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Patroni Griffi: non licenzio
nessuno
Spunta l'ipotesi di
prepensionamenti per assorbire gli esuberi
di Alessandra Ricciardi
Come un mantra, ripete che lui non
licenzia nessuno. Lo ha detto ai sindacati, lo ribadisce ai giornalisti: «I
tagli agli organici dello stato non diventeranno licenziamenti. Anzi non
parlate di esuberi, ma di eccedenze», predicava ieri il ministro della funzione
pubblica, Filippo Patroni Griffi, a poche ore dal vertice con i sindacati nel
quale aveva annunciato quanti sono i travet di troppo a seguito della Spending
review, che ha imposto un taglio del 10%: su 50 amministrazioni scrutinate, tra
ministeri, enti di ricerca ed enti pubblici non economici, pari a 94.200
lavoratori in servizio, le «eccedenze» sono 4.028 dipendenti e 487 i dirigenti.
Meno del 5% , grazie alle vacanze in organico di
alcune amministrazioni che hanno compensato gli eccessi di altre. Saranno circa
390 i milioni di euro di risparmio a regime, «con tagli indolori», precisava
Patroni Griffi. La platea degli esuberi è comunque destinata a crescere, visto
che nelle 64 pagine di conteggio di Palazzo Vidoni risulta presente la
situazione dell'ente Fiume Po (un esubero) ma non quella dell'Inps, che di
esuberi ne ha 4 mila. Così come mancano all'appello gli enti parco e le agenzie
fiscali, le Forze armate e l'Interno. Ma si è lontani dagli 11 mila tagli
stimati dalla legge di Spending review. Quanti degli esuberi poi saranno
trasferiti presso altre amministrazioni e, nel caso in cui questo non dovesse
bastare, saranno messi in mobilità per due anni e poi licenziati? Al ministero
della funzione pubblica sembrano convinti che il problema esuberi possa essere
risolto grazie alla leva dei pensionamenti: la legge consente infatti di
scontare le eccedenze con le uscite previdenziali. E visto che la riforma di
Elsa Fornero ha irrigidito i requisiti, per le amministrazioni che hanno
esuberi si potrà ricorrere al ripristino delle regole prefornero: 40 anni di
contributi oppure 65 anni di età e si può andare in pensione. Insomma, una via
privilegiata per i prepensionamenti che, una volta aperta, potrebbe essere
percorsa da molti più lavoratori di quelli necessari a mettersi in pari con i
tagli della Spending review. La Funzione pubblica è alle prese con i conteggi
sulla scorta delle classi di età insieme al ministero dell'economia.
L'operazione dovrà essere chiusa entro fine dicembre, dal primo gennaio prossimo
devono entrare in vigore le nuove piante organiche. E poi c'è l'incognita
dell'Inps. Mentre per l'Inail c'è la chiara indicazione di 650 lavoratori da
tagliare, l'istituto previdenziale di pubblici e privati è assente. I dati,
vista la fusione con l'Inpdap, richiedono un po' più di tempo per essere
elaborati, è la spiegazione ufficiale. Al senato il direttore generale
dell'istituto previdenziale, Mauro Nori, aveva confermato le voci che volevano
che gli esuberi fossero 4 mila, stime poi negate dal presidente dell'ente,
Antonio Mastrapasqua, che sta tentando di ottenere dal governo una sorta di
deroga nell'ambito del disegno di legge di Stabilità. Operazione non facile,
visto che subito protesterebbero gli altri enti che invece i tagli devono
farli. L'escamotage per addolcire la pillola però c'è già: far scontare al
super Inps, in attesa che completi la riorganizzazione con l'Inpdap, solo un
taglio, quello previsto dalla legge del 2011 e non anche quello dovuto con
l'ultima Spending review. In questo modo gli esuberi potrebbero dimezzarsi,
arrivare a 2 mila. I sindacati sull'intera operazione restano per ora prudenti.
Per il segretario confederale della Cgil, Nicola Nicolosi, «l'azione prodotta
dal governo è di budget dell'isteria. La pubblica amministrazione va
considerata un investimento e non funziona quest'ansia che si è prodotta in
giro per il paese». Contesta il metodo seguito la Uil di Luigi Angeletti: «In
nessuna parte del mondo accade che il ministro stabilisca quanti, come e perché
e poi discute col sindacato su come gestire gli esuberi». La Cisl sollecita
l'apertura del tavolo di confronto per delineare i dettagli della gestione
degli esuberi, da definire, precisa Giovanni Faverin, segretario Cisl-fp,
«prima della presentazione dei decreti attuativi al consiglio dei ministri».
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