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26 novembre 2012

1° Commissioni lavori Senato resoconto lavori seduta n.461 del 25/11/2012


A CURA DI  CLAUDIO BONGIOVANNI, VALTER GIORDANO, GUIDO MARINO, MAURIZIO BARRA E FRANCO FERRARO


Riprende l’esame, sospeso nella seduta del 21 novembre.
Ha inizio la discussione generale.
Il senatore VITALI (PD) ricorda che l’impostazione originaria del provvedimento, orientata a una soppressione dell’ente con accentramento nelle regioni delle funzioni non delegabili ai comuni o alle unioni di comuni, è stata corretta nel senso di un riordino delle province attraverso accorpamento e attribuzione di funzioni fondamentali, confermando il nuovo metodo di formazione degli organi con elezioni di secondo grado; l’intento è di assicurare una maggiore autorevolezza e rappresentatività alle province, nonché un ruolo di coordinamento degli interessi dei comuni compresi nella circoscrizione, e con una conseguente riduzione dei costi. Un ulteriore, rilevante risparmio sarà reso possibile mediante la riorganizzazione degli uffici periferici delle amministrazioni dello Stato, da realizzare con equilibrio e senza pregiudicare i servizi essenziali, come la scuola, la sanità e la giustizia.
A suo avviso, il provvedimento – che auspica sia convertito in legge con le modifiche opportune – dovrebbe essere integrato con le disposizioni relative alle procedure per la formazione degli organi della provincia. In proposito, segnala l’opportunità di aumentare – rispetto a quello previsto – il numero dei consiglieri e dei componenti le giunte, in relazione alla consistenza demografica. Inoltre, ritiene opportuno consentire che le giunte e i consigli in carica maturino la durata naturale e che la questione del capoluogo sia rinviata alle disposizioni statutarie, da definire anche attraverso consultazioni popolari.
Quanto alle città metropolitane, giudica positivamente l’avvio del processo attuativo. Tuttavia, non condivide le modifiche che riguardano Roma Capitale, in base alle quali si prospetta la coesistenza di una città metropolitana e di un comune “capitale” che produrrebbe confusione sia nelle funzioni sia con riguardo alla legittimazione dei due sindaci, entrambi eletti direttamente dai cittadini.
La senatrice ADAMO (PD) sottolinea l’importanza del provvedimento che realizza il riordino delle province. A proposito delle città metropolitane, segnala l’anomalia di Milano e di Firenze che, in base al decreto-legge, accorperanno territori già appartenenti a province soppresse. Inoltre, ritiene che – rispetto a quanto previsto – un incremento del numero dei consiglieri, in relazione al numero di abitanti, debba essere disposto anche per le città metropolitane.
Invita il Governo a considerare l’opportunità di accogliere le istanze dei comuni che hanno avviato le procedure previste dall’articolo 133, primo comma, della Costituzione per essere compresi in una diversa circoscrizione provinciale; a tal fine si potrebbe attribuire al Governo il compito di definire i confini provinciali con successivo provvedimento.
Infine, ritiene che, nel passaggio al nuovo regime, sia preferibile conservare alle province l’esercizio delle funzioni già attribuite, salva la possibilità per le regioni di richiamarle qualora sia necessario.
Il senatore DIVINA (LNP)  rileva che le disposizioni del decreto-legge sono prive del carattere dell’urgenza, visto che la loro applicazione è rinviata alla fine del 2013, e non producono alcun risparmio; anzi, la maggiore distanza fra i comuni e le città capoluogo di provincia determinerà un aggravio di costi diretti e indiretti. In proposito, segnala che il passaggio alle regioni del personale dipendente dalle province soppresse determinerà una revisione in aumento della loro retribuzione, con nuovi aggravi di spesa. Inoltre, a suo avviso, l’accorpamento delle province viola le disposizioni costituzionali che regolano la materia, nonché quelle che tutelano l’elettorato passivo, perché si stabilisce la decadenza immediata di organi legittimati da un voto popolare.
Il senatore BOSCETTO (PdL) ritiene che le argomentazioni del senatore Divina siano condivisibili e decisive per l’esito della conversione in legge. A suo avviso, lo scioglimento per decreto-legge dei consigli provinciali non trova rispondenza nel sistema giuridico e costituzionale. Altri dubbi riguardano la mancata consultazione dei consigli delle autonomie locali.
Più in generale, si chiede se le disposizioni del decreto-legge siano effettivamente utili e sottolinea la necessità di modifiche anche sui provvedimenti precedenti già convertiti in legge, per riconsiderare le regole per la composizione degli organi. A tale riguardo, condivide l’opportunità di incrementare il numero dei consiglieri rispetto a quanto previsto: infatti, è del tutto incongruo all’estensione del territorio e della popolazione che le province dovranno amministrare; esprime dubbi, infine, sull’opportunità di introdurre una elezione di secondo grado, emulando modelli propri di altri ordinamenti.
Il senatore SARRO (PdL) condivide i rilievi sulla possibile lesione del diritto di elettorato passivo. In proposito, ricorda che l’accettazione della carica di assessore in molti casi ha comportato la decadenza per incompatibilità da quella di consigliere. L’immediata decadenza delle giunte inciderebbe anche sul principio democratico della rappresentanza.
Il seguito dell’esame è quindi rinviato.
Il rinvio è stato già fissato alle ore 9:00 di domani, martedì 27 novembre.

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