresentante sindacale faccia fatica a digerirci, avendo noi smentito una sua certa profezia di nostre immediate dimissioni per lasciare spazio ad altri!
La nostra sarà pure “faccia di tolla”, e ben venga così, se è diversa da quella di coloro che hanno scritto. Però, se “ di tolla” è la nostra, di quale nobile materiale è quella di chi, a fronte di chiare proposte transattive formulate dalla Amministrazione e di una evidente convenienza per tutti i dipendenti (tutti, non solo quelli della “ riserva indiana”) si rifiuta perfino di prendere anche solo in esame l’idea?
Per il motivo chiaramente indicato all’inizio nessun “provinciale” doc ha mai contribuito con nulla a finanziare la progressione orizzontale della “riserva indiana”, nè con rinunce né con altro.
Pensate la nostra dabbenaggine: noi non ci eravamo accorti che qualcuno aveva rinunciato ad € 800, noi avevamo solamente visto che ne avevano presi 1.150! Che sia dovuta al fatto che, diversamente da altri, riusciamo ancora a distinguere la luna dal dito che la indica?
2 Vita da “struzzi”! … ma, noi non siamo POLLI!
E meno male, almeno l’aviaria l’abbiamo sfangata!
Dov’erano gli attuali sindacalisti UIL? Risposta semplicissima. Uno (E.V., per la precisione) era iscritto CISL, organizzazione alla quale disdettò l’adesione! Né fu il solo, se vero è che perfino un componente RSU CISL dell’epoca se ne andò, e non con il sorriso sulle labbra. L’altro, come tutti i colleghi, compreso EV, era troppo impegnato a gestire la continuità del servizio nella fase di passaggio delle competenze dal Ministero alla Provincia, ricca di entusiasmo ma totalmente sprovvista di esperienza in materia.
Grazie comunque per avere riconosciuto, in materia di un conferimento dell’incarico di alta specializzazione, che anche nel settore lavoro (ma non era la “riserva indiana”?) esistevano validi funzionari, validi per svolgere attività di alta specializzazione ma non altrettanto validi per ricoprire PO nello specifico Settore! Alla faccia della coerenza!
Dove però la mancanza di informazione sui fatti è totale ed assoluta è sul bando per 1 solo posto di responsabile centro per l’impiego. Gli appartenenti alla categoria D ex ministeriali (miracolo, a questo punto perfino discriminati all’interno della loro stessa “riserva Indiana”!) furono tutti quanti dimenticati per il semplice motivo che già erano responsabili di altri centri per l’impiego o di altri incarichi.
Quel concorso non aveva già la fotografia del vincitore (in realtà vincitrice), ma era aperto a tutti quelli che in passato avevano ricoperto funzioni in materia, ovvero sia tutti coloro che in passato avevano retto presso il MLPS le ex SCICA, soppresse con il passaggio delle competenza alla Provincia. Riguardava pertanto gli ex responsabili delle SCICA di Borgo S. Dalmazzo, Bra, Ceva, Dronero, e Savigliano, nonché tutti coloro che avessero svolto analoghe mansioni nei preesistenti uffici di collocamento. Non è certo colpa del vincitore, della Amministrazione o delle due attuali “facce di tolla” se si presentarono in pochini al bando!
Come si può sollevare il problema poi della trasparenza di un determinato procedimento quando non ci si sforza neppure di acquisire un minimo di documentazione in materia?
3 P.O “Riserva Indiana “centri per l’impiego”
Qui, data l’acrimonia con cui la polemica viene condotta e l’ostinazione nel voler impallinare i titolari di PO del settore lavoro, e non solo, pare in realtà essere più in una riserva di caccia che una “riserva indiana”.
Premesso che la costruzione dei servizi sul territorio è di competenza esclusiva della Amministrazione, neppure gli argomenti più semplici espressi dai sottoscritti in precedenza, forse perché non supportati dall’ausilio disegni illustrativi, risultano essere stati completamente compresi.
