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Roma, 13-10-2012
"A
fine mese ci sarà un decreto che stabilirà modalità e tempi. Quindi
saranno nominati dei commissari e si andrà al voto. Per il riordino,
infatti, non è che si potesse attendere la naturale scadenza della
consiliatura provinciale. Fatta la riforma, bisogna partire con il nuovo
assetto quanto prima".
Intervistato dalla Stampa, il ministro
per la Pubblica amministrazione Filippo Patroni Griffi annuncia "la
rivoluzione delle Province". Poi, spiega, tocchera' alle Regioni.
"Il
riordino dei territori dovrebbe riguardare tutto. La nostra e' una
riforma mirata a cio' che in questa fase e" possibile realizzare. E'
l'inizio di un percorso", dice Patroni Griffi. Per le Regioni, "credo
che si possa ripartire da uno studio della Fondazione Agnelli di circa
venti anni fa e che ipotizzava dodici Regioni", osserva il ministro.
"In
realta' le Regioni devono tornare ai compiti per le quali erano state
create: attivita' legislativa e di programmazione. Inoltre - aggiunge -
sempre in prospettiva le funzioni amministrative andrebbero affidate
prevalentemente ai Comuni. Ma 8.100, di cui i due terzi sotto i 15 mila
abitanti, sono troppi. E quindi e' chiaro favorirne l'aggregazione".
"Il
nostro intervento non attacca l'autonomia regionale. L'obiettivo e'
quello di semplificare il rapporto tra Stato e cittadino", sottolinea
Patroni Griffi.
Quanto alla corruzione, "ogni norma puo' essere
elusa, ma se si eliminano i troppi centri di spesa forse il percorso e'
piu' semplice, e le nostre riforme, ma anche quelle che lasceremo per
l'avvenire, sono tasselli importanti di questo processo. Le modifiche al
titolo V della Costituzione - conclude - vanno in questa direzione".
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