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25 novembre 2012

Patroni Griffi: non licenzio nessuno

News da BESSONE-SCARZELLO-PUNZI-FEA-ROSSO

Patroni Griffi: non licenzio nessuno

Spunta l'ipotesi di prepensionamenti per assorbire gli esuberi

di Alessandra Ricciardi
 
Come un mantra, ripete che lui non licenzia nessuno. Lo ha detto ai sindacati, lo ribadisce ai giornalisti: «I tagli agli organici dello stato non diventeranno licenziamenti. Anzi non parlate di esuberi, ma di eccedenze», predicava ieri il ministro della funzione pubblica, Filippo Patroni Griffi, a poche ore dal vertice con i sindacati nel quale aveva annunciato quanti sono i travet di troppo a seguito della Spending review, che ha imposto un taglio del 10%: su 50 amministrazioni scrutinate, tra ministeri, enti di ricerca ed enti pubblici non economici, pari a 94.200 lavoratori in servizio, le «eccedenze» sono 4.028 dipendenti e 487 i dirigenti.
Meno del 5% , grazie alle vacanze in organico di alcune amministrazioni che hanno compensato gli eccessi di altre. Saranno circa 390 i milioni di euro di risparmio a regime, «con tagli indolori», precisava Patroni Griffi. La platea degli esuberi è comunque destinata a crescere, visto che nelle 64 pagine di conteggio di Palazzo Vidoni risulta presente la situazione dell'ente Fiume Po (un esubero) ma non quella dell'Inps, che di esuberi ne ha 4 mila. Così come mancano all'appello gli enti parco e le agenzie fiscali, le Forze armate e l'Interno. Ma si è lontani dagli 11 mila tagli stimati dalla legge di Spending review. Quanti degli esuberi poi saranno trasferiti presso altre amministrazioni e, nel caso in cui questo non dovesse bastare, saranno messi in mobilità per due anni e poi licenziati? Al ministero della funzione pubblica sembrano convinti che il problema esuberi possa essere risolto grazie alla leva dei pensionamenti: la legge consente infatti di scontare le eccedenze con le uscite previdenziali. E visto che la riforma di Elsa Fornero ha irrigidito i requisiti, per le amministrazioni che hanno esuberi si potrà ricorrere al ripristino delle regole prefornero: 40 anni di contributi oppure 65 anni di età e si può andare in pensione. Insomma, una via privilegiata per i prepensionamenti che, una volta aperta, potrebbe essere percorsa da molti più lavoratori di quelli necessari a mettersi in pari con i tagli della Spending review. La Funzione pubblica è alle prese con i conteggi sulla scorta delle classi di età insieme al ministero dell'economia. L'operazione dovrà essere chiusa entro fine dicembre, dal primo gennaio prossimo devono entrare in vigore le nuove piante organiche. E poi c'è l'incognita dell'Inps. Mentre per l'Inail c'è la chiara indicazione di 650 lavoratori da tagliare, l'istituto previdenziale di pubblici e privati è assente. I dati, vista la fusione con l'Inpdap, richiedono un po' più di tempo per essere elaborati, è la spiegazione ufficiale. Al senato il direttore generale dell'istituto previdenziale, Mauro Nori, aveva confermato le voci che volevano che gli esuberi fossero 4 mila, stime poi negate dal presidente dell'ente, Antonio Mastrapasqua, che sta tentando di ottenere dal governo una sorta di deroga nell'ambito del disegno di legge di Stabilità. Operazione non facile, visto che subito protesterebbero gli altri enti che invece i tagli devono farli. L'escamotage per addolcire la pillola però c'è già: far scontare al super Inps, in attesa che completi la riorganizzazione con l'Inpdap, solo un taglio, quello previsto dalla legge del 2011 e non anche quello dovuto con l'ultima Spending review. In questo modo gli esuberi potrebbero dimezzarsi, arrivare a 2 mila. I sindacati sull'intera operazione restano per ora prudenti. Per il segretario confederale della Cgil, Nicola Nicolosi, «l'azione prodotta dal governo è di budget dell'isteria. La pubblica amministrazione va considerata un investimento e non funziona quest'ansia che si è prodotta in giro per il paese». Contesta il metodo seguito la Uil di Luigi Angeletti: «In nessuna parte del mondo accade che il ministro stabilisca quanti, come e perché e poi discute col sindacato su come gestire gli esuberi». La Cisl sollecita l'apertura del tavolo di confronto per delineare i dettagli della gestione degli esuberi, da definire, precisa Giovanni Faverin, segretario Cisl-fp, «prima della presentazione dei decreti attuativi al consiglio dei ministri».

 

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