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19 novembre 2012

Patroni Griffi getterà la spugna e comunicherà l’interruzione dell’iter di conversione del decreto legge


 

news da BESSONE-SCARZELLO-PUNZI-FEA-ROSSO

Riordino Province: la patata bollente toccherà al prossimo governo?

 
Il riordino delle province domani pomeriggio tornerà sui banchi dei rappresentanti dei partiti che si incontreranno in commissione Affari costituzionali di palazzo Madama. Con molta probabilità il ministro della Pubblica amministrazione Filippo Patroni Griffi getterà la spugna e comunicherà l’interruzione dell’iter di conversione del decreto legge. Le nuove priorità imposte all’agenda politica del governo e, non secondariamente, le grandi polemiche scaturite all’indomani dell’approvazione del 31 ottobre scorso, hanno accentuato l’impossibilità di approdare ad una legge condivisa entro Natale.
Sarebbero queste le indiscrezioni raccolte da Il Ciriaco che probabilmente verranno confermate domani a Roma dal ministro. Per adesso appaiono «più che verosimili» anche al senatore del Pd Enzo De Luca che, avendo discusso nei giorni scorsi con i capigruppo la questione, ha riscontrato e denunciato un «subbuglio sul piano generale» che dovrebbe portare al blocco del decreto legge. La patata bollente del riordino delle province, che avrebbero fatto risparmiare alle casse dello Stato circa mezzo miliardo di euro, graverà sul prossimo governo. La pregiudiziale di incostituzionalità del decreto e le rinnovate priorità in materia elettorale hanno spostato l’attenzione e le energie del governo ben lontano dai territori. «Non c’è soltanto il problema dell’incostituzionalità della norma, ma anche molte incongruenze rispetto ai parametri messi in campo per l’azione di riordino – sottolinea De Luca – E poi, c’è una legge elettorale da discutere in vista di un possibile scioglimento anticipato delle Camere. Napolitano ha tracciato le priorità e vanno rispettate». Domani, dopo l’incontro, sicuramente ne sapremo di più. Capiremo anche come mai la presentazione degli emendamenti è stata così farraginosa e al momento non è approdata a nulla. «C’è stata una forte anomali nella tempistica di presentazione degli emendamenti – confessa il senatore irpino – nonostante ogni variazione alla norma è stata concordata con gli altri partiti. Domani verificheremo anche questo. Avendone parlato anche con i capigruppo in questi giorni, comunque, c’è più che una sensazione positiva rispetto al riordino». (Il Ciriaco)

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