Quando si parla di dislocazione sul territorio si parla di 4 centri che hanno competenza sull’area di 250 comuni, con quindi 62,5 comuni per CPI di media, contro i 24,2 comuni di media in capo ai 13 CPI di Torino (i cui responsabili, sia detto per inciso, hanno PO ben più “pesanti”). Il responsabile del CPI di Cuneo, a solo titolo esplicativo, coordina l’attività di una quarantina di persona che, a vari titoli e competenze, operano all’interno del CPI stesso.
Non si riesce poi a comprendere il nesso logico fra le 4 PO esistenti presso il settore lavoro e la assenza di PO della formazione. Forse che le une hanno escluso le altre? O forse non è che l’articolazione della struttura della formazione sul territorio è diversa da quella del lavoro?
Del tutto incomprensibile è poi la polemica sui “semplici sportellisti”. Chi si è mai sognato di dire quelle sciocchezze che ora ci vengono messe in bocca?
Siamo a livello di “prova palloncino”!
All’interno della “riserva indiana” esistono da anni sportelli, definiti “antenne sul territorio”, e sono gli uffici non sedi di CPI e nessuno degli addetti si è mai sentito minimamente discriminato per il fatto di lavorarvi (forse solo per il fatto che già sono costretti a vivere in una “riserva”)!
Quale PO è stata eliminata? Ne risulterebbe solo una coperta da altra PO, per la precisazione il Responsabile del CPI di Saluzzo è ora Responsabile provvisoriamente anche di Fossano.
Cosa sta poi a significare l’inciso relativo alla PO di Staff, dove è il dirigente Avvocato? Forse si ignora che non tutti i laureati in giurisprudenza sono avvocati, ma solamente quelli (e la PO è fra loro) che hanno superato l’esame di abilitazione per l’esercizio della professione.
4 mansioni superiori e P.O. centri per l’impiego
Spiacenti, ma qui bisogna veramente indire un concorso a premi per trovare qualcuno in grado di decriptare un evidente messaggio subliminale non alla portata di chi, come noi riservisti indiani, è abituato a comunicare con segnali di fumo! Tutti siamo d’accordo sulla necessità di fare quanto possibile per il riconoscimento delle mansioni effettivamente svolte. E’ anni che i responsabili dei CPI lottano per vederle riconosciute, ad esempio, ai responsabili degli “sportelli”.
Ma dove si evidenzia una incompleta o frettolosa documentazione, è nel riferimento ad una PO di coordinamento dei Centri per l’Impiego. La cosa sarebbe veramente demenziale se fosse così, ma non lo è.
Probabilmente si è abituati a procedere per schemi mentali brevi e semplici del tipo: la pecora è un animale, la pecora è bianca, tutti gli animali bianchi sono pecore!
La PO, per quanto è dato di sapere, è relativa al “Coordinamento Servizi per l’Impiego” che, per la ragione della pecora di cui sopra, NON SONO i Centri per l’Impiego, ma bensì tutti quei soggetti che, in virtù delle riforme apportate dalla cosiddetta “riforma Biagi” (mai sentita nominare vero?) sono legittimati ad operare sul mercato del lavoro anche in concorrenza dei CPI. (quali ad es. agenzie private per il lavoro, agenzie formative ed istituti scolastici, privato sociale, enti bilaterali, iniziative di outplacement poste in essere dalle varie organizzazioni sindacali ed imprenditoriali, ecc).
Ma in realtà la verità non interessa per nulla, l’importante è fomentare divisioni fra i lavoratori per mantenere il loro potere.
Ma i lavoratori, quelli davvero, non sono polli e la risibile partecipazione alla assemblea indetta da alcuni, ancorché gabellata per unitaria, ne è la più evidente dimostrazione.
Cordialità e, verrebbe da aggiungere, augh uomo bianco!
Simonetta Di Vito
Eugenio Vinay
Per maggior visibilità, ripubblichiamo ora il testo integrale:
Le vecchie abitudini sono dure a morire!
A seguito della pubblicazione sul blog del post titolato “RICORSO UIL, E’ CAOS SULLA PRODUTTIVITA’ A SEGUITO DI PARERE ARAN” noi, componenti RSU UIL, vorremmo illustrare come stiano le cose.
