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06 novembre 2012

Riordino Province e ricorsi contro il Dl "Salva Italia": la Consulta rinvia l'udienza


news da: BESSONE-SCARZELLO-PUNZI-FEA-ROSSO


Riordino Province e ricorsi contro il Dl "Salva Italia": la Consulta rinvia l'udienza

Dl "Salva Italia" e riassetto degli organi delle Province, la Consulta prende tempo. Nel giorno in cui era fissata l'udienza pubblica della Corte costituzionale per esaminare i ricorsi di otto Regioni contro le disposizioni dell'articolo 23 del decreto "Salva Italia" (legge 214/2011) che ha abolito la Giunta provinciale, mantenendo il presidente e Consiglio ma con un nuovo meccanismo di elezione, la Corte ha deciso di rinviare a data da destinarsi la discussione ricorsi in attesa che venga pubblicato sulla «Gazzetta Ufficiale» anche l'ultimo Dl sull'accorpamento delle Province, approvato dal governo la scorsa settimana.

Riforma complessa

Le regioni ricorrenti - Lombardia, Piemonte, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Campania, Molise, e Sardegna - convinte che l'articolo 23 del "Salva Italia" violi la Costituzione perché riduce i poteri delle province modificando il meccanismo elettorale, dovranno quindi attendere per sapere se la trasformazione delle province, voluta dal Governo, in enti di secondo grado con funzioni di coordinamento delle attività proprie dei Comuni sia pienamente legittima. Tra le norme impugnate, quelle secondo cui «spettano alla Provincia esclusivamente le funzioni di indirizzo e di coordinamento delle attività dei Comuni nelle materie e nei limiti indicati con legge statale o regionale, secondo le rispettive competenze». Le Regioni contestano anche il nuovo sistema di voto, con la trasformazione delle province in organi non più eletti dai cittadini: con l'elezione indiretta di non più di 10 consiglieri provinciali, tra i quali viene nominato il presidente, hanno diritto di elettorato attivo e passivo i sindaci e i consiglieri comunali in carica nei comuni della provincia.

I timori dell'Upi

Immediata la reazione dell'Unione delle Province italiane al rinvio dell'esame dei ricorsi da parte della Consulta: «È successo quello che temevamo - rileva il vicepresidente vicario dell'Upi, Antonio Saitta - la Corte costituzionale questa mattina non si é assunta la responsabilità di decidere. Certamente non é stata casuale la mancata pubblicazione sulla "Gazzetta Ufficiale" del nuovo decreto legge sul riordino delle Province, approvato ormai da 5 giorni, fermo nelle stanze del Governo e firmato dal capo dello Stato solo pochi minuti fa». Le difficoltà dei giudici, per Saitta, «sono comprensibili», dal momento «il continuo ricorso alla decretazione d'urgenza sta di fatto svuotando i principi costituzionali e lo stesso principio di legalità, poiché si crea una continua incertezza sulle funzioni e sull'esistenza stessa delle Province, che in Costituzione sono previste come istituzioni costitutive della Repubblica».

Province "scadute"

Al momento, le Province "scadute" successivamente all'approvazione del Dl "Salva Italia" sono otto: Genova, La Spezia, Como, Ancona, Cagliari, Ragusa, Vicenza e Belluno. Per loro, niente rinnovo per i consigli, nessuna elezione diretta del presidente, mentre le competenze di presidente e giunta sono state acquisite da un commissario prefettizio.



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