link diretto all'articolo tratto dal corriere del mezzogiorno
Caserta, Patroni Griffi insiste: «Province azzerate» mentre Zinzi resta dubbioso
Il presidente della Provincia:«E' una bufala. Come si fa a immaginare di scavalcare il voto dei cittadini?»
CASERTA
- Le dichiarazioni del ministro della Funzione pubblica, Filippo
Patroni Griffi, sono arrivate, qualche giorno fa, come un fulmine a ciel
sereno. Il destino delle Province è segnato sin dal varo del decreto
«Salva Italia». Ma, a sentire il ministro, la tempistica della riforma
sarà molto più rapida di quanto si ipotizzasse: «A fine mese ci sarà un
decreto che stabilirà modalità e tempi. Quindi, saranno nominati dei
commissari e si andrà al voto. Per il riordino, infatti, non è che si
potesse attendere la naturale scadenza della consiliatura provinciale.
Fatta la riforma, bisogna partire con il nuovo assetto quanto prima».
Ma sebbene il presidente dell'Upi (Unione delle Province italiane),
Giuseppe Castiglione, abbia immediatamente minacciato le barricate («Il
riordino è un processo delicato: se vogliamo che arrivi a termine,
devono essere i politici che sono stati eletti dai cittadini a guidare
le amministrazioni. Cancellare i consigli adesso rischia di creare nuovi
conflitti») il numero uno dell'amministrazione di corso Trieste,
Domenico Zinzi, sembra non mostrarsi preoccupato dalle parole del
ministro: «È una bufala. Non potrà mai mettere in pratica quello che
sostiene: come si fa ad immaginare di scavalcare il voto dei cittadini?
Senza contare che i Cal (Consigli delle autonomie locali, ndr) sono
ancora al lavoro per definire le proposte di riordino da trasferire alle
Regioni. Di certo il commissariamento può essere praticabile solo per
le Province destinate a scomparire».
In realtà ieri Patroni Griffi, ospite a Lecce di un convegno organizzato dall'Università del Salento, è tornato sull'argomento.
Ed ha ribadito il suo pensiero, confermando che il commissariamento
riguarderà tutte le amministrazioni: «Magari la parola commissariamento
suona male, ma è un termine tecnico. È chiaro che dovrà esserci un
momento in cui il riordino parte tutto assieme. Proprio perché non c'è
solo la soppressione di alcune Province, ma un riordino complessivo, il
percorso di riforma potrà comportare delle anticipazioni di scadenza del
mandato». E quanto ai tempi, il ministro ha sottolineato che «non solo
è possibile, ma è anche doveroso farlo entro la fine dell'anno».
D'altro canto, il percorso è stato già fissato nei dettagli nel decreto
«Salva Italia»: trasmissione delle proposte dei Cal alle Regioni entro
il 3 ottobre; nei successivi 20 giorni le Regioni inviano al governo una
proposta definitiva; e, in caso di mancata trasmissione nei termini,
provvede il governo con un atto di iniziativa legislativa.
Nel nuovo scenario, alle Province resteranno solo le competenze sulla pianificazione territoriale,
sulla tutela dell'ambiente, su viabilità e trasporto pubblico, e
sull'edilizia scolastica di secondo grado. Scompaiono le giunte: ci
saranno solo il presidente e il consiglio (da 10 a 16 consiglieri eletti
non a suffragio universale, bensì dai sindaci e dai consiglieri
comunali in carica). Il tutto per tagliare radicalmente i costi. «Sono
mesi che sollecitavo una discussione in tal senso all'interno della
coalizione, per non farci trovare impreparati — afferma il coordinatore
provinciale del Pdl, Pasquale Giuliano — nell'interesse del territorio
sarebbe stato utile individuare una serie di priorità da portare a
compimento entro fine anno. Ma le mie parole sono rimaste inascoltate».
«Ora — conclude — i margini sono inesistenti: ho parlato solo pochi
giorni fa col ministro Patroni Griffi, il quale mi ha ribadito che le
esigenze della spending review non consentono ripensamenti».
17 ottobre 2012
Nessun commento:
Posta un commento
posta a rsumembri@gmail.com