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27 ottobre 2012

Regione: stato di agitazione della dirigenza. Troppi direttori al servizio della politica.

 A CURA DI  CLAUDIO BONGIOVANNI, VALTER GIORDANO, GUIDO MARINO, MAURIZIO BARRA E FRANCO FERRARO

rassegna stampa collegata alla riforma delle Province (notizie dalla Regione e dalle Province)
articolo tratto dallo spiffero - link diretto all'articolo

Troppi direttori a servizio della politica

Pubblicato Venerdì 26 Ottobre 2012, ore 18,20

Duro j'accuse dei sindacati contro la Giunta Cota. Abolire la figura del dirigente esterno: costa troppo e non assicura imparzialità. Stato d'agitazione dei boiardi di piazza Castello

I dirigenti della Regione Piemonte sono in stato di agitazione. Lo annunciano attraverso una nota sindacale, sottoscritta da confederali (Cgil-Cisl-Uil) e autonomi (Csa, Cida e Direr) nella quale attaccano a testa bassa la guida politica dell’ente di piazza Castello. Una lettera nella quale si parla apertamente di «disinteresse per le conoscenze e le professionalità tecnico-amministrative […] a favore di un uso della dirigenza prettamente politico e premiante per i “fidelizzati” che sta riducendo la dirigenza regionale a mera appendice della politica stessa».
Al centro delle accuse dei dirigenti c’è proprio il rapporto tra la politica e la macchina amministrativa, un rapporto troppo spesso incestuoso «in spregio al principio di separazione tra la funzione politica e amministrativa». E se la politica interferisce con l’amministrazione ecco i dirigenti che tra i rilievi nei confronti dei governanti citano la «presenza di un enorme disavanzo pubblico e relativo indebitamento», del «dissesto del settore sanitario, nonostante l’assunzione di espertissimi direttori e dirigenti esterni», ponendo l’accento sul «disinteresse a una politica del personale che valorizzi le capacità dimostrate con percorsi di carriera non soggetti a valutazioni politiche». Criticano, inoltre «le mancate nomine di 14 responsabili dei settori regionali; settori peraltro appena ridefiniti e validati dalla Giunta regionale, nonostante la presenza in servizio di ben 22 dirigenti in posizioni di staff».
A fronte di tutto ciò chiedono «la tempestiva assegnazione da parte della giunta dei settori vuoti ai dirigenti attualmente in staff e in possesso dei requisiti per assumere la responsabilità di settore». Infine due proposte tranchant all'esecutivo di piazza Castello: «l’abolizione della costosa figura del direttore assunto a tempo determinato»  e l’abrogazione della norma «che prevede la facoltà per il presidente della Giunta regionale di avvalersi, per lo svolgimento delle proprie funzioni, del supporto di personalità esterne in numero non superiore a tre, scelte sulla base di rapporti fiduciari».

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