17 novembre 2012 - Documento approvato da Assemblea Province lombarde
Da elezione diretta a valutazione confini geografici nuove Province
| 1) introdurre una norma semplice e chiara, al posto di quella
attuale pasticciata e cambiata più volte in pochi mesi, per l'elezione
diretta da parte dei cittadini, dei Presidenti e dei Consigli delle
Province. Questo deve valere anche per la città metropolitana di Milano
che, per la sua particolare condizione economico-sociale dimostrata
anche dall'unanime consenso politico registrato sul punto, necessita di
una disciplina comunque speciale che consenta l'elezione a suffragio
universale e diretto dei suoi amministratori, non scelti tra i Sindaci e
i Consiglieri comunali, ma tra personalità esterne ai Comuni, che
sappiano guidare l'area più importante del nostro Paese, con
indipendenza ed autorevolezza; 2) sollecitare il Governo a ridurre i tagli alle risorse, insostenibili per le Province lombarde che, pur virtuose, sono inoltre penalizzate nella spesa media pro-capite; in caso contrario, come già evidenziato ai titolari degli uffici giudiziari, civili, contabili e penali, non si potrà attribuire alcuna responsabilità ai Presidenti delle Province lombarde, in quanto legali rappresentanti degli Enti, per eventuali dissesti; 3) ripristinare la durata dei mandati in corso, democraticamente sanciti dal voto popolare. La Corte Costituzionale ha sentenziato che la durata degli organi elettivi locali, fissata dalla legge, non è liberamente disponibile nei casi concreti e le ipotesi eccezionali di abbreviazione del mandato elettivo devono essere preventivamente stabilite in via generale dal legislatore e sono individuate, nell’141 del Testo Unico degli enti locali, in atti contrari alla Costituzione, gravi e persistenti violazioni di legge, gravi motivi di ordine pubblico, impossibilità ad assicurare il normale funzionamento di organi e servizi; 4) eliminare la prevista soppressione delle Giunte dal 1° gennaio 2013, illogica e illegittima (come ha più volte sentenziato la stessa Corte Costituzionale), oltre a rendere difficoltosa e problematica l’operatività dell’Ente; 5) eliminare la previsione del trasferimento delle funzioni dalle Province ai Comuni da parte della Regione, in palese contrasto con il mantenimento apparente delle Province ed invece in linea con il loro sostanziale svuotamento, che determina un evidente aumento dei costi e crea un’incertezza sul futuro dei servizi; 6) valutare attentamente i confini geografici delle nuove Province, evitando di costruire mostri istituzionali. Il documento è on line nella sezione "documenti - documentazione". Milano, 17 novembre 2012 |
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