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27 novembre 2012

Dipendenti pubblici regionali protestano contro riduzione salariale e esuberi

A CURA DI  CLAUDIO BONGIOVANNI, VALTER GIORDANO, GUIDO MARINO, MAURIZIO BARRA E FRANCO FERRARO

27 novembre 2012

Da tempo voci, rumors ricorrenti esaltano ciò che un lavoratore "troverebbe" presso la Regione Piemonte qualora qualcuno fosse costretto a  "traslocare". Ma anche presso la Regione Piemonte il vento sta cambiando di direzione.

Per dovere di cronaca pubblichiamo quanto è avvenuto oggi martedì 27 novembre 2012.

Presidio di protesta dei lavoratori della Regione Piemonte, di giunta e di consiglio, questa mattina a Torino contro i tagli al numero dei dipendenti. 
Il provvedimento prevede che entro il 15 dicembre sia fatta una ricognizione degli esuberi e sia aperta una struttura per la mobilità che gestisca il personale dipendente in eccesso. 
Un altro punto prevede la riduzione del 10 per cento del salario dei direttori e di quello accessorio dei dirigenti, oltre alla riduzione del 30 per cento del budget per le 900 persone che godono delle posizioni organizzativa.
In aula a Palazzo Lascaris, sede dell’assemblea legislativa, è in discussione la proposta di delibera n. 218 che intende regolamentare gli interventi urgenti per la razionalizzazione delle spese regionali. 
I manifestanti chiedono che il Consiglio regionale rinvii la discussione e l’approvazione del provvedimento e che si apra al più presto un tavolo di concertazione con i sindacati.
Alcuni rappresentanti sindacali sono stati ricevuti dal presidente del Consiglio regionale, Valerio Cattaneo, con i componenti dell’ufficio di presidenza, numerosi consiglieri, l’assessore al Bilancio Giovanna Quaglia e il vicepresidente della giunta Ugo Cavallera. 
Lo stipendio dei dipendenti pubblici è bloccato dal 2010 al 2014 e “non può essere toccato in maniera unilaterale e senza contrattazione” spiegano i sindacalisti. Ingenti risparmi – hanno sottolineato – potrebbero essere effettuati “mandando in pensione i dipendenti che ne possiedono i requisiti e smettendo di appaltare all’esterno mansioni ordinarie che potrebbero essere svolte dai dipendenti”. L’assessore Quaglia, al termine dell’incontro, ha affermato che negli ultimi giorni sono stati depositati emendamenti correttivi della delibera e che il confronto con i sindacati è già in atto da tempo.

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