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23 novembre 2012

Patroni Griffi: decreto non convertito? Resterà in vigore il “Salva Italia”


 

news da BESSONE-SCARZELLO-PUNZI-FEA-ROSSO


Patroni Griffi: decreto non convertito? Resterà in vigore il “Salva Italia”
«Se non ci sarà il riordino cambieranno comunque le funzioni»
Avellino- Se il decreto sul riordino delle Province non verrà convertito in legge resterà in «vigore il “Salva Italia” sulle funzioni». E' quanto ha scritto su Twitter il ministro della Funzione Pubblica, Filippo Patroni Griffi, aggiungendo che il governo ha dato disponibilità a discutere senza però toccare l'impianto di riordino delle province. «Siamo arrivati a richieste di deroga incredibili», ha aggiunto Patroni Griffi con un altro Twitter: «tipo: deroga per le città che hanno torri pendenti!». I «criteri non li abbiamo inventati noi ma erano nei disegni di legge in parlamento», ha concluso. Patroni Griffi ha ribadito che «da parte del Governo c'é una ovvia disponibilità al confronto e ad eventuali modifiche, soprattutto nella fase transitoria, purché resti salva l'impronta del decreto».
La fase transitoria, ha ammesso il ministro, «é complessa e potrebbe richiedere tempi diversi o diversi soggetti che gestiscono il cambiamento. Più difficile - ha aggiunto Patroni Griffi - è poter tenere conto di tutte le istanze a livello locale che rischierebbero di sconvolgere il decreto». Quanto al problema dei tagli previsti dalla spending review ai danni delle Province, «é un tema che rappresenterò ai colleghi del governo e che attiene all'esercizio delle funzioni", ha spiegato Patroni Griffi. «Spero si abbia il coraggio di cambiare - ha concluso il ministro - il nuovo assetto previsto è solo il primo tassello in vista di una riforma più complessiva che spetterà attuare alla nuova legislatura».
 Parole che hanno trovato la condivisione del vicepresidente Upi,?Angelo Vaccarezza. Il ministro Patroni Griffi ha mostrato attenzione, soprattutto alla fase di transizione del riordino delle Province. Attenzione però che il chirurgo parli con il rianimatore», ha aggiunto, facendo riferimento ai tagli sostanziali di fondi ai danni delle Province. Vaccarezza si è detto poi in disaccordo con l'Anci che è favorevole al fatto che le Province diventino enti di secondo livello. «Così non governeranno il territorio, né l'urbanistica. Mi sembra tuttavia che, rispetto ad un mese fa, ci sia, nei confronti delle Province, maggiore ascolto», ha concluso. Collegato a questo c’è il problema dei capoluoghi.
I sindaci non intendono cedere. Erano in tanti a Roma nella sede dell'Anci i sindaci dei comuni capoluogo delle province a rischio soppressione. L'iniziativa partita dal sindaco di Crotone Peppino Vallone insieme ai suoi colleghi di Teramo Maurizio Brucchi e di Mantova Nicola Sodano. "Siamo qui - ha detto il sindaco di Crotone, Peppino Vallone - per difendere non i campanili ma le identità dei nostriì territori, la nostra economia, la sicurezza delle nostre città, la possibilità di poter continuare a fornire servizi ai nostri cittadini". Sarà poi redatto un documento comune che riassuma gli aspetti negativi del riordino delle province, e nel corso della riunione ne sono stati evidenziati tantissimi dalla sicurezza, alla economia territoriale, ai trasporti, ai servizi ai cittadini, alla identità culturale, alle tradizioni.
Documento che sarà approvato dai singoli Consigli Comunali. I sindaci hanno poi concordato di chiedere un incontro con Carlo Vizzini presidente della Commissione Affari Istituzionali del Senato". E' in programma anche una manifestazione simbolica a Roma con tutti i rappresentanti istituzionali presumibilmente per il prossimo 12 dicembre prima della discussione finale per la riconversione in legge del Decreto Governativo di riordino delle province.

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