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Patroni Griffi: decreto non convertito? Resterà in vigore il “Salva Italia”
«Se non ci sarà il riordino cambieranno comunque le funzioni»
Avellino- Se il decreto sul riordino delle Province non verrà
convertito in legge resterà in «vigore il “Salva Italia” sulle funzioni». E'
quanto ha scritto su Twitter il ministro della Funzione Pubblica, Filippo
Patroni Griffi, aggiungendo che il governo ha dato disponibilità a discutere
senza però toccare l'impianto di riordino delle province. «Siamo arrivati a
richieste di deroga incredibili», ha aggiunto Patroni Griffi con un altro
Twitter: «tipo: deroga per le città che hanno torri pendenti!». I «criteri non
li abbiamo inventati noi ma erano nei disegni di legge in parlamento», ha
concluso. Patroni Griffi ha ribadito che «da parte del Governo c'é una ovvia
disponibilità al confronto e ad eventuali modifiche, soprattutto nella fase
transitoria, purché resti salva l'impronta del decreto».
La fase transitoria, ha ammesso il
ministro, «é complessa e potrebbe richiedere tempi diversi o diversi soggetti
che gestiscono il cambiamento. Più difficile - ha aggiunto Patroni Griffi - è
poter tenere conto di tutte le istanze a livello locale che rischierebbero di
sconvolgere il decreto». Quanto al problema dei tagli previsti dalla spending
review ai danni delle Province, «é un tema che rappresenterò ai colleghi del
governo e che attiene all'esercizio delle funzioni", ha spiegato Patroni
Griffi. «Spero si abbia il coraggio di cambiare - ha concluso il ministro - il
nuovo assetto previsto è solo il primo tassello in vista di una riforma più
complessiva che spetterà attuare alla nuova legislatura».
I sindaci non intendono cedere. Erano in
tanti a Roma nella sede dell'Anci i sindaci dei comuni capoluogo delle province
a rischio soppressione. L'iniziativa partita dal sindaco di Crotone Peppino
Vallone insieme ai suoi colleghi di Teramo Maurizio Brucchi e di Mantova Nicola
Sodano. "Siamo qui - ha detto il sindaco di Crotone, Peppino Vallone - per
difendere non i campanili ma le identità dei nostriì territori, la nostra
economia, la sicurezza delle nostre città, la possibilità di poter continuare a
fornire servizi ai nostri cittadini". Sarà poi redatto un documento comune
che riassuma gli aspetti negativi del riordino delle province, e nel corso
della riunione ne sono stati evidenziati tantissimi dalla sicurezza, alla
economia territoriale, ai trasporti, ai servizi ai cittadini, alla identità
culturale, alle tradizioni.
Documento che sarà approvato dai singoli
Consigli Comunali. I sindaci hanno poi concordato di chiedere un incontro con
Carlo Vizzini presidente della Commissione Affari Istituzionali del
Senato". E' in programma anche una manifestazione simbolica a Roma con
tutti i rappresentanti istituzionali presumibilmente per il prossimo 12
dicembre prima della discussione finale per la riconversione in legge del
Decreto Governativo di riordino delle province.
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