Riprendendo la ormai stantia questione, è vero che la UIL, in perfetto accordo con le altre OO.SS., in data 9 gennaio 2006 ha firmato il contratto integrativo aziendale del 2005 che, al proprio interno, prevedeva la riduzione del premio incentivante per coloro che percepiscono emolumenti di natura incentivante (da individuare attraverso apposito protocollo tra le parti), questo nella convinzione ,ora confermata anche dall’ARAN, che la RIA non rientrasse nel salario accessorio.
E’ vero che la UIL, allorché si è addivenuti alla redazione di un Regolamento che indicava quali soggetti alla perequazione i dipendenti ex ANAS e i dipendenti ex Ministero, allegava una dichiarazione a verbale per meglio chiarire la propria linea; linea che, come già sopra detto, ritiene improponibile un sistema perequativo che consideri la RIA parte del salario accessorio.
E’ vero che la UIL, come naturale per una Organizzazione sindacale, ha sostenuto i colleghi ( che ci rifiutiamo di definire “provenienti dal Ministero del Lavoro”) che percepiscono la RIA, esclusi in toto o parzialmente dall’erogazione della produttività, nel tentativo di conciliazione avanti la Direzione Provinciale del Lavoro, a tutela di una comunque legittima loro richiesta.
E’ vero che, su sollecitazione unitaria della RSU per la ricerca di un definitivo chiarimento in materia, l’Amministrazione Provinciale ha chiesto all’Aran (Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni che offre assistenza agli Enti tramite formulazione di orientamenti per l’applicazione uniforme dei CCNL), evidentemente e, pare, correttamente individuata dall’Amministrazione stessa come soggetto competente, un parere per chiarire definitivamente se la RIA sia da considerare salario accessorio o fisso.
Chiedendoci, forse ingenuamente, se, a fronte di un esito differente, ci sarebbe stata la attuale contestazione sulla validità del parere espresso è comunque vero che l’ARAN ha dato una risposta che CONFERMA la tesi sostenuta dalla UIL che, molto semplicemente, può essere così riassunta:
- Il parere dell’ARAN non è immediatamente vincolante come non lo sono i pareri legali o sindacali. Però, contrariamente a quanto sostenuto nel Blog, il parere espresso rientra a pieno titolo nelle competenze dell’ARAN in quanto, essendo relativo alla uniforme applicazione di CCNL di lavoro (nello specifico alla uniforme applicazione dell’art. 28, comma 7 del Contratto Comparto Regioni – Autonomie Locali), rientra nella previsione normativa dell’art. 46, comma 1, del D.Lgs 165/01.
- Con il suddetto parere l’Aran conferma la necessità di stabilire, durante la contrattazione decentrata, le regole di perequazione tra compensi di produttività e alcuni trattamenti economici accessori facendo l’esempio dei “compensi professionali per gli avvocati, quelli per i progetti interni (legge Merloni), i compensi ICI, ecc.”
- L’Aran solleva dubbi in un sistema perequativo che equipari tutte le tipologie di trattamenti accessori ai compensi per produttività, perché – sottolinea – “non tutti i compensi accessori hanno una medesima finalità con conseguente ingiustificato appiattimento retributivo”.
- E’ dell’avviso che è da escludere che i trattamenti ad personam riconosciuti ai singoli lavoratori per effetto di leggi o CCNL, siano da equiparare ai compensi per produttività (es. RIA)
Pertanto il parere dell’ARAN, chiaro e semplice come sopra, ci aiuta a capire che il metodo perequativo che si intendeva adottare ha delle storture che vanno sanate per non danneggiare altre categorie di lavoratori.
Ci spiega che, come già detto, i trattamenti “ad personam” riconosciuti per effetto di Legge o di Contratto, non possono considerarsi come trattamento accessorio equiparabile ai compensi per produttività
Per quanto riguarda la nota pubblicata sul blog, amareggia il dover constatare che, anche a distanza di anni, persiste il tentativo di coltivare ulteriore malessere tra i dipendenti dell’Amministrazione Provinciale e gli “ex dipendenti del Ministero del Lavoro”: essi vengono infatti definiti “colleghi sponsorizzati” solo perché hanno fatto valere un diritto contrattuale; viene rinfacciato che sono stati regolarmente pagati molteplici istituti contrattuali che compongono la produttività quali ad esempio le P.O., gli specifici progetti obiettivo, la reperibilità, lo straordinario e le indennità di responsabilità.
