(ANSA) - FIRENZE, 19 OTT - Cacerolazo stamani contro i tagli delle Province,
di fronte alla sede della presidenza della Regione a Firenze. A protestare, con
barattoli, pentole e mestoli, alcune centinaia di dipendenti delle
amministrazioni provinciali della Toscana, che, al grido di 'fuori' chiedono un
incontro con il governatore Enrico Rossi per avere rassicurazioni che il
provvedimento di revisione delle Province allo studio da parte del governo non
causi riduzioni di personale e dei servizi essenziali ai cittadini.
Foto tratte da: Firenze today, Ansa, Tirreno
Firenza today link diretto all'articolo- La protesta dei lavoratori delle Province Toscane, paura per gli esuberi.
Erano oltre mille questa
mattina i dipendenti di tutte le province toscane raccolti in
un presidio organizzato da Cgil, Cisl e Uil. Piazza Duomo
invasa e volti scuri, preoccupati. A pesare sui capi dei dipendenti del
pubblico impiego l'incertezza sul loro futuro e una parola che terrorizza:
esuberi. In ballo la questione della riorganizzazione istituzionale della
Toscana; in pratica il riordino delle province. Da una parte le esigenze della
politica quindi il dibattito sulla spesa pubblica: la razionalizzazione degli
enti in questione e di conseguenza la soppressione a l'accorpamento
territoriale.
Dall'altra le istanze dei sindacati che questa mattina hanno
chiesto un tavolo permanente tra Regione e parti sociali al fine di garantire i
livelli occupazionali. "Vogliamo capire che cosa succederà
a noi e agli enti per cui lavoriamo, dopo mesi ancora nessuno ci dà un'idea di
cosa dobbiamo aspettarci per il nostro futuro", ha detto Fabio Conti
(Cgil), della Rsu della Provincia di Siena. Presente al presidio anche il
presidente della Provincia di Firenze, Andrea Barducci:
"Sono qui per condividere la preoccupazione di questi lavoratori. Occorre
che le istituzioni ci dicano dove si va a parare, con questo provvedimento
sulle Province, e che non sia una riforma che danneggia chi vi opera e i cittadini".
NENCINI - Il tema delle province insomma infiamma, non solo
la politica, divisa in campanilismi territoriali, ma anche i
lavoratori. Per questo durante la manifestazione hanno chiesto con forza, a suon di
barattoli, pentole, mestoli e trombe, un chiarimento immediato sui mesi a
seguire. Così la protesta poi si è spostata negli uffici dell'assessore
regionale al bilancio e ai rapporti istituzionali, Riccardo Nencini, che ha
ricevuto una delegazione sindacale. "Lunedì il tema sarà trattato
in consiglio regionale - ha affermato Nencini all'uscita dall'incontro
- per questo i lavoratori hanno voluto anticipare i tempi, perché
dall'assemblea esca fuori una posizione quanto più possibile convincente. Con
le parti sociali abbiamo stabilito un cronoprogramma:
nasceranno dei tavoli dove discuteremo di deleghe, funzioni, ruolo del
personale. Chiederemo alle province tutti i dati di cui abbiamo bisogno e che
ancora non ci sono stati forniti e quando avremo tutto, nell'arco di poco
tempo, prenderemo le decisioni che dobbiamo assumere".

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