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Il
presidente Bulbi di Forlì-Cesena, territorio che confluirà nell'ente
unico della Romagna: "Così potrò garantire continuità ai progetti in
corso".
Alla Provincia di Forlì-Cesena si sta studiando
l'ipotesi di far lavorare gratis gli assessori "decaduti" con il
progetto di spending review del governo: dodici mesi al servizio
del'ente che decadrà dal 2014 per far spazio alla provincia unica della
Romagna. Sfruttare il tempo e le competenze degli assessori, in futura
veste di consulenti esterni a titolo gratuito: è questa la proposta del
presidente Massimo Bulbi del Pd. "Se da Roma mi dicono che ci sono
ostacoli procedo lo stesso. Una 'insubordinazione' al decreto? Sì, la
parola mi piace", spiega all'agenzia Dire.
Col decreto 188 del 2012 si cancellano le giunte provinciali (a partire dal primo novembre del 2013 si terranno le elezioni per deciderne i nuovi vertici, in sella dal primo gennaio 2014 con la riforma a regime). Bulbi, come i suoi colleghi delle Province che decadranno, dovrà gestire tutte le funzioni fino a quest'anno di competenza dei suoi assessori con la sola possibilità di delegare tre consiglieri provinciali, senza alcun compenso, come collaboratori. Il decreto 188 prevede che le Province, pur senza giunte, continueranno a gestire le funzioni delegate dalle Regioni fino al loro riordino. Con la conseguenza che anche se i progetti in fieri verranno portati avanti ci saranno grossi ritardi.
Gli assessori impegnati a tutolo gratuito potrebbero invece garantire continuità. "Il governo non ha ancora individuato le funzioni statali da attribuire al nuovo ente Provincia, non rispettando il termine previsto entro il quale avrebbe dovuto pronunciarsi, ovvero il 5 settembre scorso. La Regione d'altro canto, continua a manifestare profonda incertezza su come riorganizzare complessi servizi in materia di lavoro, agricoltura, ambiente e pianificazione territoriale. Il governo della cosa pubblica, a tutti i livelli istituzionali, non può permettersi il lusso di lasciare l'auto in corsa senza conducente, chiunque egli sia", rimarca il presidente della Provincia.
Col decreto 188 del 2012 si cancellano le giunte provinciali (a partire dal primo novembre del 2013 si terranno le elezioni per deciderne i nuovi vertici, in sella dal primo gennaio 2014 con la riforma a regime). Bulbi, come i suoi colleghi delle Province che decadranno, dovrà gestire tutte le funzioni fino a quest'anno di competenza dei suoi assessori con la sola possibilità di delegare tre consiglieri provinciali, senza alcun compenso, come collaboratori. Il decreto 188 prevede che le Province, pur senza giunte, continueranno a gestire le funzioni delegate dalle Regioni fino al loro riordino. Con la conseguenza che anche se i progetti in fieri verranno portati avanti ci saranno grossi ritardi.
Gli assessori impegnati a tutolo gratuito potrebbero invece garantire continuità. "Il governo non ha ancora individuato le funzioni statali da attribuire al nuovo ente Provincia, non rispettando il termine previsto entro il quale avrebbe dovuto pronunciarsi, ovvero il 5 settembre scorso. La Regione d'altro canto, continua a manifestare profonda incertezza su come riorganizzare complessi servizi in materia di lavoro, agricoltura, ambiente e pianificazione territoriale. Il governo della cosa pubblica, a tutti i livelli istituzionali, non può permettersi il lusso di lasciare l'auto in corsa senza conducente, chiunque egli sia", rimarca il presidente della Provincia.
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