giovedì 22 novembre 2012
Su 74 Province monitorate dall'Upi, solo 21
dichiarano di potere garantire equilibri di bilancio per il 2013,
prefigurando un disavanzo di quasi 300 milioni di euro. Quanto al patto
di stabilità, sono solo 10 le Province che gia' oggi possono affermare
con certezza di poter garantire gli obiettivi di patto di stabilità
interno. In questo caso lo sforamento stimato nelle 64 province è di 690
milioni di euro.
Questi i dati presentati dal Presidente dell'Upi, Antonio
Saitta, e dal Vice Presidente dell'Upi, Angelo Vaccarezza, nel corso
dell'incontro con il Presidente della Corte dei Conti Luigi Giampaolino.
"Quando diciamo che non siamo in grado di sostenere il taglio di 1,2
miliardi di euro per il 2013 non facciamo facile allarmismo - sottolinea
Saitta.
"I dati raccolti nel monitoraggio - aggiunge - dimostrano
con chiarezza che le nostre richieste sono fondate. E che, se non
cambiano i numeri, ci apprestiamo ad avviare il riordino delle Province
con bilanci al dissesto". "Non abbiamo risorse per finanziare le nostre
funzioni - ha ribadito ai giudici contabili il Vice Presidente
Vaccarezza - e non siamo piu' in grado di assicurare servizi alle
comunità.
Paradossalmente poi - ha aggiunto - i criteri adottati
per attuare il taglio vanno a incidere con maggiore crudezza su quelle
Province che hanno fatto un'operazione delle spese del personale o che
non hanno affidato all'esterno servizi". "I tagli - ha detto Saitta -
devono essere dimezzati, perchè così non siamo in grado di sostenerli.
Se non si faranno modifiche alla Legge di Stabilità lo sforamento del
patto delle Province avra' un impatto disastroso sull'intero complesso
della finanza pubblica".
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