Relativamente alle P.O occorre fare un certo numero di precisazioni.
Il numero delle PO è strettamente collegato alla dislocazione sul territorio degli uffici decentrati ed alle competenze effettivamente svolte. L’espressione “dimensione similare al nostro” in realtà non dice nulla in quanto diversa è la organizzazione che le diverse Province si sono date per la gestione del mercato del lavoro. Indipendentemente da ciò la individuazione dei responsabili dei CPI come PO non è dissimile da e quanto effettuato dalle Amministrazioni che non hanno trattenuto le competenze in un solo servizio centralizzato, con conseguente riduzione dei CPI a meri sportelli . Sono inoltre al momento, come noto, ed in attesa di nuova regolamentazione, altri fattori, come responsabilità, professionalità, numero di dipendenti da coordinare, carichi di lavoro, competenze attribuite, ecc. a giustificare l’esistenza delle singole PO.
Da quando poi la posizione organizzativa è considerata come trattamento accessorio equiparabile al compenso di produttività? E’ per lo meno curioso il fatto che qualcuno da un lato contesti le PO già esistenti e dall’altro ne solleciti la creazione di nuove, magari per realtà considerevolmente più ridotte rispetto ai CPI
In ultimo il sistema di ponderazione deve essere applicato solo alle PO dei Centri per l’Impiego o anche a tutte le altre esistenti nell’Ente? La presunta “sperequazione interna” non è forse generalizzata e non solo circoscritta all’interno dei soli “ex dipendenti del Ministero del Lavoro”?
Per quale motivo gli “ex ministeriali” dovrebbero, se previsto, rimanere reperibili per le urgenze senza che venga loro pagata la reperibilità? Per quale motivo dovrebbero lavorare extra orario senza pretendere il relativo compenso? Per quale ragione loro dovrebbero sentirsi dei privilegiati nel percepire reperibilità e straordinari?
Per mera curiosità poi, quali “ex dipendenti del ministero del Lavoro” percepiscono una indennità di reperibilità collegata alla loro funzione?
La nota che leggiamo sul blog non riesce a farli sentire in colpa per il fatto che l’Amministrazione consenta la possibilità di percepire tutti i trattamenti economici accessori previsti per la generalità degli altri dipendenti dell’Ente, considerato il fatto che sono e si sentono tutti dipendenti dalla stessa Amministrazione, in assenza di diritti di primogenitura.
Preoccupante, soprattutto dal punto di vista sindacale, invece è continuare a guardare indietro alla ricerca di anomalie tese a dividere più che amalgamare i colleghi, anziché proiettarsi nel futuro per migliorare la condizione di tutti smettendo, una volta per tutte e a riprova di una raggiunta maturità, di definirli “ex dipendenti del Ministero del Lavoro” o semplicemente “ricorrenti”, anche se poi viene offerta una forma di adozione per la tutela nei confronti di eventuali, e suggerite dagli stessi, rivalse della Amministrazione nei loro confronti!
Possiamo, a questo punto, sperare di essere finalmente accettati anche da certe sigle sindacali, dal momento che i colleghi già lo fanno da tempo, come dipendenti dell’Amministrazione Provinciale a tutti gli effetti.e di non essere costantemente il perno di diatribe sindacali e falsi alibi per il mancato raggiungimento di risultati utili?
In merito a ciò vorremmo semplicemente ricordare che i contenziosi appoggiati dalla UIL in nessun modo sono causa diretta o indiretta di disapplicazioni e/o parziali applicazioni di norme contrattuali esistendo, come confermato anche nell’ultima riunione del tavolo di contrattazione, la possibilità economica di provvedervi, come unitariamente richiesto da TUTTE le sigle sindacali.
Simonetta di Vito
Eugenio Vinay