Saitta Province: “Chiediamo serietà e
coerenza. Si modifichi il testo e si approvi il decreto”
“Le Province chiedono a gran voce una
prova di serietà e di coerenza. E’ chiaro a tutti, perfino al Governo, che ci
sono molti nodi su cui è necessario intervenire, e che come Upi abbiamo
chiaramente evidenziato. Chiediamo al Parlamento di intervenire, nella sua
autorevolezza, dimostrando di essere in grado di trovare le soluzioni
opportune, migliorando il decreto sul riordino in modo che sia più rispettoso
delle prerogative espresse dalle comunità locali e alleggerendo il peso di
manovre economiche palesemente inique. Opportunamente modificato, il decreto
dovrà essere approvato, o si rischia di innescare nuovo caos”. Lo ha detto il
Presidente dell’Upi, Antonio Saitta, intervenendo oggi in audizione alla
Commissione Affari Costituzionali del Senato sul Decreto Legge 188 di riordino
delle Province.
“L’Upi ritiene indispensabile che il
Parlamento intervenga sul testo del Governo, modificando alcune delle questioni
che per i territori restano dirimenti, a partire da alcuni accorpamenti troppo
forzati che stanno creando grosse difficoltà nelle comunità, dalle norme che
cancellano i livelli democratici eletti, che non riteniamo ammissibili, fino al
chiarimento delle funzioni attribuite alle Province. A questo si aggiunge il
drammatico taglio ai bilanci operato con le manovre economiche, che sta
mettendo a duro rischio la nostra possibilità di continuare ad assicurare ai
cittadini servizi essenziali e di qualità, a garantire scuole sicure e
accoglienti, strade libere dalla neve e agibili, investimenti e interventi per
tutelare il territorio e contrastare il dissesto idrogeologico. Sono nodi su
cui chiediamo l’intervento del Parlamento, anche per dimostrare ai cittadini
che le istituzioni italiane sono in grado di collaborare seriamente e
costruttivamente quando si tratta di avviare processi di riforme, e che sono in
grado di portarli a termine. Bloccare il percorso proprio ora non approvando il
decreto di riordino o restando sordi alle nostre proteste – ha concluso Saitta
- sarebbe una resa davvero incomprensibile, soprattutto per i cittadini, e
metterebbe a rischio i servizi essenziali garantiti dalle Province alle
comunità”.
(29-11-2012)
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