Dal sito della Provincia di Firenze
LE PROVINCE TOSCANE A RISCHIO DEFAULT. LE CIFRE DEL DISASTRO ANNUNCIATO
Incontro dei Presidenti delle Province con i parlamentari eletti
nella nostra regione. Nel 2013 mancheranno 25 milioni di euro solo per
le spese obbligatorie. Ricorso al Tar contro i “tagli”
Nel 2013 alle attuali dieci Province della Toscana mancheranno
oltre 25 milioni di euro solo per far fronte ai pagamenti delle spese
essenziali ed inderogabili, quali il personale, i mutui, gli affitti e
le utenze. Infatti, l’effetto incrociato dei tagli imposti dal Governo,
oltre 121 milioni, e i vincoli del patto di stabilità, ulteriori 120
milioni, provocheranno un effetto disastroso sui conti delle
amministrazioni provinciali del nostro territorio. La minore
disponibilità di risorse non vincolate per le Province toscane, da circa
492 a circa 251 milioni, imposta per legge, si scontra nella realtà con
il volume di spese obbligatorie e incomprimibili che nel 2013 supererà i
276 milioni di euro. Di conseguenza, essendo i 25 milioni che mancano
per pareggiare i conti riferiti esclusivamente alle spese minime di
funzionamento, le Province potranno garantire servizi ai cittadini solo
avvalendosi dei fondi trasferiti dalla Regione. Questa situazione
rischia realmente di mandare in default finanziario la maggior parte
degli enti provinciali della Toscana.
Questo è quanto è emerso dalla riunione organizzata lunedì 19
novembre a Firenze da Upi Toscana. L’Unione delle Province ha chiamato a
raccolta i Presidenti delle dieci Province toscane per un incontro con
tutti i parlamentari eletti nella nostra regione.
Il Presidente dell’UPI Toscana Pieroni ha dichiarato: “Di fronte al
combinato disposto dei tagli operati dal Governo, assolutamente
inaccettabili (1,2 miliardi su 9 a livello nazionale), e dei vincoli
imposti dal Patto di stabilità, la prospettiva che si presenta alle
Province per il 2013 è assolutamente drammatica ed aggravata, per la
Toscana, dal fatto che questi tagli sono calcolati anche sulle spese
vincolate. Abbiamo quindi deciso di ricorrere al TAR contro il decreto
che ha applicato i tagli. Com’è evidente stiamo tentando con tutti i
mezzi di salvare i servizi per cui i cittadini pagano le tasse ed ai cui
hanno diritto. Si tratta di impresa difficile se non impossibile a cui
però ci dedicheremo con forza nonostante la precaria situazione
provocata dal decreto di riordino delle Province.”
L’incontro, che si è svolto a Palazzo Medici Riccardi (sede della
Provincia di Firenze), è servito per illustrare ai rappresentati della
Toscana in Parlamento il ricorso che le Province presenteranno al Tar.
Ai parlamentari toscani è stato inoltre richiesto il massimo impegno
affinché il testo del decreto legge sul riordino delle Province venga
modificato durante la fase di discussione per la conversione in legge.
In particolare tutti i parlamentari si sono dichiarati d’accordo per
richiedere al Governo una modifica tecnica inerente le modalità di
ripartizione dei tagli nelle varie regioni. Una modifica che non
cambierebbe i saldi finali ma correggerebbe uno squilibrio. Attualmente i
territori italiani maggiormente penalizzati sono quelli della Toscana e
del Piemonte, proprio a causa di un particolare meccanismo di calcolo
che conteggia tra le spese delle Province anche i finanziamenti che le
Regioni girano agli enti provinciali per garantire alcuni servizi come
ad esempio il piano dei trasporti pubblici. In pratica si tratta di una
semplice “partita di giro”. Qualora il governo tenesse conto del diverso
riparto dei consumi dei livelli intermedi (entro i quali vi sono le
risorse che la Regione attribuisce alle province per gestire le
deleghe), la Toscana vedrebbe ridotto il taglio subito dagli attuali 20
miliardi a circa 10 miliardi.
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