Regione Emilia Romagna, articolo tratto dalla Gazzetta di Reggio Emilia -
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Il consiglio regionale ha dato il via libera all’accorpamento tra Reggio e
Modena Seduta interrotta dai lavoratori (20 erano reggiani) allarmati
dall’avvio del tagli.
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Nessuna novità, invero, visto che l’approvazione del progetto di
riordino steso dal Cal sembrava già cosa fatta.
L’unico fuori programma è
stata l’irruzione dei dipendenti delle province emiliane nella sala del
consiglio. Intorno alle 16 i lavori dell’assemblea sono stati
interrotti, per circa un’ora, durante le quale i sindacati di base hanno
lanciato volantini, chiedendo poi un incontro ai consiglieri regionali,
che hanno accettato il confronto.
Tra questi c’erano venti lavoratori
reggiani, capeggiati da Pasquale Tucci, segretario provinciale dell’Usb.
«L’unificazione della provincia di Reggio e Modena non offre alcuna
assicurazione sui posti di lavoro - spiega il sindacalista -. Si parla
di tagli e sinergie ma non siamo disposti a sacrificare l’occupazione né
i servizi.
Siamo preoccupati anche sul fronte della mobilità. Non si
riesce a capire se il personale in eccesso verrà spostato altrove e come
lo spostamento del baricentro potrà avere effetti su Reggio. Senza
contare i tagli della spending review sui trasporti, le scuole e la
sanità. Se la situazione non cambierà daremo vita a una forte protesta
su scala regionale con scioperi e mobilitazione».
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